"Ciò che si può offrire agli altri è solo il frutto della propria pratica" Thich Nhat Hanh

Ricetta. Minestra di miso con orzo e piselli

Ricette 25 mar 2011

Orzo, il cereale della primavera (macrobiotica) e del martedì (antroposofia), va usato bene per tutto l’anno, accentuandone la presenza in tavola sia a primavera che il martedì.

Diamogli sotto con l’orzo, il cereale in chicco che si vende nei negozi di prodotti biologici. Usiamolo per farci una minestra toccasana per il fegato sia per la presenza dell’orzo stesso e del miso d’orzo, che per l’assenza dell’olio, un grasso che – se anche buono e vegetale – si aggiunge agli altri oli che usiamo, mentre spesso c’è bisogno di alleggerirsi.

L’orzo, che per Platone era l’alimento principale, è, insieme al grano, il più antico cereale conosciuto dai Greci (membra forti e pensieri chiari = sport e filosofia) e Romani. E’ decongestionante, rinfrescante e regolatore delle funzioni organiche; viene infatti legato dai macrobiotici all’elemento Legno/Aria ed alla stagione della primavera in cui tutto cresce rigogliosamente nella natura. In antroposofia è legato al giorno del martedì, che prende nome dalla divinità mitologica greca di Marte e dal pianeta rosso: spesso sui campi d’orzo si può osservare uno sfavillio di color rame. L’impulso verso una piena ripresa dell’attività settimanale è tipica del martedì che, dopo il riposo della domenica e la riflessione “lunare” del lunedì, è il giorno in cui si può dire che decolli l’attività settimanale. Questo cereale, si trova nelle qualità Mondo (cioè integrale), decorticato o perlato (cioè parzialmente o totalmente raffinato) – l’Orzo Perla è un’altra qualità molto forte e fortificante (più yang.) Prima di cucinarlo andrebbe tenuto a bagno tutta la notte.In un cimitero di gladiatori, scoperto qualche anno fa in Turchia, hanno scoperto – esaminandone i resti con i moderni strumenti di “cold case” -  che essi erano vegetariani e si cibano principalmente di orzo, fagioli e verdure. E’ UN CERALE MOLTO VERSATILE . In chicco è centrato ed armonico sul piano energetico, mentre, secondo come lo si prepara, genera effetti diversi: Se fermentato e trasformato  in malto (per dolcificare) avrà una valenza più rilassante ed esapansiva sul corpo; se trasformato in birra, ancora più rilassante (e urinante…,se macinato in farina può essere utilizzato per farne pane, con effetti riscaldanti e contraenti nel corpo; se tostato e macinato ce lo possiamo bere come un caffè, con effetti molto meno pesanti.

Usiamo l’Orzo Mondo, cioè il chicco nella sua integralità, e piselli secchi spezzati (cui aggiungere anche quelli freschi quando i mercati rionali se ne riempiranno nella stagione giusta).

Ingredienti:

  • una tazza d’orzo e mezza tazza di piselli secchi da ammollare insieme sin dal giorno prima, anche per più di dodici ore (se possibile);
  • porro tagliato fine e carota a dadini
  • 5 cm di alga kombu per la cottura
  • sale marino q.b.
  • miso d’orzo non pastorizzato

Preparazione

Porre in casseruola orzo e piselli e far bollire in molta acqua, tutta quella dell’ammollo e che diventerà il brodo della minestra, per un’ora e mezza. Aggiungere l’alga lavata che, dopo la cottura (con la sua azione fortemente mineralizzante), potrà sia essere eliminata che frantumata  nella minestra stessa. Dopo un’ora aggiungere carota e porro, e il sale q.b.. Prima di servire sciogliere in poco del brodo prelevato dalla casseruola tanti cucchiaini di miso per quante saranno le porzioni più un cucchiaino per la minestra. Rimettere il liquido ottenuto nella casseruola, avendo cura di farlo sobbollire per qualche minutino ancora. Non deve bollire per non perdere i fermenti vivi.

