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I Ching di Bernhard: fare ordine in se stessi

 

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L’Ufficio Stampa di LA LEPRE EDIZIONI mi ha inviato nel 2015 il libro “I CHING di Ernst Bernhard” curato da Luciana Marinangeli. I miei lettori e appassionati di I Ching sanno quanto personalmente apprezzi il poco noto psicoterapeuta, che ha fatto conoscere all’Italia due monumenti culturali di notevole portata prima ignoti: la psicologia del profondo di Carl Gustav Jung e l’edizione nella nostra lingua del Libro dei Mutamenti commentato da Wilhelm, facendo all’uopo nascere la casa editrice Astrolabio che ne ha curato la prima edizione: I King. Bernhard ha scritto pochissimo ed è quasi niente ricordato dalla legione di psicologi, psicanalisti e psicoterapeuti presenti nel nostro Paese, la cui maggioranza sottovaluta la straordinaria cultura psicologica del Libro dei Mutamenti. Ne ignorano il corposo messaggio umano e psicologico che ci ha lasciato. Invece, di lui testimoniano tanto, come ci ricorda la Marinangeli, illustri pazienti e allievi; tra gli altri: lo psichiatra Mario Moreno, l’industriale Adriano Olivetti, Giorgio Manganelli, Natalia Ginzburg, Cristina Campo, Bobi Blazer che fonderà con Luciano Foa la casa editrice Adelphi; Bernhard  ha in cura membri di grandi famiglie industriali come i De Benedetti, i registi cinematografici Luciano Emmer, Vittorio De Seta, e last but not least Federico Fellini. E’ amico di James Hillman, di Emilio Servadio, Gerhard Adler, Erich Neumann e la stessa ispiratrice di Jung, Toni Wolf.

Bernhard usava molto spesso, anche durante la seduta di terapia (come era uso fare il suo “maestro” Jung), consultare I Ching e servirsi del “Cielo Astrologico” per aiutare meglio i pazienti nello sviluppo del loro percorso identitario e nel loro personale anelito al reperimento di “un senso”. Egli stesso se ne era molto servito, e con esso aveva sostenuto per corrispondenza pure sua moglie Dora, durante l’internamento, in quanto ebreo, nel campo fascista di Ferramonti:

LA VITA È INFINITA E NON CI SONO RICETTE O PRINCIPI FISSI PER VIVERLA, SE NON DI ACCETTARE IL MOMENTO COSMICO: QUELLO È IL CAPOLAVORO!

Bernhard, poco prima di morire volle lasciare una sua testimonianza ben precisa di quanto I Ching, durante la sua vita, gli avesse comunicato in termini di esagrammi e linee mobili. La dottoressa Marinangeli ci ha fatto il bel regalo di fornirci notizie interessanti e poco note della biografia di Bernhard; e soprattutto di riportare nel suo interessante libro di 140 pagine, tutto quanto il terapeuta di Fellini, altro grande appassionato di I Ching, ritenesse essere significativa e sintetica interpretazione dei 64 esagrammi e loro linee mobili.

La scrittrice Carla Vasio, del Gruppo 63, all’epoca raccolse trascrivendolo fedelmente – e dettatole personalmente – il commento di Bernhard sul Libro dei Mutamenti. L’approccio di Bernhard a I Ching, mi conferma e sostiene autorevolmente anche la mia scelta di studio e pratica in questo campo: ho scritto infatti nella relativa voce sul menù di questo blog che “I Ching oggettiva il pensiero inconscio e gli esagrammi ci mostrano il nascosto e aprono l’accesso all’oscuro.”

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Per esempio il n° 15, La Modestia, nella sua ultima linea mobile (il sei sopra) recita, secondo il commento di Wilhelm: Modestia che si estrinseca. Propizio è far marciare eserciti per punire la propria città e il proprio paese. E’ chiaro come I Ching, in questa situazione, inviti ad un’azione energica che possa rimettere le cose al posto che spetta a ciascuna di esse e che una tale azione deve essere rivolta – come prima cosa, verso se stessi. Ebbene Bernhard, avvicinandosi più di altri alla poetica dei compilatori di I Ching e affidandosi alla propria psicologia e spiritualità di stampo junghiano, così esorta – con affascinante sintetica densità –  il consultante che riceve in risposta la sesta linea di quell’esagramma: “Fare ordine anche in se stessi“.

E poi ancora, il n° 30, Il Risaltante, Il Fuoco, L’Aderente, cui Bernhard aggiunge La Fedeltà. L’esagramma è un invito a restare con i piedi per terra, senza farsi abbagliare, e a fare uno sforzo per vederci chiaro. E’ importante fare come la vacca, occuparsi delle cure ed impegni quotidiani, aderendo con molta disciplina alla routine di ogni giorno e alla lenta paziente costruzione della propria vita. Vacca è infatti simbolo di estrema arrendevolezza e indica una precisa strategia, come spiega Bernhard: avere un atteggiamento piuttosto passivo che cerca di capire dove vogliono andare le cose. Ecco come Bernhard tratteggia in maniera efficace il senso dell’esagramma: Il nous, la ragione. Adattarsi giustamente alle condizioni. Simile al n°2 (esagramma Il Ricettivo). Far trasparire il senso positivo sotto il destino determinato (in cui l’uomo non è libero) e capire e accettare la legge che contiene, lasciandosi guidare. Siamo dipendenti da situazioni e condizioni karmiche: il compito è accettarle senza opporsi, però anche penetrarle e capire il fondo vero di questa superficie.

 

Ernst Bernhard

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