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I CHING e INCONSCIO

Francis BACON-Autoritratto

 

I CHING e il contatto con l’INCONSCIO.

 

Ricevo la seguente richiesta di parere (commento ad un post):

Salve Le sarei molto grato se mi facesse la cortesia di darmi un suo parere.

Tre giorni fa ho consultato I Ching (lancio monete). Ho posto una domanda concernente una donna:

“Con che impressioni è rimasta H. (su di me) dopo l’ultima telefonata che abbiamo avuto?”

Sono sortiti il n.55, L’Abbondanza, che si muta appunto nel 22, La Bellezza.

Sintetizzo quella che è la mia misera interpretazione: Impressioni molto buone, ma solo impressioni, superficiali. Nella sua vita non rappresento nulla di importante, oppure mi conosce solo superficialmente e non riesco a farmi conoscere/capire meglio. Le 2 linee mobili di Feng , soprattutto la sesta, mi rimangono oscure.

Grazie.

M.

Giappone Human Works Photography

“Stiamo cercando di trovare una casa ai fatti che ci succedono.

I sintomi fanno più male quando non sanno quale è il loro luogo di appartenenza.”

James Hillman 

 

“NON È IMPORTANTE CHE UN GATTO SIA NERO O BIANCO.

L’IMPORTANTE È CHE ACCHIAPPI I TOPI.

DENG XIAO PING

Magritte

Yi Jing è un libro multistrato, meglio: una struttura. Se preso in considerazione sotto l’aspetto della consultazione individuale è senza dubbio un libro di strategie. Ci si avvicina ad esso per chiedere lumi su una situazione che ci riguarda, apparentemente per noi oscura, per la quale abbiamo bisogno di cercare possibili linee guida per la nostra azione, in relazione a quello che è il nostro Tao, la nostra inclinazione vera, il nostro posto nel mondo.

E’ uno strumento, tra le altre sue funzioni, che si utilizza per meglio reperirsi nell’esistenza, una struttura che ci aiuta a conoscerci meglio, arrivare a vederci tali quali siamo, con le nostre forze e le nostre debolezze, i nostri talenti e le nostre lacune: cioè la cosa più difficile che esista. Dunque vedere dentro di noi e non dentro gli altri.

Per avere una visione più precisa di un oggetto o di un momento è spesso sufficiente guardarli con un minimo di distacco, indietreggiando un poco. Ma se si tratta di noi stessi diventiamo sia l’osservatore che l’osservato, e non è facile. Per questo motivo tendiamo sempre ad occuparci troppo degli altri, a compararci a loro, a criticarli o ammirarli, a sforzarci di scoprire cosa gli passa per la testa: in una parola tendiamo a proiettare sull’Altro ciò che noi non riusciamo a vedere dentro di noi.

Una delle funzioni principali del Libro dei Mutamenti è di sollevarci da questa oscurità per aiutarci a meglio vedere nella nostra interiorità, prima di vedere l’altro. Quando lanciamo le monete per la consultazione, non facciamo altro che attivare una precipua funzione che abitualmente tendiamo a ignorare, per il fatto che essa appartiene al nostro inconscio. E’ tale parte inconscia (quella del consultante) che entra in relazione con il Libro dei Mutamenti per attivare un processo: un dialogo più lucido e più autentico con sé stessi (e Jung lo spiega molto bene nella prefazione all’edizione di Wilhelm). Perché questo processo abbia luogo è necessaria una partecipazione attiva del consultante, a cominciare dalla formulazione della domanda.

Essendo collegato al nostro inconscio, I Ching risponderà sempre e solo in relazione a questa area più oscura della nostra psiche. Non possiamo chiedergli cosa c’è nella testa degli altri, come la pensano su una determinata cosa o persona, se Obama viene rieletto o meno alle prossime elezioni, se ci sarà la pace o la guerra nel futuro di un popolo o di una persona. Inevitabilmente, in tali casi, risponderà svelandoci ugualmente una parte del personale percorso interiore ed indicandoci le strategie, più adatte al nostro tao in quel preciso momento, perché una iniziativa che si intenda adottare – attiva o omissiva – possa essere efficace in accordo con quanto e cosa siamo nel nostro mondo interno e poi anche esteriore.

