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Il Crudismo non riesce, in base alla mia personale e soggettiva esperienza, a fare breccia alcuna nelle mie intenzioni alimentari e di stile di vita, perché è troppo raffreddante, estremamente raffreddante e limita moltissimo il calore che l’uomo dovrebbe portarsi dentro anche con il cibo, in cambio di che?

 

 

DIETA CRUDISTA VS

MACROBIOTICA E AGRICOLTURA BIODINAMICA.

Ricevetti tempo fa, a distanza di poche ore l’una dall’altra e per strade diverse, queste due richieste da lettrici del blog. La prima come commento a COLESTEROLO E OLIO e la seconda per e.mail.

Ciao Andrea,

Prima di tutto volevo farti i complimenti per il tuo blog, interessante, stimolante e nel quale persone con l’interesse reale per la nutrizione si possono aggregare. Da molto mi interesso di alimentazione ma sempre senza essere totalmente convinta di nulla. Da un annetto e più abbraccio la causa vegana, ma senza considerarmi “vegana”… insomma, sono come il prezzemolo 🙂 Al momento sono in India, dove, mentre ero nel sud per la pratica dello yoga, ho provato a seguire un modello crudista, che non mi è piaciuto affatto. Ironia della sorte proprio in quel periodo ho conosciuto una ragazza belga, mia coinquilina, che segue la macrobiotica da almeno 4 anni e mi ha stimolata moltissimo su questo versante. Poco dopo ho fatto 4 sessioni di agopuntura con una canadese, altra “collega di yoga” e poi ho scoperto il tuo blog. Direi che è un segno chiaro 🙂 Avrei una domanda che mi ha sempre assillata riguardo la macrobiotica, che in sé è il tipo di cucina che più mi attrae e verso la quale tenderei naturalmente, ma che per via di questo dubbio è sempre restata relegata nell’angolino. Probabilmente avrai già risposto a una domanda simile, scusa nel caso ma non sono ancora riuscita a leggere tutti i tuoi post. La domanda è: come posso avere nutrimenti quali le vitamine da una cucina prevalentemente “cotta”? Io ho sempre saputo che molte vitamine con la cottura scompaiono. In più, adoro le insalate ^^ La mia amica non ha saputo darmi una vera e propria risposta, e così anche un’altra blogger cui avevo domandato. Magari tu saprai ispirarmi. Un’altra domanda: qui in India io per cucinare uso l’olio di cocco, poco, all’inizio, giusto per cuocere le verdure. Sapevo che era buono perché sopporta bene il calore, ma poi leggo sul tuo blog che invece tendi a usare solo olio di oliva e di sesamo… puoi dirmi qualcosa anche in riguardo a questo? Appena torno in Italia spero di trovare un dottore e una scuola di cucina per avere una dettagliata dieta per me stessa e andare avanti su questa strada. Grazie ancora,
A.

 

Caro Andrea,
Ho 42 anni, sono  vegetariana ormai da qualche anno e faccio raro uso di proteine animali. Ultimamente mi sto avvicinando alla dieta crudista. e alle
ragioni a sostegno di questa scelta alimentare. …in realtà ciò che più ha stuzzicato la mia curiosità è l’aver letto di come alcuni siano riusciti a guarire da mali “inguaribili” osservando una rigida dieta crudista, fatta di alcuni frutti, verdure e semi. Aspetto un post sul blog allora…  Potresti dirmi cosa ne pensi? Ti ringrazio

D. R.

 

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CRUDISMO RAW ??? 

Vediamo, intanto, cosa pensa Rudolf Steiner, l’ideatore geniale dell’Agricoltura Biodinamica, oltre che di tante altre conoscenze nuove e fondamentali per l’essere umano.

Gli uomini, al contrario degli animali, sono disposti a cuocere i cereali, e cosa avviene se io cuocio i cereali, i semi? Avviene che posso mangiarli caldi e non freddi. Elaborando nel nostro interno gli alimenti, noi dobbiamo impiegare calore, senza il quale, tra l’altro, non si trasformano i carboidrati in amido e l’amido in glucosio: queste operazioni richiedono un impiego interno del calore. Se dunque riscaldo gli alimenti già fuori, io aiuto il corpo che non deve più cedere il suo calore (ad un alimento freddo, n.d.r.). Cuocendoli, gli alimenti, vengono dunque inseriti nel processo del fuoco e del calore, ed è questo il primo fatto. Il secondo è che in tal modo gli alimenti vengono del tutto modificati.  Si pensi solo a cosa diventa la farina dopo la cottura per farne pane: è del tutto diversa! …risparmio un lavoro del mio corpo cuocendo e porto gli alimenti in uno stadio tale che il corpo li digerisce meglio.

 

Un piatto misto della mia quotidianità.

