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Jung: Il Tao può essere qualsiasi cosa. Io lo chiamo sincronicità.

 

““Il Tao (dao) può essere qualsiasi cosa. Io uso un altro termine per designarlo … lo chiamo sincronicità. La mente orientale, quando si rivolge ad un insieme di fatti, lo accetta così com’è, mentre la mente occidentale lo suddivide in varie entità singole, in piccoli quanti. Per esempio, voi osservate la gente qui riunita e dite:”Da dove vengono? Perché si sono raccolti qui?”. La mente di un orientale non è minimamente interessata a ciò. Egli dirà: “Che cosa significa il fatto che questa gente si è raccolta?”. Questo non rappresenta un problema per la mente occidentale. Vi interessate al perché siete venuti qui ed al perché state facendo questo. Non così la mente orientale; per essa è importante il fatto di essere insieme. … La mente di un cinese fa esperienze col fatto di essere assieme e di raccogliersi assieme al momento giusto, e possiede un metodo sperimentale ignoto in Occidente, ma che sostiene un ruolo importante nella filosofia dell’Oriente. E’ un metodo per prevedere possibili sviluppi e viene usato ancor oggi dal governo giapponese per valutare le situazioni politiche… Questo metodo è stato formulato nell’anno 1143 a.C., è l’ I CHING, il Libro dei Cambiamenti.””
(da una conferenza tenuta, nel 1935 a Londra, da C.G.Jung)

 

Carl Gustav Jung

“L’I Ching sta diventando popolare perché la sua struttura è ancora una volta comprensibile: ora è comprensibile perché gli uomini hanno inventato e capito i computer. Il modo con cui l’ I Ching funziona quando è consultato, con il suo sistema semplice ma matematicamente impeccabile, è più o meno il sistema con cui funziona il computer. Non importa da quale sistema linguistico dipenda il computer elettronico, il suo funzionamento si basa sul metodo binario: lo stesso che, in forma semplificata, presiede la manipolazione degli steli di millefogli o delle monete che vengono usati per consultare l’I Ching. Non è troppo azzardato affermare che , in termini di natura dell’input e dell’output del programmatore investigante, l’ I Ching può essere considerato un computer psichico, il cui funzionamento avviene soltanto in base alla verità di programmazione.”
“Dal Cliché all’ Archetipo.” Marshall Mc Luhan.

“Ricordo il caso di un giovane con un forte complesso materno. Voleva sposarsi, e aveva conosciuto una ragazza che pareva facesse al caso suo; ma si sentiva incerto, temendo che per l’influenza del suo complesso potesse trovarsi ancora una volta sottoposto ad una madre che lo dominasse. Feci con lui l’esperimento (dell’I Ching). Il testo dell’esagramma, cioè il risultato, così diceva: ‘La fanciulla è potente. Non si deve sposare una fanciulla simile’ “
“Ricordi, sogni, riflessioni di Carl Gustav Jung.” Raccolti da Aniela Jaffé.

Ci sono libri che non si possono leggere, opere di spiritualità e di sapienza in compagnia e nell’atmosfera delle quali si può vivere per anni senza mai leggerli come si leggono gli altri libri. Basta una frase di questi libri per farci sentire colmi, impegnati, ispirati per molto tempo. Sono libri che si tengono a portata di mano o che si portano quando si va a fare una passeggiata nel bosco ed ogni volta si prende una frase, una riga, per meditarci sopra; per ritrovare, al di là del ciarpame della giornata ed anche delle altre letture, la misura di ciò che è grande e sacro. Considero una fortuna che io ne abbia ora trovato uno nuovo: si chiama I King.”
“Il Mio Credo.” Hermann Hesse.

 

“…meglio che parli della mia sorpresa di fronte alla profondità psicologica e morale di un testo capace di sintetizzare in 64 esagrammi l’intera avventura umana… E capace, soprattutto, di farti cambiare prospettiva, punto di vista… Farti capire che non sei tu il problema; che il problema può sparire se provi ad affrontarlo da un’altra visuale… Tante volte in cui mi sono trovato in situazioni di stallo, impossibilità impotenza, questo libro mi ha dato un aiuto.”
(da un’intervista di F.Marcoaldi a Federico Fellini )
–  Bentornato, Corto Maltese… Fuma con me l’aria che preparerà la tua mente ad ascoltare e la tua bocca a chiedere tutto ciò che vorrai sapere dal Libro dei Mutamenti, – disse il vecchio con una voce profonda e gentile, porgendo al marinaio la sua fragile pipa.
– Grazie Vita Lunga, ma tu sai che la mia mente è sempre pronta ad ascoltare i saggi consigli che vengono dalla lettura dell’ I Ching, anche senza fumare quell’aria che ha tanto cambiato il tuo grande paese.
– Come credi, Corto. Tieni, – disse porgendogli le tre monete, – lanciale per sei volte e pensa a quello che ti sta a cuore.
Corto obbedì. Ad ogni suo lancio Vita Lunga tracciava su un foglio di carta una linea continua o spezzata.
(Corto Maltese. Di Hugo Pratt.  )

 

Hermann Hesse

 

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