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I Ching. Gli otto punti del metodo di consultazione.

SISTEMATIZZARE UN METODO DI CONSULTAZIONE

“Stiamo cercando di trovare una casa ai fatti che ci succedono.

I sintomi fanno più male quando non sanno qual’è il loro luogo di appartenenza.”

James Hillmann

I Ching. Gli otto punti del metodo di consultazione.

Il metodo per arrivare al cuore del Libro ha da essere, secondo la mia esperienza, semplice e chiaro ma rigoroso e onesto; non si può lasciare all’improvvisazione, all’intuizione del momento, alla sola immaginazione o alla superficialità del sentito dire.

Non è facile, dice Jung, trovare il giusto accesso a tale monumento del pensiero cinese, così infinitamente diverso dai nostri modi di pensare. Ci vuole davvero modestia, e non presunzioni di chiaroveggenza, nel frequentarlo; e non contano neanche le opposte considerazioni di carattere esclusivamente razionalistico e scientifico (i limiti dello scientismo) che apoditticamente escludono la validità di un così efficace “metodo di esplorazione dell’inconscio”.

E’ necessario, dunque, apprendere la processualità più adatta nel modo di consultarlo, individuale e di gruppo, nella quale includere gli step indispensabili per giungere a comporre una risposta convincente e appropriata alla domanda che si pone. Ancora non v’è traccia, nella letteratura su Yi Jing, di elaborazioni teorico-tecniche delle tappe principali – così come le consiglio nei workshop – cui dovrebbe ispirarsi un percorso esauriente per portare a termine la consultazione, in maniera efficace. Il metodo che ho personalmente elaborato, sulla base degli insegnamenti della scuola francese, e che divulgo nei corsi di formazione è davvero efficace, poiché va oltre la spiegazione slegata e generica che non vede la precisa successione di step necessaria a concludere in maniera soddisfacente la consultazione. L’espressione metodo di consultazione, infatti, è comunemente limitata e riferita soltanto alla tecnica di lancio delle monete e dei bastoncini per calcolare gli esagrammi di risposta. Nella letteratura disponibile sull’oggetto si trovano espressioni come metodo di interpretazione, metodo di interrogazione, metodo di lettura, metodo di esplorazione. Ma tutti questi “metodi” si riferiscono soltanto ad alcune fasi del processo vero e proprio oppure sono troppo generici. Quella che propongo è, invece, una tra le possibili sistematizzazioni di un materiale che, sebbene sommariamente conosciuto da chi pratica, non ha ancora ricevuto un crisma classificatorio cosciente. Accade, infatti, che gli step siano percorsi in maniera inconsapevole e che i passaggi, dall’uno all’altro, non vengano sempre ben calibrati per farli fiorire, ognuno con i precipui possibili contributi. La più evoluta scuola francese (Faure-Javary), culla dei miei studi sul Libro dei Cambiamenti, ha invece – già da tempo – provveduto in vario modo a sistematizzare la materia, cioè a ordinare la risposta che ci giunge attraverso una delle 4096 diverse combinazioni di esagrammi: un numero limitato di combinazioni che, come sottolineava Fellini, descrive esaurientemente “l’infinita avventura umana”.

Quando la consultazione è sollecitata, da due attori, nel setting della consulenza filosofica, quando cioè ci affidiamo a un “esperto” che guidi la nostra ricerca di risposte, è bene fare attenzione alla scelta dell’esperto stesso, che potrebbe inconsciamente intromettersi con le proprie istanze interiori. Bisogna bene informarsi, prima di richiedere una consulenza con Yi Jing, sull’attendibilità della persona che lo offre. Il suo percorso “accademico”, quello esteriore, potrebbe essere titolatissimo, lauree, autore di libri, diplomi pertinenti e tanto altro ancora, ma quello interiore? Che affidabilità etica e psicologica e che distacco emotivo sufficiente può offrire qualcuno che, per esempio, voglia bruciare le tappe della propria crescita interiore per “vendere” presto e meglio i suoi servizi di consulenza? Che origine ha l’impulso non riconosciuto di esercitare un certo potere sulla gente? Sono sufficienti le motivazioni consce della sua volontà? Se costui non individua – con un modesto lavoro personale di introspezione – la natura simbolica del suo impulso, cioè quella di ottenere potere su se stesso piuttosto che sugli altri, non sarà in grado di offrire nessun contributo. Chi offre consulenza deve aver fatto anche un percorso filosofico e psicologico, altrimenti eserciterà un’influenza sfavorevole sui propri “clienti”. Colui che sta al di sopra delle cose, quegli le porta a compimento, recita l’esagramma n. 63. E’ proprio per non incorrere in pericoli analoghi e avere il distacco necessario, che uno psicologo analista non può esercitare se prima egli stesso non si sia fatto analizzare.

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