E’ un piatto che con altre varianti a piacere, dovrebbe essere consumato spesso in questo periodo.


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8 Comments

  1. Giacomo
    28 marzo 2011 at 16:12

    Ciao Andrea. Vorrei farti una richiesta riguardo alle ricette, se possibile: potresti inserire nel blog, se non è un problema, un esempio di dieta settimanale che comprenda tutta la giornata, dalla colazione alla cena? Per arrivare magari dopo un anno ad avere quattro schemi settimanali, uno per ogni stagione? Te lo chiedo perché chi come me sta cambiando (lentamente) il proprio approccio al cibo rischia di cucinarsi sempre le stesse ricette visto che non ne conosce poi molte. Uno schema completo settimanale, seppur indicativo (anche senza tutte le preparazioni), ci faciliterebbe parecchio anche nella scelta delle proporzioni e degli abbinamenti da distribuire sia nella giornata che nella settimana.
    Tutto questo per chi ancora non ha la possibilità di tuffarsi per una decina di giorni all’ombra dei Pirenei a Cuisine et Santé…
    Grazie ancora.


    • Andrea Biggio
      29 marzo 2011 at 11:05

      Ciao Giacomo, non è semplice quello che chiedi. Qualsiasi cosa scrivessi si farebbe racchiudere in uno schema cristallizzato, pericoloso per entrambi. Qualcosa scriverò – per cercare di darti una mano – nei prossimi giorni, cominciando dai cibi da privilegiare o diminuire in primavera. Ricorda poi quello che ho scritto sulle tre foto dei miei piatti qui nel sito, alla tua destra. Passaci il mouse sopra.
      La tua difficoltà consiste solo nel trovare nuove e più variate ricette. Cercale anche su libri e internet. L’essenziale che tuu sappia che ordinariamente la dose di cereali si deve mantenere intorno al 50% con 30% di verdure e 20% di legumi.


  2. navigare
    29 marzo 2011 at 12:52

    Praticare uno stile alimentale macrobiotico o che ne tenga in considerazione i principi non è facile. Parlo per esperienza personale, più volte sono entrato in contatto con modi (e mondi) diversi di alimentarsi: macrobiotico, ayurvedico, ecc. ma cambiare stile di vita è impegnativo e non è sufficente (anche se utile) leggere libri e buone letture.

    Per me l’opportunità del cambiamento e stata nel conoscere e frequentare persone con questo interesse comune, scambiare opinioni ed informazioni ed integrandolo con letture. Ad esempio nei blog di Andrea (quello attuale e il precedente su myspace) oltre a leggere molte cose interessanti ho scaricato più di 40 ricette, che ho poi condiviso con amici.

    Insomma non è facile ma ci si può fare.

    Ciao!


    • Andrea Biggio
      29 marzo 2011 at 13:38

      Grazie per l’integrazione, caro Navigare. In effetti, le fonti cui attingere si devono moltiplicare, soprattutto i corsi di cucina. Appena si trova un posto, qui a Firenze, ne organizziamo uno. Avete idee di locations,cari lettori del blog?


  3. Barbara
    11 febbraio 2014 at 17:15

    Ho tutto in casa, vado a mettere in ammollo l’orzo per domani! :-)


    • Andrea Biggio
      11 febbraio 2014 at 18:45

      Vedrai che forza e che piacere…


  4. Barbara
    17 marzo 2014 at 14:34

    Ho fatto questa deliziosa minestra, ho raddoppiato le dosi per non avere resti di orzo e devo dire che ho fatto bene, la sera come piatto unico è magnifica, ma anche a pranzo… l’abbiamo mangiata per qualche giorno di seguito senza stancarcene! Che buona! Grazie.


    • Andrea Biggio
      17 marzo 2014 at 15:00

      Grazie Barbara, e poi quest’orzo – che adesso che arriva la primavera è una manna – lo trovo completo sotto tutti gli aspetti.


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