 

Rubens

 

Vi è stato un lungo momento, nell’ambito dei gruppi di Gestalt che frequentavo, in cui mi fu richiesto di leggere i Tarocchi a chi – durante il lavoro di gruppo – me lo avesse chiesto. Nello svolgimento di questo “incarico” accadeva sovente, nei fatti d’amore e di relazione, che qualcuno mi chiedesse la “stesa di carte” sul proprio partner per sapere se avesse un’altro rapporto, un amante, o cose del genere. La riflessione che proponevo loro, prima di avviare la consultazione – e per cercare di evitarla in quanto inutile, anzi dannosa – era pressappoco questa: “Tu vuoi sapere se tuo marito ha un’amante. Perché? Qual’è il vero motivo della tua domanda? Se scopri che ha l’amante ti comporti in un certo modo e se ti rendi conto che non ti “tradisce” assumi un diverso atteggiamento, vero? Dunque diventi eterodiretta, cioè incapace di avere una tua vocazione ad un certo tipo di impegno rispetto a quanto tu stessa provi, ad un affetto invece che ad un altro. La tua quotidianità e le relazioni con il tuo partner prendono allora la piega che egli (e non tu), con i suoi comportamenti, decide? Non è piuttosto in te che devi guardare per scoprire quali e quanti siano – quantiqualitativamente – i tuoi sentimenti e le emozioni e realizzazioni e aspirazioni?”

Dunque, la domanda di M. all’I Ching è, a mio parere, mal posta. M. cerca di sapere se egli rappresenta per H. qualcosa d’importante o meno. Soltanto nel primo caso si sentirebbe incoraggiato a “dichiararsi” perché sicuro di avere successo nella sua iniziativa. M. sceglie di non seguire l’inclinazione naturale e tipica degli uomini (yang), quella di “corteggiare” e proporsi in qualche modo e scoprire, quindi, direttamente  – senza affidarsi ad altri mezzi – il gradimento da parte della donna. M. non sa se è riconosciuto, capito e conosciuto come vorrebbe da H.. Lo vorrebbe, allo scopo di iniziare a stabilire un legame, ma non se la sente di parlarle direttamente del suo interesse per lei, se prima “qualcuno” (in questo caso I CHING) non lo rassicura che la sua azione andrà a buon fine (yin).

La domanda formulata da M. non concerne se stesso (come dovrebbe) e la direzione da prendere rispetto ai propri sentimenti e emozioni; cerca solo di scandagliare cosa ci sia nella testa dell’Altro allo scopo di comportarsi in maniera conseguente.

Così, dietro la domanda formulata da M. ce ne potrebbe essere un’altra, più efficace: “Mi piace H. (oppure ‘sono innamorato di’) e vorrei stringere un rapporto con lei. Come posso realizzare questo mio desiderio, restando in contatto con me stesso e con il mio tao?”

I Ching entra però, comunque, in contatto con l’inconscio del consultante e solo a quello risponde. Anche se la domanda formulata è mal posta. Anche se si chiede conto di quanto fanno e pensano gli altri. Ci svela ugualmente qual’è la migliore strada per noi a partire dalle nostre proprie inclinazioni e dalla nostra storia interiore ed esterna.Risponde cioè alla vera domanda interiore che non è riuscita ad emergere nella coscienza del consultante nel momento del lancio delle monete. Quindi un tale disvelamento avviene in concordanza con il momento  anche se la domanda che gli rivolgiamo è mal posta e non siamo stati capaci di guardare a fondo dentro di noi per formularla in modo più centrato. Si tratta, spesso, dei casi in cui non si comprende bene l’esagramma di risposta e sembra che esso non risponda alla domanda che gli abbiamo posto.

Questo è uno dei motivi per i quali spesso non si comprende il significato delle singole linee (oscure, come l’inconscio) che rappresentano sempre il centro della risposta, anche quando sono contraddittorie (…come nella vita!).

I Ching scandaglia e risponde al tuo inconscio anche se la domanda non è riuscita ad essere ben calibrata sopra l’esigenza fondamentale che sta alla base della necessità di consultare il Libro dei Mutamenti e che in quel momento non riesci a far emergere alla consapevolezza.

Succede, però, sempre che, anche se la domanda non è stata ben tarata sull’esigenza più profonda di porla, in qualche modo nella risposta si possono individuare elementi utili alla comprensione del responso.

Nel caso di M. mi sembra, naturalmente, un responso che ha a che fare con l’atteggiamento del consultante invitandolo a scoprire in lui stesso la direzione che desidera prendere, ponendo in essere le azioni adeguate per manifestare adeguatamente all’esterno quanto corrisponde all’interno, senza artifici.

Se M. non rappresenta nulla nella vita H. non è certo I Ching che glielo confermerà o meno, ed è piuttosto M. che deve scoprire quanto H. rappresenta nella sua propria vita ed agire di conseguenza!

