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Diossina: i due livelli di difesa

E’ sempre allarme in Europa per i mangimi alla diossina, esportati dalla Germania, pare anche da noi in Italia. Per ora i rischi riguardano soprattutto i tedeschi, nel cui Paese dove sono stati chiusi oltre 4 mila e 700 tra aziende agroalimentari, fattorie e allevamenti.

Quando ho scritto, già prima di queste notizie, che siamo tutti “tarantini” sono stato facile profeta. La diossina e altri inquinanti ugualmente tossici non sono solo un problema di Taranto, ma di tutti e sempre di più.

Anche la catena alimentare, oltre l’aria che si respira a Taranto, è ormai compromessa e i danni prodotti da decenni di inquinamento selvaggio vanno esaminati per porvi rimedio in qualche modo e invertire la rotta.

Per questo, come tutti sanno, c’è un impegno – ognuno a suo modo – di associazioni, enti, cittadini, istituzioni, politici e imprenditori locali.

Ciò che però sfugge ai più è ciò che si dovrebbe assolutamente fare, mentre si è impegnati nel cambiamento, nelle proposte, nelle battaglie, nei successi e nei progressi. Cosa si può fare al fine di neutralizzare, in buona parte, l’aggressione quotidiana – aumentata o diminuita che essa sia – che la popolazione colpita dalla diossina sopporta. In altri termini, ci sono comportamenti che il singolo individuo può assumere per contrastare l’impatto velenoso di tali inquinanti?

Studi dell’Istituto dei Tumori di Milano (dott.Berrino – progetto Diana) dimostrano l’efficacia di dieta macrobiotica e  dieta mediterranea, che aiutano nella prevenzione (prevenzione vera da non confondersi con diagnosi precoce) del cancro, non solo della mammella, attraverso una reimpostazione dello stile di vita e dell’alimentazione. La Scienza ufficiale teme queste impostazioni del problema e dice che non sono dimostrabili “scientificamente”, anche se l’efficacia di un cambio di modello alimentare è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere e che già lo hanno compreso praticando.

Chi mangia cereali integrali bio in chicco, verdure e legumi come cibo base, riducendo zucchero e uso di prodotti di origine animale, uniti ad uno stile di vita in movimento, fortifica talmente tanto la propria persona che ostacola maggiormente i danni prodotti da qualsiasi inquinamento. Reputo che in città come Taranto, se si imparasse a mangiare, con più criterio, secondo i dettami della dieta mediterranea e della macrobiotica il rischio diossina e benzopirene sarebbe molto più attutito. Sarebbe sicuramente più agevole condurre le battaglie per migliorare l’habitat così tanto sacrificato di quella zona martoriata per decenni dai complessi industriali.

Questa sarebbe una vera rivoluzione: evolvere il nostro rapporto con il cibo e lasciare la carne e gli altri prodotti di origine animale, ad un uso più saltuario, occasionale, periodico (una volta al mese per la carne, secondo la dieta mediterranea).

La carne è sostanzialmente grasso e già solo per questo fa male se mangiata per più di una volta alla settimana. Ma, in quanto grasso, è provato che assorbe con facilità, e li trasmette a chi la mangia, tutti i peggiori inquinanti, pesticidi, antibiotici, ormoni e quant’altro.

Anche al cereale integrale, che dovrebbe essere la base della nostra vita, bisogna fare attenzione. Usatelo bio perché è nella sua parte grassa (il germe) che si annidano i peggiori veleni. Evitate ugualmente, per quanto possibile, cibi raffinati come pane bianco, pasta bianca, farina 00, zucchero, perché indeboliscono notevolmente l’organismo.

Mangiando meglio si riduce tantissimo il rischio tumori. Quando, sotto l’imperversare della diossina e delle polveri di metalli che sono nell’aria che respirate, vi mettete nel piatto per due volte al giorno, carne, formaggi, uova, burro, panna, salame e prosciutto, sappiate che state moltiplicando il rischio di ammalarvi. Quello che, personalmente, ho compreso del rapporto tra cibo e qualità della vita è che bisogna prendersi le proprie responsabilità. Responsabilità in senso etimologico vero e proprio, cioè abilità nel dare risposte (respons-ability) alle cose che ci accadono. E’ importante cambiare, e quando il cambiamento riguarda l’alimentazione è importante farlo prima che sia necessario!


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