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Gandalf, Gollum. Il seme e il fiore.

Il seme e il fiore.

“ Gandalf narra a Frodo come l’anello forgiato col fuoco dell’abisso cadde in mano a Gollum, come costui in tempi remoti fosse un essere attratto dalle radici, gli inizi, verso le profondità dove covano i semi delle piante. Era dunque dannato alla conoscenza tutta materiale, incapace di comprendere come le forme siano l’essenza delle cose, come nella foglia e nella radice si sveli la verità della pianta, la sua integra figura; i rami nelle nervature, le fronde nei lobi, le radici nell’attaccatura. Gollum aveva scordato le foglie, le cime, i bocci che si aprono all’aria, cioè la destinazione delle cose che ne sono il principio, l’entelechia. Gollum è al polo opposto, non immagina nemmeno più che sia l’imperfetto a rinviare alla perfezione, che il fiore sia l’immanente, invisibile, dominante destino nel ruvido seme materiale.”

 

 

Introduzione di Elémire Zolla a “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien. Milano 1991

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