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C’è un periodo di transizione, quando inizia il cambiamento alimentare sano.

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C’è un periodo di transizione, quando inizia il cambiamento, in cui non bisogna pensare a eliminare ciò che si scopre non andar bene come quotidianità.

 

Che voglio dire? Qual’è il trucco!

Ecco.

La macrobiotica prende in considerazione non solo l’aspetto scientifico della nutrizione (come fanno nutrizionisti, dietologi, medici, dietisti, vegetariani, vegani), e cioè l’analisi delle componenti biochimiche in termini di proteine, grassi, carboidrati, etc, ma anche l’aspetto vitale, energetico, e – per così dire – spirituale del cibo, come il colore, la durezza, l’acquosità, la direzione di crescita, il carattere vegetale o animale del cibo, etc; relazionando l’alimentazione alle condizioni del singolo, all’ambiente, alle tradizioni. Non bisogna farne una pratica rigida e inamovibile, che porti – come per molti macrobiotici accade – all’ortoressia.

C’è un periodo di transizione, quando inizia il cambiamento, in cui non bisogna pensare a eliminare ciò che si scopre non andar bene come quotidianità. Non si può subito praticare in termini di yin-yang. Inoltre,non è con divieti e limitazioni che si mangia. Bisogna invece cominciare a introdurre cibi più centrati in termini di cereali integrali, legumi e verdure, scoprendo così il piatto base del nostro modello alimentare. Essi, con il tempo, e sempre pensando anche al piacere del cibo, oltre che alla salute, scalzeranno dolcemente e senza traumi dietologici le vecchie abitudini sbagliate. Per questo, servono esperienze di corsi di cucina, frequentazioni di ristoranti macrobiotici, amici che già praticano, letteratura specifica (tra cui annovero questo blog e, naturalmente, il mio libro) e, possibilmente, grandi scuole. Ma ci vuole tempo e pazienza e iniziare con poco, accontentandosi.

Sappiate che nelle società moderne occidentali, ed anche orientali, i cereali – principale alimento dell’essere umano – sono stati rimpiazzati quasi completamente da carni, pollami, prodotti sempre più raffinati e derivati del latte ed ogni altro prodotto di origine animale. Bene, bisogna rovesciare questa tendenza che è una vera e propria degenerazione che porta sempre più malattie e sempre più scoperte scientifiche per curare le malattie (ma che non pensano minimamente a come si costruisce la salute).

Esiste una fase macrobiotica stretta per aiutare le persone ad affrontare disturbi e malattie, ma poi – quando si sta sufficientemente in equilibrio – si può tornare a mangiare quasi tutto, ma non tutti i giorni! In altri termini ci si dovrà gestire tra l’ordinario quotidiano (cereali,verdure,legumi) e il saltuario, l’occasionale, l’infrequente, il periodico (tutte le altre cose che si desidera mangiare perché si vive comunque in questo mondo).

 

 

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3 Comments

  • Marina

    2 Novembre 2013 at 22:16

    Andrea sono agli inizi del mio cambiamento alimentare e devo dirti che quando,saltuariamente ,con gli amici, sono tornata a mangiare cibi che non fanno più parte della mia quotidianità non li ho trovati più così buoni. Uscita dal ristorante tradizionale non vedo l’ora di ritornare alla mia cucina basata su cereali integrali in chicco, verdure e legumi. Grazie per i tuoi spunti che mi aiutano nel cammino

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    • Andrea Biggio

      3 Novembre 2013 at 14:40

      Grazie per quanto mi scrivi Marina cara! Anche a me succede ciò che descrivi: in effetti il corpo cambia e si affranca da quelle schiavitù e “droghe” che Matrix Alimentare ci vuole a tutti i costi “imporre”. Basta guardare in un bar quanti “chili di zucchero” vengono aggiunti – da ogni cliente – ad una piccola tazza di caffè o di tè: che palato avrà questa gente? …allenato a quali sapori artificiali?

      Rispondi

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