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GREEN: NOVE CIBI SENZA SCADENZA.

 

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L’amico L. mi ha segnalato uno dei tanti siti o gruppi GREEN che sempre di più – per fortuna – ci aiutano a valutare  come, intorno a noi, siano tante le insidie che si celano dietro presentazioni ottimali di prodotti e servizi che ci troviamo spesso a valutare.

Ho pescato sul sito suddetto, un avviso importante “nove cibi senza scadenza” e – impossibilitato a parlarvi di tutto – ho isolato solo due tra questi “avvisi”.

La premessa del sito, sull’argomento, è:

La data di scadenza è riportata per legge su tutti i cibi in vendita, ma in realtà, oltre ad essere approssimativa, per alcuni alimenti non sarebbe necessaria. Nel tempo le loro caratteristiche igieniche e organolettiche non vengono alterate, e possono essere tranquillamente consumati dopo anni o addirittura decenni. Ecco quali sono, da tenere in dispensa anche in quantità, senza paura di doverli gettare.

Segue poi un elenco che inizia con i due punti seguenti. Adesso qualcuno tra i miei lettori si starà chiedendo qual’è il sito, tra l’altro fatto molto bene per tanti versi. Non importa. Qui svolgo una mia tesi molto generale, quella di come è ramificata e agisce Matrix Alimentare in ogni dove, intorno a noi.

 

 

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Riso: il riso bianco, il riso selvaggio, il riso Arborio, e il basmati hanno una durata infinita se tenuti ben protetti da insetti e polvere, che contiene spore di funghi o uova di insetti. Unica eccezione: il riso integrale, che è molto più ricco di grassi (infatti dal riso si ottiene un olio vegetale), e quindi non ha una durata così lunga, può irrancidire. Conservazione: tenere il riso in un luogo fresco e asciutto. Una volta aperta la sua confezione, sostituite l’originale con un sacchetto da freezer o un contenitore a chiusura ermetica. Se volete proteggerlo ancora di più, potete conservare il riso in congelatore.

 

Zucchero: che sia bianco o bruno, lo zucchero non scade mai, perché i batteri non riescono a nutrirsene e quindi a riprodursi su di lui. Per questo è da sempre utilizzato come conservante per la frutta, come marmellate e frutta sciroppata. L’unico problema è il fatto che nel tempo tende a trasformarsi in una specie di roccia durissima e si agglomera. Conservazione: tenere lo zucchero in un luogo fresco e secco. Per evitare che una volta aperto si solidifichi in un’unica massa, avvolgere il sacchetto aperto nella plastica, oppure, in un contenitore a chiusura ermetica.

 

Vi dirò prima dello zucchero, su cui mi sono intrattenuto svariate volte: che sia bianco o bruno, lo zucchero, che non scade mai, fa malissimo e sempre più persone lo stanno cominciando a scoprire! A mio parere non si può parlare di zucchero, in un sito green, senza affrontare questo tema e, anzi, addirittura consigliando di conservarlo senza scadenza. Bisogna liberarsi da questa droga, abbattendone il consumo forsennato. Il green cui dobbiamo stare attenti nel nostro modo moderno di vivere, in cui si è passati da un consumo pro capite di 7 chili l’anno a 35 nell’ultimo cinquantennio, è molto più esteso di quanto venga fuori da una trattazione troppo limitata.

 

 

 

 

E veniamo al riso! Sembrerebbe che sia meglio consumare quello bianco raffinato perché quello integrale si conserva meno. Ma scusate, quanti sono quelli che tra voi aprono una confezione di riso e il resto lo consumano solo dopo anni! Se le cose stanno così il problema è grave, proprio grave. Non mangiare riso per mesi e mesi è un handicap da superare, carissimi! Ma le verità vera è che il riso bianco, così come lo zucchero e la farina zero del vostro pane, è un prodotto raffinato che, come sostiene Berrino alla fine del seguente video, è uno dei peggiori veleni che ci possiamo metter in corpo. Perché i nostri nonni, anzi bisnonni, mangiavano pane nerissimo ed integrale ? Perché il cereale integrale, con germe e crusca, è il cibo principale, con legumi e verdure, della nostra alimentazione!

 

 

 

E allora, un poco di coraggio carissimi siti GREEN, andiamo più a fondo su questi argomenti. Cercate di scoprire tutto quel GREEN che ancora c’è e che va valorizzato!

I CEREALI RAFFINATI SONO UNA INVENZIONE COMMERCIALE PROPRIO PERCHè, DEPAUPERATI DI OGNI QUALITà, SI CONSERVANO DI PIù NEGLI SCAFFALI DEI SUPERMERCATI.

NON ci si può privare dei cereali integrali e poi, recarsi in erboristeria a comprare crusca per andare di corpo e germe di grano come integratori.

 

 

 

 

 

10 Comments

  • rocco

    13 Luglio 2013 at 10:53

    …avevo messo da parte alcune confezioni di riso integrale (quelle sottovuoto upm). Credevo che lì si conservassero per anni!? Tu non credi ????

