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Il cibo è cultura.

 

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Ricevo da F.:

 

Ciao:-)e’ da ieri che leggo alcune tue cose e le trovo molto interessanti, oltretutto le condivido pienamente.credo che anche il modo di alimentarsi rispecchi molto il modo di essere di una persona, o meglio il punto in cui si trova quella persona, e’ lo specchio della propria evoluzione…. Ti chiederai, ma cosa vuole questa ragazza??? Nn so, mi ha incuriosito il tuo modo di scrivere, nn sono tante le persone così e poi soprattutto uomini…da ragazzetta ho seguito la macrobiotica e poi un po’ di caos… Per giungere ad essere vegetariana… Il punto e’ che nn mi dedico più tanto alla cucina, e’ limitata, almeno apparentemente… Forse più impegnativa!!! Ma nn ho ben capito se tieni corsi di cucina macrobiotica, scrivi libri???? Mahhh ho solo compreso che sei una persona che ha intrapreso un certo cammino, cammino che se fosse seguito da tutti, il l mondo sarebbe migliore… C’è così tanta rabbia ed aggressività nelle persone… Che peccato.ps hai parlato del fatto che la saggezza nn si può trasmettere ed e’ proprio così, ho provato tante volte a voler far comprendere a tante mie care persone come poter vivere meglio e soprattutto serenamente, ma alla fine ci ho rinunciato…. Molti pensano che io sia ” pazza”, anzi una mia amica me lo ha proprio detto: nn capivo come facevi ad essere felice, pur nn avendo niente!!! Questa mia amica mi ha insegnato tanto….lasciare ad ognuno la libertà di scegliere e nn mi dispiaccio più per gli altri, ognuno ha scelto il proprio percorso….se effettivamente tieni corsi di cucina, magari se lo fai a Roma,mi piacerebbe tanto parteciparvi. :-)scusa se ti riformulo la domanda, ma sono un po’ ” curiosa”… ;-)sei uno chef?;-) saluto, F.

 

Grazie F., la tua bella lettera mi arriva accompagnata da una ventata di ottimismo: di quello che è portato dalle persone come te, che offrono feed back e quindi non sono abitatrici casuali di questo pianeta.
Il modo di alimentarsi è un codice culturale molto interessante perché una persona possa valutarsi nell’ambito di una propria evoluzione: sono d’accordo, a me è capitato. Il cibo è infatti legato a codici culturali inconsci e molto profondi, che fanno sì che il mangiare, oltre a soddisfare un bisogno fisiologico, sia anche una forma di comunicazione che ci lega all’ambiente nel quale viviamo e sia pertanto criterio di identità, simbolo di gruppo, atto ostentatorio, scambio sociale, costume, tradizione, superstizione, eccetera.  La quasi totalità dei nostri “contemporanei” nei paesi “ricchi”, però,  tende soltanto ad ascoltare il richiamo alla nostra animalità quando si mette a tavola: il dio Gusto innanzitutto, che – come ho scritto più volte – non è il dio Giusto e Unico. Oggi quindi – e lo confermano le trasmissioni televisive che si aggiungono a film e rubriche sui giornali, sul cibo – sono soltanto i “cinque” sensi ad essere “celebrati” e la Salutogenesi è una chimera per pochi.

 

Una certa alimentazione solo attenta al gusto e al piacere genera molta aggressività, ma non di quella sana – che pure ci vuole nella vita, per viverla – ma di quella malata e finalizzata al soddisfacimento egoistico delle pulsioni più disparate: eccesso di carne e affettati sono in cima alla lista lunga dei cibi “aggressivi”, in tanti sensi.