 

Magritte

L’esagramma n° 55, Copia, Abbondanza, Profusione, ci invita in generale ad approfittare dei tempi di “vacche grasse”, dei tempi ricchi in cui le cose vanno molto bene, momenti brillanti nei vari campi, del lavoro, dell’amore, delle relazioni, di tanto altro ancora, perché – come tutto è destinato a mutare – anche questi tempi finiranno per poi riproporsi in ossequio al principio della ciclicità nella continua rincorsa della vita all’alternanza. Tutto ciò che arriva al più alto livello è destinato a ridiscendere, a diminuire, a trasformarsi progressivamente nel suo opposto polare. In tali tempi bisogna eliminare il surplus e non volerne sempre ancora: più si ha più si vorrebbe avere. Quando il sole è allo Zenith per non esserne abbagliati, a volte è meglio mettersi gli occhiali da sole. Come nella Natura, il Tao ci insegna che ciò che è vuoto tende a riempirsi e ciò che è in eccesso tende ad una regolazione verso la diminuzione.

La quarta e la sesta linea dell’esagramma 55, che “contengono” l’esagramma di mutamento n° 22 (la Bellezza, l’Apparenza, la Grazia, l’Ornamento) vogliono rispettivamente e sinteticamente segnalarci che:

  • 9 al 3°, la situazione complessiva, agli occhi del consultante, anche se non appare chiara e sembra piuttosto confusa potrebbe invece rivelarsi di una certa fecondità. Bisogna rivolgersi verso la propria luce interiore per favorire le possibilità d’incontro con una persona chiara che può aiutare il consultante in maniera durevole;
  • 6 al 6°, cercare di aver troppo porta all’isolamento; proteggersi eccessivamente per paura crea il rischio di ritrovarsi isolati e nasconde la propria attuale solitudine. Vi è troppo attaccamento a ciò che si è oppure si ha. E’ importante non essere vanitosi e “avidi di gloria”, perché ciò porta al declino e alla chiusura.

L’esagramma di prospettiva (di mutamento) n° 22, contenuto nelle due suddette linee mutevoli, ci mette in guardia e conferma: l’apparenza non è tutto; è bene curare l’esteriore senza negligere l’interiore.  E’ utile e strategico rinunciare agli artifici, essere più semplici, diretti e sobri; sono necessarie pazienza, costanza e rispetto delle forme.

 

KUPKA Il Rossetto

 

10 Comments

  • Mauro

    6 Settembre 2014 at 15:37

    La ringrazio sentitamente, Sig. Biggio.
    Dunque, alcune cose. Secondo Lei, è meglio riformulare la domanda così come la propone nell’articolo, oppure semplicemente dovrei fermarmi al responso già ottenuto? (considerando che ho già posto altre domande sullo stesso argomento). Le domande che ho posto su questo argomento hanno sempre seguito una mia idea, giusta o errata che sia: quella della politica “dei piccoli passi”. La situazione è un po’ complessa, e sarebbe troppo lunga da spiegare in questa sede. Questa donna ha sicuramente un interesse per me, ma altrettanto sicuramente non è ancora innamorata, e non può esserlo perché si ha ancora una conoscenza superficiale (sempre a mio soggettivo modo di vedere). Quanto al “dichiararsi” apertamente, io dubito che sia così che si conquistino le donne (men che mai se lo si fa per telefono!), però magari mi sbaglio. E’ questo “dichiararmi” che mi consiglia di fare L’I Ching? Cosa s’intende per “non essere vanitosi”? (sono abbastanza introverso, non credo di vantarmi di nulla quando parlo di me agli altri, né avrei nulla di cui vantarmi). “E’ utile e strategico rinunciare agli artifici, essere più semplici, diretti e sobri; sono necessarie pazienza, costanza e rispetto delle forme”. Ecco, per quanto mi sforzi, proprio non riesco a vedere quali sono gli artifici a cui dovrei rinunciare, e non saprei come riuscire a essere più semplice e diretto. Quanto a pazienza e costanza, su queste non ci piove – e peraltro non mi mancano.
    A proposito dei Tarocchi, se ho ben capito per Lei è inutile chiedere ad es. “il tal dei tali è innamorato di me?”. E domande del tipo “troverò lavoro?” o “troverò l’amore?”, sono valide? Perdoni le molte domande, un cordiale saluto.