 

Prima di continuare con R.Steiner, vorrei citare, a conferma delle sue ultime considerazioni una poesia di Michelangelo, che era un “iniziato”, SUL PANE e SULLA COTTURA!

PERSONALMENTE MI FIDO MOLTO DI Più DI RUDOLF STEINER E DI GEORGE OHASAWA CHE DEL CRUDISMO RAW, E FORSE MICHELANGELO BUONARROTI SAREBBE D’ACCORDO CON LORO…

IL GRANO

DI MICHELANGELO BUONARROTI

VEDETE IN QUANTE FORME MI TRAMUTO!

PRIMA SON MASCHIO E VIVO SOTTERRATO;

DI NUOVO NASCO ED IN FEMMINA MI MUTO,

POI, TAGLIATO A TRAVERSO E BASTONATO,

MASCHIO RITORNO; POSCIA, ANCOR PREMUTO,

FATTO IN POLVERE ED IN FEMMINA CANGIATO

MI TROVO; ED ANNEGATO E MESSO AL FOCO

RITORNO MASCHIO E MUTO ABITO E LOCO!

 

Prosegue R.Steiner. Vediamo quale differenza vi sarebbe tra il mangiare cibi crudi o cotti: nel primo caso lo stomaco dovrebbe cedere moltissimo calore per la trasformazione e questa non sarebbe neppure sufficiente. Cuocendo gli alimenti, specialmente quelli che contengono molti carboidrati, si ha la possibilità di favorire l’alimentazione. E’ noto che al giorno d’oggi si fanno molte sciocchezze, specialmente a proposito degli alimenti. Oggi le sciocchezze sono di moda, e c’è quindi gente che mangia tutto crudo, che non vuole cuocere più niente. Ma come mai si è giunti a questo punto? Vi si è giunti perché in base alla scienza materialistica la gente non sa più come stiano le cose e non vuol saperne di una scienza dello spirito; di conseguenza si inventa qualche cosa. La dieta crudista è tutta una fantasticheria. La si può seguire per qualche tempo, perché il corpo può spendere molte forze, perché lo si può sollecitare, ma alla fine non ce la fa più! (sintesi da Problemi dell’Alimentazione, Editrice Antroposofica, Milano)

E veniamo alla Macrobiotica di George Ohsawa. I quattro pilastri YANG della pratica in cucina sono FUOCO, PRESSIONE, SALE, TEMPO: con essi riusciamo a bilanciare l’eccesso YIN  di ACQUA, UMIDITA’, CRUDO, FREDDO, ACIDITA’, che ci danneggiano e sono continuamente in agguanto nella nostra alimentazione, anche in autunno e inverno!

Personalmente trovo geniali ed applico per quanto possa riuscirci i geniali principi della macrobiotica, oltre che della Biodinamica, alla mia alimentazione anche se non posso definirmi un vero e proprio macrobiotico. Quindi il mio giudizio avverso al CRUDISMO è nei fatti, nella mia pratica, non è un fatto intellettuale ma  assolutamente esperenziale innanzitutto, quindi soggettivo, perchè lo studio “intellettuale” è venuto dopo a suffragare ciò che mi aveva già convinto negli effetti sul mio corpo.

 

 

7

 

Ecco una domanda, nella prima lettera, che svela come – probabilmente – possa trattarsi di un fattoide, addirittura fondato sulla Scienza della Nutrizione, la quale non vede il cibo ma solo i suoi componenti, macronutrienti e micronutrienti (tra cui le vitamine – per esempio C e B12). A me risulta che le vitamine non scompaiano nella cottura ma diminuiscano non in modo tale – però – da arrivare ad essere deficitarie. Un pasto di cereali integrali, legumi e verdure di mare e di terra, cotte e crude, sia ben bilanciato sul piano materialistico e meccanicistico della Scienza della Nutrizione; la Scienza in Cucina mi fa “orrore”, non per le sue scoperte indubbiamente importanti, ma perché si ferma proprio a quelle e non va oltre. Per esempio non vede nel cibo qualche altro elemento più immateriale, di quelli che sfuggono al microscopio ma non al macroscopio olistico.

 

 

I principi della Macrobiotica prendono in considerazione nell’alimentazione gli effetti riscaldanti-raffreddanti, espansivi-contrattivi, centrifughi-centripeti, in sintesi Yin-yang, del cibo che mangiamo. R.Steiner dice che noi dobbiamo con la cottura dei cibi continuare il processo cosmico del Sole che con il suo calore porta la pianta fino al fiore-frutto prima di portarlo nei processi del calore del corpo.

