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COS’È, A COSA SERVE, LA “FILOSOFIA PRATICA”

 

 

Consulenza filosofica – Filosofia pratica.

Negli ultimi anni, anche in Italia, si è fatta sempre più conoscere un’applicazione pratica della filosofia che viene definita “consulenza filosofica”. Si tratta di questo: dagli ambienti filosofici, tradizionalmente confinati nei ghetti accademici e nell’insegnamento “scientifico” tipico delle Università, si sono levate voci a favore di un efficacia dell’intervento filosofico di sostegno nella pratica di vita e nella quotidianità delle persone.

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In altri termini, coloro che affrontano il dolore ed il disagio delle cose della vita rivolgendosi alla psicoterapia, alla religione, al consultorio, ai gruppi mente/corpo, hanno adesso una nuova opzione in alternativa o affianco a queste: chiedere una consulenza filosofica. Chi chiede una consulenza filosofica non è “malato” è solo alla ricerca di senso” scrive Umberto Galimberti, che crede molto in questo riscatto della filosofia dall’angusto limite della sola speculazione teorica; e che prosegue affermando che, per reperire un senso ai nostri problemi ed alle nostre preoccupazioni, è necessaria prima “una chiarificazione della nostra visione del mondo, responsabile del nostro modo di pensare e di agire, di gioire e di soffrire”.

 

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Il compito di questa “filosofia pratica”, che confina con le psicoterapie e con il counseling vero e proprio, è quello di mettere a disposizione del consultante, per il suo caso concreto, tutto il sapere filosofico del consulente. Questi acquisirebbe, pertanto, le vesti di un “mediatore del sapere” di Socrate, di Platone, di Kant, di Nietzsche, di Popper e così via. I filosofi della nostra storia della filosofia, anche contemporanea, consentirebbero in tal modo un dialogo filosofico, tra consulente e fruitore, diventando la fonte di approccio ai problemi concreti che oggi affliggono gli individui e dei quali si è preoccupata finora solo la psicologia. Come scrive Achenbach (in La filosofia come opportunità per la vita, ed.Apogeo), non è sufficiente pensare e riflettere per arrivare a filosofeggiare in modo soddisfacente ed efficace, ma è necessario anche “prendere posizione sulle proprie prese di posizione” affinché il pensare non giri in tondo su se stesso rimanendo spesso bloccato.

 

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Gli obiettivi che i due attori del dialogo filosofico vogliono raggiungere sono pertanto quelli di portare il focus dell’incontro su questa meta-riflessione (riflessione sulla riflessione) e, in conseguenza, di mantenere il consultante in stato di salute psichica facendolo lavorare intorno ad un equilibrio prima che questo possa sconfinare in una patologia. Nel qual caso, ove anche ciò fosse già verificatosi, il consulente dovrebbe indirizzare il proprio interlocutore verso un medico o uno psicologo o, comunque, uno specialista. Perché il consulente stesso sia in grado di entrare in relazione dialogica con l’altro sono necessarie, oltre ad una buona preparazione di base, motivazione, capacità di ascolto, empatia e com-passione (patire insieme) ed inoltre il saper riconoscere le proprie zone di fragilità e la consapevolezza di avere egli stesso problemi filosofici da risolvere. Gerd Achenbach e Lou Marinoff hanno fornito al “counseling filosofico” un contributo essenziale, l’uno dando tra i primi vita teorica e concretezza pratica a questa nuova professione, l’altro (in Platone è meglio del Prozac, ed. Piemme) allargando alla filosofia orientale ed in particolare alla consultazione dell’I Ching, l’antico testo cinese di saggezza, il bagaglio di conoscenze filosofiche cui il consulente dovrebbe ricorrere nel prestare il proprio sostegno a chi lo richiede. Lou Marinoff ha ben compreso che la filosofia e la saggezza orientale ci facilitano l’accesso alla nostra parte più intuitiva , all’emisfero cerebrale destro, abituati come siamo, da bravi occidentali, all’uso esclusivo della razionalità dell’altro emisfero.

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2 Comments

  • temistocle

    16 Gennaio 2013 at 08:14

    Ciao. Forse la volta scorsa ho sbagliato a mettere il commento, perciò ora lo riporto anche qui. Il post è molto interessante. Ho visto in giro già da qualche anno testi che affrontano l’argomento, sia generalisti sia che scendono più nel particolare. Ti chiedo di darmi un paio di titolo che, secondo te, potrebbero servire a farsi un’idea generale dell’argomento e poi qualcosa più in particolare per vedere come la cons. filos. possa lavorare su singoli argomenti. grazie e complimenti per il post.

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    • Andrea Biggio

      16 Gennaio 2013 at 09:43

      Ciao Temistocle, poiché l’argomento interessa anche altri ne faccio un post a parte nei prossimi giorni. A presto. Grazie per l’apprezzamento.

      Rispondi

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