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      6 Settembre 2014 at 16:58

      Gentile lettore,
      i suoi ulteriori chiarimenti mi confermano che non avrei mai dovuto cedere alla tentazione di offrirle una consulenza scritta come mi ha chiesto. E’ stata davvero una eccezione, perché so per esperienza quasi trentennale che certe cose per chiarirsi richiedono lo spazio di pochi minuti, se se ne parla, mentre esigono ore di scrittura e pagine su pagine di precisazioni che non possono esaurire l’argomento.
      Lei chiede conto di certe espressioni “vanitosi” “dichiararsi” come se fossero riferite a lei e non ai possibili significati interpretabili dall’esagramma. Non sono una Sibilla, ma cerco di trovare un significato oggettivo nell’esagramma e non pratico la lettura della mente di chi ha lanciato le monete. Non a caso ho usato l’espressione “potrebbe significare”! Quando è di fronte al testo I Ching vero e proprio che cosa fa lei? Si chiede perché mai il libro ha usato quella parola o quell’altra rispetto alla sua singola situazione, oppure cerca di attingere qua e là qualche segnale che è utile per il suo discorso interiore? Sapendo che le medesime parole le leggono anche altri per situazioni totalmente diverse dalle sue!
      In secondo luogo, tutte le altre domande che lei mi rivolge, adesso alla fine del suo ultimo commento, hanno già risposte chiarissime in altri miei post su questo blog! Perché non cerca e legge quanto già da me pubblicato al riguardo? A suo parere, posso riscrivere – ogni volta che qualcuno mi chiede cose che ho detto e ridetto – le solite risposte per risparmiargli la fatica di documentarsi prima?
      Ed infine. Ma quella che le faccio di seguito è una “domanda retorica“. Quali sono i due comportamenti o conclusioni diversi che lei avrebbe tratto se una ipotetica “entità” o I Ching stesso le avesse comunicato con certezze: lei a quella donna interessa molto – oppure – lei a quella donna non interessa proprio??? Cerchi di rispondersi e vedrà che molte cose le si chiariranno.
      Desidero, in ultimo ringraziarla per avermi offerto la grande opportunità, che è anche una prova assoluta, che la consulenza sulle consultazioni non si può effettuare e realizzare per iscritto e, tantomeno su un blog! Ci possono essere fraintesi, diverse interpretazioni e mancano feed back immediati, da ambo le parti.
      SE qualcuno ancora mi chiederà consulenze del tipo da lei propostomi, sarò facilitato nel rispondergli “che non posso” e lo rinvierò per spiegazioni a questi nostri commenti al post.

      Rispondi
  • Mauro

    7 Settembre 2014 at 13:52

    Gli articoli me li sto leggendo un po’ alla volta. Lei ha perfettamente ragione quando afferma che ho interpellato I Ching per sapere cosa passi nella testa di lei. Ed è altrettanto vero che, se potessi avere una risposta certa in tal senso, questo influirebbe sul mio modo di agire o non agire. Io credo che, in questo senso, “eterodiretti” lo siamo un po’ tutti. A chi, in fondo, non piacerebbe poter avere il “potere” di leggere nella testa degli altri? Ma diamo per assunto che questo potere non ce lo possa dare né l’I Ching né alcuna altra entità. Quel che mi lascia qualche perplessità nella sua analisi – fermo restando che non è a conoscenza dei fatti e della situazione – è il “corteggiare e proporsi in qualche modo e scoprire, quindi, direttamente – senza affidarsi ad altri mezzi – il gradimento da parte della donna”. Certo, io non sono un gran che bravo a rapportarmi con le donne. Ma voglio dire, ‘sta donna è lei che mi cerca, che mi telefona. Alle mie proposte di uscire, di vederci, rimanda e rimane sul vago – implicitamente rifiuta. Non ritengo pertanto, di non essermi in qualche modo proposto e di non avere attivato la mia parte “yang”. Razionalmente, ho pensato che il suo tergiversare potrebbe anche dipendere dal fatto che da qualche mese vive all’estero, ancora non sa se e quando tornerà stabilmente in Italia, e quando torna in Italia viene in visita solo per qualche giorno, e mi dice che è molto impegnata. Una mia amica mi ha detto che se una persona ha davvero voglia di vedere qualcuno, il poco tempo a disposizione e gli impegni non contano nulla. Lei parla da donna, e devo ammettere che il ragionamento di questa amica ha un suo fondamento convincente. Per questo sarebbe bello poter entrare nella testa degli altri, e potervi leggere pensieri, emozioni e sentimenti! Poi uno può anche entrare in contatto con se stesso per chiarirsi meglio, e capire quali sono i propri. Però, per come la vedo io, se tu ami qualcuno e l’altro ti odia, non è che il sapere che tu ami cambi qualcosa. Scusi se l’ho annoiata.