 

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Il Crudismo non riesce, in base alla mia personale e soggettiva esperienza, a fare breccia alcuna nelle mie intenzioni alimentari e di stile di vita, perché è troppo raffreddante, estremamente raffreddante e limita moltissimo il calore che l’uomo dovrebbe portarsi dentro anche con il cibo, oltre che con l’abbigliamento e tanti altri stili di vita. Non desidero né convincere alcuno né tentare di confutare visioni alimentari diametralmente opposte a quelle che pratico: come diceva Hermann Hesse…

 Rispose Siddharta: “Ho avuto pensieri, sì, e principi, e come! Tante volte ho sentito in me il sapere. Molti pensieri furono quelli, ma mi sarebbe difficile fartene parte. Vedi Govinda, questo è uno dei miei pensieri: la saggezza non è comunicabile. La saggezza che un dotto tenta di comunicare ad altri, ha sempre un suono di pazzia”. “Vuoi scherzare?” chiese Govinda. “Non scherzo. Dico quel che ho trovato. La scienza si può comunicare, la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si possono fare miracoli con essa, ma dirla e insegnarla non si può. Ho trovato un pensiero, Govinda, che tu riterrai di nuovo uno scherzo o una sciocchezza, ma che è il migliore di tutti i miei pensieri ed è questo:d’ogni verità anche il contrario è vero! In altri termini: una verità si lascia enunciare e tradurre in parole soltanto quando è unilaterale. E unilaterale è tutto ciò che può essere concepito in pensieri ed espresso in parole, tutto dimidiato, tutto privo di totalità, di sfericità, di unità.”

 

Dunque. Ogni alimento ha diverse caratteristiche, sconosciute agli scienziati e a coloro che si basano solo su concetti biochimici del cibo,  che sono espansive e contrattive. Ci sono per esempio le verdure a foglia larga che crescono verso l’alto dal gusto amaro, come la bietola, oppure grosse radici che crescono verso il basso dal gusto dolce, come le carote, e così continuando: Perciò si può percepire una alimento come più espansivo o più contrattivo, più riscaldante o raffreddante. Queste caratteristiche (yin-yang) possono e devono tante volte essere modificate con gli stili di cottura e le loro tecniche per rendere il cibo, non solo più appetibile, e digeribile, ma anche per avvicinare gli estremi al centro e per armonizzare i diversi alimenti con le stagioni, cosa di cui sembra importare molto poco ai nutrizionisti (per la gran parte). Un diverso stile di cottura può rendere, partendo dagli stessi ingredienti, un piatto più riscaldante per l’inverno o più rinfrescante per l’estate. Se gli esquimesi mangiassero “crudo” (raffreddante) si estinguerebbero in breve, invece mangiano cotto e carne (molto riscaldante, ma è la loro giusta macrobiotica) e i macro e micro nutrienti non gli mancano!

 

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E’ vero, nella visione macrobiotica, che il cibo crudo possiede energia fresca ed effetti speciali in questo senso, ma questa vitalità non è certo maggiore, anche qualitativamente, presente nel cibo cotto. Non ho proprio dubbi sul fatto che sia molto più vitale, comunque, tra i cibi cotti il cereale integrale che si deve sempre consumare ben cotto!

Nutrizionisti, medici e scienziati, e con essi i crudisti, insistono  ancora nella vecchia concezione di considerare il corpo umano come un sistema di pompe e pulegge, di canali e fluidi. E quando si scoprono legami tra disturbi e psiche o disturbi e modello alimentare gli scienziati, allarmati, si chiedono: ma qual’è il meccanismo. Come se tutto fosse meccanico! Rifiutiamo il modello meccanicistico-materialista (anche se ha una sua validità molto circoscritta).

Ci sarebbe bisogno, invece, di pensare a quel qualcosa in più, tanto misterioso (per tanti) che differenzia un intero dalla somma delle sue componenti. Negli alimenti c’è una forza vitale che va oltre le sue componenti biochimiche; e occuparsi seriamente di alimentazione significa prendere in considerazione anche il punto di vista di alcune relazioni del cibo, come CONTESTO – PROPRIETA’ – EFFETTI ESPANSIVI O CONTRATTIVI – RISCALDANTI O RAFFREDDANTI – ALCALINIZZANTI O ACIDIFICANTI – – SAPORE – AROMA – ORIGINE – DIREZIONE DI CRESCITA – COLORE – CONSISTENZA –

Gli alimenti, inoltre, sono diversi anche secondo la loro raffinazione o frammentazione. La farina bianca, il riso bianco, lo zucchero, per esempio sono veleni in quanto prodotti RAFFINATI. Ma la differenza tra cibo raffinato e cibo integrale non occupa le menti dei nutrizionisti (almeno della maggioranza di loro).La perdita di vitalità dei cibi surgelati, purché sia in qualche modo presente la tale o talaltra componente nutrizionale, non interessa più di tanto!

