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Autunno: oggi l’uomo crede di partecipare alla vita della natura solo quando sperimenta il germogliare, il fiorire, il crescere, il fruttificare, ma noi …

Uriele,Gabriele, Raffaele e Michele operano insieme:

L’Autunno è la stagione di Michele: prepariamoci alla interiorità.

 

 

“Le cose di per sé non rappresentano nulla,

se non nella successione con cui si riferiscono l’una all’altra”.

Rudolf Steiner

 

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Il corso dell’anno davanti all’anima, quale cammino attraverso gli elementi, terra, aria, acqua, fuoco, e le trasformazioni con cui queste forze primordiali si rendono attive e vengono vissute in diverse forme nell’Essere Umano, così come nella Natura e nel Cosmo.

 

Uriele,Gabriele, Raffaele e Michele operano insieme: “uno opera nell’altro, vive nell’altro, e, quando l’uomo quale essere spirituale animico e fisico è nell’universo, queste forze agiscono in lui.” “Come tutto s’intesse nel gran Tutto, e ogni cosa nell’altra opera e vive” scriveva Goethe. “Naturalmente dobbiamo pensare tutto ciò come immaginazione. Sono cose del tutto reali, ma non se ne può parlare come il fisico parla del polo negativo e di quello positivo. Sono costretto a parlarne sotto forma di immagini viventi, ma quanto viene espresso in queste immagini viventi esiste, è realtà.”  Rudolf Steiner

 

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“Il corso dell’anno davanti all’anima, quale cammino attraverso gli elementi, terra, aria, acqua, fuoco, e le trasformazioni con cui queste forze primordiali si rendono attive e vengono vissute in diverse forme sia nell’Essere Umano che nella Natura e nel Cosmo.

“Quando l’uomo guarda il mondo con il suo occhio fisico osserva i fenomeni, il succedersi delle stagioni, il regno animale, il regno vegetale, il regno minerale. Ma dietro a questa atmosfera illuminata dal Sole vi è un altro mondo accessibile in modo superiore che va oltre la stessa vita che si svolge “storicamente” sulla terra.

Il corso dell’anno deve essere considerato innanzitutto esteriormente come avveniva sin dall’antichità, in modo istintivo, con feste e riti pagani. Questo corso dell’anno presenta un altro aspetto che inizia nel grembo della terra, primavera, estate, autunno, inverno, e segue le leggi dei movimenti dei pianeti, della formazione delle stelle fisse e così via.

L’uomo per sentirsi arricchito, deve partecipare con la sua esperienza interiore a questo secondo aspetto, più simbolico, del corso dell’anno. Quindi non deve fermarsi alla sperimentazione dei processi fisici-eterici del proprio corpo in modo inconscio, ma essere consapevole di ciò che vive nelle intemperie, nel vento, nelle forze germinative, nella fecondità delle forze terrestri, nella luminosità delle forze solari.

Ciò al fine di educare il suo cuore e la sua anima a partecipare agli avvenimenti esterni del corso dell’anno, del corso della giornata sentendo in tutto questo anche come si sperimenta il corso della giornata nell’essere svegli all’alba, pronti al lavoro al mattino, nel sentire più tardi gli stimoli della fame, nell’essere stanchi alla sera; sentendo quindi i processi interiori, l’azione e la vita interiore delle materie e delle forze entro la propria pelle; preparare l’anima a diventare davvero ricettiva e sensibile per ciò che vive e trama nel corso dell’anno. 

Oggi l’uomo crede di partecipare alla vita della natura solo quando sperimenta il germogliare, il fiorire, il crescere, il fruttificare, ma noi per fare bene ciò, dobbiamo saper partecipare anche al decadere, all’appassire, al paralizzarsi e al morire di ogni vita quando l’estate declina e sopravviene l’autunno, con il volgersi della coscienza verso sé.”

 

 

 

L’Autunno è la stagione di Michele: prepariamoci alla interiorità.

 

 

Nei tempi antichissimi dell’evoluzione dell’umanità ogni passo del processo della riproduzione umana era collegato strettamente al corso dell’anno. Con la festività di S.Michele (29 settembre) si supera il giro di boa dell’equinozio d’autunno (23 settembre – dal latino aequus, uguale, e nox, notte). Passiamo da Uriele a Michele: finisce la fase di crescita esteriore nella natura, e nostra verso ciò che è “altro da sé”, ed inizia la rigenerazione invisibile. Adesso a settembre è Michele alla massima altezza, alla sua culminazione cosmica L’emiciclo annuale che si avvia con Michele in autunno (e si conclude con Gabriele in inverno) è quello “dalla morte alla vita”, ritorniamo dentro, ripieghiamo su noi stessi e nella nostra interiorità, per consentirci poi di rinascere “a nuova vita”; quando – superato l’inverno – verrà inaugurato l’altro emiciclo, polare a questo, quello di Raffaele: “dalla vita alla morte”, il tempo in cui saremo nuovamente tutti proiettati fuori di noi, all’esterno. In questi sei mesi dell’autunno/inverno (Michele e Gabriele) la “materia è contessuta di spirito”, mentre nei sei mesi precedenti della primavera/estate (Raffaele e Uriele) era lo “spirito contessuto di materia”.Vediamo intorno, ovunque sotto i nostri occhi, avviarsi il processo di “incenerimento della pianta” dopo aver assistito al trionfo della “nascita della pianta”. Il bianco secondo Steiner è il colore di riferimento inteso come immagine animica dello spirito. La bellezza luminosa di questo periodo autunnale è quella della veste di Michele, “che a volte riluce di oro solare e a volte risplende interiormente come un’irradiazione argentea”: una veste intessuta d’oro (il Sole della stagione precedente – Uriele) e risplendente d’argento (la Terra della stagione seguente – Gabriele). L’immagine di Michele che tiene la sua spada di ferro puntata sul drago è per l’Uomo, secondo Steiner, un grande “appello rivoltogli per l’azione interiore”. Perché egli impari a festeggiare la festa di S.Michele “facendone – appunto – una festa di liberazione da ogni timore o paura, una festa dell’iniziativa e della forza interiori, una festa che sia un appello all’autocoscienza scevra da egoismo.” Lasciamo dunque che in noi, in questa fase autunnale, cresca tutto ciò che tende alla riflessione, “alla libera forte e coraggiosa volontà, contraria ad ogni ignavia e ad ogni paura.” In questo modo alla conoscenza della natura possiamo unire un verace processo di autocoscienza.

 

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