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      13 Luglio 2013 at 12:16

      Roccoooooooo! Guarda che il riso non è come il vino, da invecchiare. Ma che ci fai con il riso invecchiato? Mettimi al corrente, per carità, magari imparo qualcosa di nuovo! Perché non lo consumi? Ma ché mangi sempre e solo pasta e pane?
      Quel riso che hai è certamente di altissima qualità e bontà ed io lo consumo anche se – avendo dimenticato la busta da qualche parte – ne è passata la scadenza, da poco (effetuandone verifiche semplici, prima di consumarlo e tostandolo)…

      Rispondi
  • rocco

    13 Luglio 2013 at 17:05

    a parte il fatto che se ancora stessimo mettendo in discussione se mangiare il riso integrale tutti i gg, sarebbe inutile leggere questo sito !!!
    era da parte a mò di scorta!!!
    Allora avendo letto l’articolo, ti chiedevo se sottovuoto si mantenga …

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      14 Luglio 2013 at 11:45

      Caro Rocco, se avessimo potuto parlarne, invece di scrivere, ci saremmo fatti un po’ di risate… eh eh: era quello che volevo fare con la risposta, nella quale mi sembrava comunque di aver soddisfatto il tuo interrogativo. ma così evidentemente non è stato. Allora ci riprovo.
      La categoria aristotelica di “scorta” varia secondo le persone e i luoghi dove abitano (vicini o lontani dall’approvvigionamento). Per me la scorta sono tre confezioni circa che rinnovo continuamente (mangio riso due o tre volte la settimana e siamo in due), perché sono quelle che consumo e che rimpiazzo ad ogni uso . Per qualcuno che abita lontano dai negozi bio, il concetto si può ampliare… così potrei continuare un lungo elenco …solo per dirti che “scorta” per me non è un concetto univoco: un mese, un anno, tanti mesi, più anni?
      Userò un paradosso, per riprovarci. Mettiamo che tu abiti al piano di sopra del tuo negozio preferito di vendita di riso bio. Mettiamo che tu fai una scorta di riso sottovuoto di 30 confezioni, e la metti in cantina. Mettiamo che ogni volta che finisci la confezione in uso a casa ne compri un’altra al negozio (invece di attingere in cantina). Mettiamo che questo possa avere un senso per qualcuno…. per me non lo ha!
      Ultimo argomento, usato in questa solatia e calda giornata di luglio, dove sarebbe stato meglio stare al mare, mentre sto in città.
      Eccolo. Sulle confezioni c’è una scadenza e se non c’è sulle confezioni sfuse c’è sul sacco madre che il negoziante ti comunica. Non è argomento sufficiente per te?
      Ti dirò di più, data la familiarità che si è creata nel tempo tra noi. SE il riso è di gran qualità (ma adesso non mi chiedere quali sono le marche di gran qualità) ha due capacità quella di nutrire e quella di riprodursi (trattandosi di un seme). Oggi moltissime qualità hanno perso la seconda capacità, quella riproduttiva ed hanno quindi perso vitalità. Ebbene, quando il chicco è “di gran qualità” personalmente potrei sforare tranquillamente la data di scadenza, anche senza il sottovuoto. Hanno trovato nelle piramidi egizie semi sani in grado di germogliare anche dopo 2000 anni!

      Rispondi
  • Barbara Primo

    14 Luglio 2013 at 16:01

    Secondo me il problema non è la scadenza o meno, il problema è che quei “cibi” non dovrebbero neanche essere autorizzati sul mercato come commestibili: è questo l’aberrante!!!!! Ho letto l’articolo originale e mentre lo leggevo mi chiedevo: “WTF?” 😉

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      14 Luglio 2013 at 20:16

      … infatti, e vaglielo a spiegare, a loro e a quelli che si fanno persuadere che la strada è quella… aggiungerei, anche io, un modesto ma ben assestato WTF…

      Rispondi
  • rocco

    15 Luglio 2013 at 08:09

    hai centrato con l’ultima parte del commento: chissà in una futura eventuale crisi saremo costretti a utilizzare qualche “vecchia” confezione sia per mangiare che per riproduzione??!! (le marche di qualità non te le chiedo sia perché in questo blog hai detto quale è x te il migliore, sia perché quello di upm ritengo sia ottimo, sia perché SI SENTE, ormai ……).

    Rispondi
  • anna

    23 Marzo 2017 at 14:42

    Ciao,
    ma il miso invece? Ho in frigo del miso che indica la scadenza del 2014, ma l’ho usato poco fa, ha lo stesso odore, consistenza a sapore di sempre.
    Non dico la marca ma si tratta di miso di riso bio per fare le zuppe.
    Ingredienti: soia, riso integrale, sale marino, acqua, koji.
    Sarà, spero di

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      23 Marzo 2017 at 21:25

      Anche io avrei fatto come te. Un caro amico ne lascia invecchiare una scodella in cantina anche per tre anni, senza frigo e senza scadenza… eh eh eh, l’ho assaggiato potente e buono.

      Rispondi

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