 

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In conclusione mi sento di criticare, dalla mia visuale di non esperto, la scienza della nutrizione – e i crudisti nella misura in cui si adeguano a questi concetti – perché non considera l’effetto della cottura del cibo se non nell’aspetto delle conseguenze prodotte sulle sostanze nutritive (come dice la lettrice a proposito delle vitamine, per esempio): accade spessissimo che la raccomandazione sia quella di mangiare il meno cotto possibile per salvaguardare questi “nutrienti”, escludendo solo certi tipi di cibo animale da cuocere bene solo per ragioni igieniche. La cottura è invece molto importante sul piano più sottile ed invisibile degli effetti energetici che produce in noi, e che vanno ben al di là, pur comprendendole, delle sole componenti biochimiche presenti nel cibo stesso. La cucina e la cottura in particolare devono aiutare a trovare un equilibrio con l’ambiente per creare un effetto vitale e rinforzante, con il gioco delle polarità.Così si tenderà a cuoccere di più durante l’inverno e meno in estate! Più alta è la fiamma o più lunga è la durata della cottura, tanto più l’energia del cibo che otterremo come effetto penetrerà in profondità, mentre una cottura veloce, leggera e breve tenderà a creare un’energia rilassante e di apertura. Una buona alternanza, durante la settimana e durante la stagione, di questi stili di preparazione delle verdure creerà equilibrio nelle polarità. Mangiare sempre le stesse cose e usare sempre gli stessi stili di cottura produce una condizione interna di mancanza di vitalità e dinamismo e se si esagera con il “raffreddante” la prima cosa da aspettarsi saranno mani e piedi freddi, influenze e raffreddori più frequenti.

 

aaaaaaaaaaaa impariamo a guardare

 

 

 Fatevi affascinare dagli stili di cottura e dai differenti tagli delle verdure,

per la loro capacità di mettervi maggiormente in sintonia con l’ambiente

e con i cambiamenti stagionali dell’energia.

 

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

 

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9 Comments

  • Giancarlo

    27 Febbraio 2013 at 08:42

    Se posso aggiungere, la pratica della macrobiotica sviluppa col tempo un particolare istinto per cui è il tuo corpo a segnalarti quando scegliere cibi crudi o cibi cotti e quali tipologie di cottura. Ringrazio Andrea per averci ricordato la poesia di Michelangelo, davvero ispirante per chi come me sta attendendo la levata del grano seminato lo scorso autunno.

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      27 Febbraio 2013 at 08:51

      Ehi Giancarlo, che belle parole ci hai voluto aggiungere e che immagine, suggestiva e piena, questa “attesa della levata del grano seminato lo scorso autunno”!!! Grazie con un poco di sana invidia perché ti occupi di questi processi che riguardano tutta l’umanità.

      Rispondi
  • Barbara Primo

    2 Maggio 2013 at 13:15

    Ecco qui delle risposte interessanti alle domande che mi ponevo anch’io… sulle verdure cotte… Fra qualche giorno parto, per andare a fare il mio primo “ritiro macrobiotico” a Saint Gaudens. Mi sento molto fortunata a poter profittare delle condivisioni macro sui due versanti delle Alpi! 😉

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      2 Maggio 2013 at 14:15

      …ma stupendo, daiiiii! Sono molto contento. Salutami Daniel e poi raccontami, al ritorno. Spero che ci potremo anche parlare per telefono…

      Rispondi
  • lara

    2 Marzo 2014 at 08:29

    Da ex crudista posso dire che la macrobiotica è l unica via, è LA VIA, per vivere in armonia e salute o ritrovare la salute. Con il crudismo ero arrivata all estremo yin con le conseguenze di reumatismi e dolori renali e malattie da eccessiva umidità interna. Chiunque stia leggendo abbandoni il crudismo. E si prepari del buon riso integrale:-)

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      2 Marzo 2014 at 08:34

      Grazie tante Lara, per la preziosa testimonianza che hai voluto lasciare sul blog su questo tema del crudismo non compreso da tanti.

      Rispondi
  • linda

    1 Ottobre 2014 at 20:42

    Ciao 🙂 Sto cercando di abbandonare il crudismo/fruttismo nel quale mi sono imbattuta due anni fa e che, dopo un inizio splendido e un’energia alle stelle, mi ha portato solo dolori, stanchezza, chili ripresi e soprattutto un’ossessione per il cibo che non mi fa vivere. Adesso sto cercando piano piano di uscirne attraverso la macrobiotica… Consigli? Lara, dici che sei una ex-crudista: che problemi hai avtuto tu? Sono felicissima di aver trovato questo blog, perchè mi dà proprio le risposte che cercavao!!!

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      1 Ottobre 2014 at 23:01

      Grazie per la testimonianza che si aggiunge. Molto preziose. Grazie per l’apprezzamento del blog. Consigli: molta formazione, cui si aggiunga anche autoformazione; inoltre, sentire le diverse “campane” macrobiotiche relative alle diverse scuole. Unire la teoria alla pratica e non farsi prendere dall’ortoressia.

      Rispondi

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