    Rispondi
  • Mauro

    19 Ottobre 2016 at 02:20

    Salve Signor Biggio, ho riletto l’articolo e prendo spunto da questa risposta che mi lei aveva dato molto tempo fa, per chiedere un chiarimento sul funzionamento de I Ching. Lei ha scritto: “Non possiamo chiedergli… se Obama viene rieletto o meno alle prossime elezioni, se ci sarà la pace o la guerra nel futuro di un popolo o di una persona”. Da questo presumo che ritenga sia inutile porre all’I.C. domande del tipo “vincerò il tal concorso”, “troverò lavoro” eccetera – parlo di domande che comunque abbiano attinenza con la propria persona e non con fatti di terzi. Sbaglio? Grazie.

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      19 Ottobre 2016 at 11:30

      Non sbaglia! Credo che, se sia interessato davvero a conoscere – tramite il mio blog – una serie di punti importanti “da studiare”, lei possa agevolmente leggersi quanto vado scrivendo da sette anni con i post, e che quindi possa trovare una serie di risposte prima di chiedere al blog e quindi prima che io – svolgendo il ruolo di suo segretario gliele trovi all’uopo e gliele indichi, come sto per fare adesso. Mi creda è suo interesse non avere un ruolo completamente passivo e non diretto verso I Ching. E’ ciò che “predico” quando tengo corsi I Ching.
      Ecco la risposta al suo “vincerò il concorso”:http://www.comecucinarelanostravita.it/predire-il-futuro/

      Rispondi
  • Mauro

    20 Ottobre 2016 at 03:23

    Non che intendessi fare di lei il mio segretario, ma se dovessi stare dietro a tutto quello che c’è sul Web, mi creda uscirei pazzo! 😀 Tuttavia alcuni articoli del blog li ho letti, ma non rammento se quello che mi ha gentilmente linkato l’avessi già letto o meno.
    Premetto che credo di avere una forma mentis piuttosto logica e razionale, e ben poco intuitiva. Forse anche per questo anch’io ho sempre trovato piuttosto “oscure” le sentenze de I.C., e – benché nel corso degli anni li abbia interrogati decine e decine di volte – mi pare di non esserne mai riuscito a trarne alcun beneficio.
    Va anche detto che sinceramente io sono molto più interessato alla predizione del futuro che ad altro (discorso che estendo alla divinazione in genere), e anche se lei rientra tra quelli che negano la validità di quest’approccio, per me tant’è.
    Ritengo in ogni caso il suo approccio (che poi non è solo suo) molto interessante e magari anche valido. E d’accordo capire/vedere meglio il presente.
    Tuttavia, poiché lei sovente parla dei “germi in gestazione nel presente” in base ai quali “ciò che succederà in futuro non poteva non succedere”, mi permetto di osservare che a mio modo di vedere la differenza che passa tra tale concetto e quello di “predizione” del futuro è separato solo da un pelo di rana calva. Forse perché a me mancano esempi di applicazione “pratica” (o non sono capace di applicare nella mia vita) di questo concetto.

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      20 Ottobre 2016 at 19:11

      ah ah ah questo benedetto inconscio!!!
      Mi ascolti: se valuta davvero che questo blog “non faccia parte di tutto quello che c’è nel web” e le interessa studiare I Ching, legga e studi – anche criticamente – quello che ho scritto. E soltanto dopo, se non trova risposte ai sui dubbi, mi interpelli. Altrimenti l’equivoco si perpetuerà. Se, poi, lei non rammenta, mi chiama non solo al ruolo di segretario ma anche contemporaneamente ad altro ruolo (che preferisco definisca lei stesso) di “rammentatore” per così dire: la cosa è più agevole.
      Comunque, ritornando, simpaticamente, al ruolo di segretario cui mi chiami e con riferimento alla “divinazione” e al nostro intenderci su cosa tale parola può voler dire a secondo delle persone, legga qui:http://www.comecucinarelanostravita.it/abolire-oracoli-e-oroscopi/

      Rispondi
  • Cinzia

    12 Aprile 2018 at 22:55

    Buonasera, ho chiesto ai Ching cosa mi succederà a breve, essendo questo un periodo, in generale, e personale carico di energie. La risposta :64 con terza mutante. Muta nel 50. Può aiutarmi nella comprensione. Grazie. Le lascio mia mail: cinziacalonaci66@Icloud.com

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      14 Aprile 2018 at 16:13

      Come sa, questo non è un sito di oroscopi cui “gettonare” domande per ottenere risposte.
      Dovrebbe sapere, inoltre, se frequenta il nostro sito, che I Ching non predice il futuro, come invece indica la sua domanda.
      I due esagrammi sono comunque un gran tesoro per lei, molto semplici e diretti su cui meditare!

      Rispondi

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