Chi, come noi, si stacca dalla maggioranza dei super-carnivori, non dico per eliminare del tutto quel cibo ma anche soltanto per limitarlo e renderne il consumo più episodico, entra in una ristretta minoranza – a mio parere più evoluta (almeno, io mi sento più evoluto rispetto al me di prima del cambiamento che consumava tanto prosciutto, salame e mortadella)! In principio, “dall’alto” di questa “minoranza” di cui mi sento parte, credevo di dover e poter convincere al cambiamento le persone care e quelle più vicine a me. Errore! Sbagliato! Davvero sbagliatissimo! Ognuno ci deve arrivare attraverso un percorso personale che è difficile che passi per un “sentito dire” o per una “riflessione accorata” di persona cara. Anzi. Di solito avviene il contrario. Solitamente accade, infatti, che chi cerca di persuadere l’altro a questo cambiamento venga preso per pazzo, come spiega bene Hermann Hesse nel suo Siddharta.

 

Albero della vita. Klimt

Per questo motivo ho scritto un libro, qualche anno fa, omonimo del blog: Come Cucinare La Nostra Vita, un libro di nicchia, molto differente dai libri sull’alimentazione e la cucina che ho incontrato nel mio percorso. Credo che infatti il nutrimento vero e proprio passi non solo per il cibo e la sua cultura, ma anche per altre strade parallele. Alcune filosofie, soprattutto orientali, cercano di guardare l’Uomo valorizzando l’aspetto fondamentale dei processi energetici e vitali attivati nel corpo dalla respirazione dell’aria e dal metabolismo degli alimenti. La respirazione e l’alimentazione sono le funzioni-base della vita: il suo ritmo. Disporre di maggiore o minore vitalità è importante per l’uso che di questa se ne vuole fare. L’esistenza si affronta con maggiore efficacia se si respira aria sana e ci si alimenta di cibi naturali, meno modificati, trattati e addizionati. La scissione dualistica tra mente (spirito, anima) e corpo è un frutto del pensiero occidentale; solo noi conosciamo due dimensioni separate tra loro, quella psichica e quella somatica. Da troppo tempo le consideriamo due entità che possono influenzarsi a vicenda ed essere collegate, ma sempre muovendo da un implicito concetto di separazione.  Gli antichi cinesi non conoscevano concetti diversi per parlare di “nutrimento del corpo e di nutrimento della mente”: adottavano univocamente l’espressione, composta da due significativi ideogrammi, (养生 yang sheng), che possono rendersi in italiano con “nutrire la vita” .

Quanto ai corsi di cucina di cui mi chiedi ed alla “professione di chef”, posso dirti che che ne teniamo, qui a Firenze, e sono anche molto frequentati. Non sono uno chef di professione, ma lo faccio di tanto in tanto con gran divertimento. Mi piace di più scrivere, almeno per ora…

 

campo-di-orzo

 

 

2 Comments

  • Federica

    11 Luglio 2013 at 11:40

    A dir la verità si vede!!! Ti ringrazio per avermi risposto, anche se la mia ” curiosità” mi aveva spinta ad informarmi e così ho appreso del tuo ” particolare cammino” . Ancora una volta, ne sono rimasta piacevolmente colpita e,soprattutto , ha confermato che tutto si può fare… Sai io sono avvocato, o meglio faccio l’avvocato, e purtroppo sono alla resa dei conti….. Il modo in cui viene svolta la professione nn mi piace, nn si tiene conto dei bisogni delle persone,e’ solo una lunga guerra per vincere… Io, invece , sono per attenuare il conflitto e giungere sempre ad una mediazione… capirai!!!! mi occupò di separazioni, per cui è’ un continuo veder calpestati i sentimenti dei bambini e nn ne posso più… Ecco che sono alla ricerca della mia nuova “Missione” ….credo che il mio percorso personale nn mi consenta più di assistere a soprusi e violenze, ma mi spinga ad aiutare gli altri, nn so ancora come, ma lo scoprirò ascoltando quello che la mia anima ha da comunicarmi…:-) tutto questo per confermare che e’ un tutt’uno….l’alimentazione e’ parte integrante del nostro modo di Essere: manifestazione del grande cambiamento che è’ in atto …sono diventata vegetariana nel momento in cui ho iniziato a conoscermi veramente…
    Quando farai un corso di cucina, immagino che lo comunicherai sul blog, vorrei tanto parteciparvi…
    Un saluto, F.

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    • Andrea Biggio

      13 Luglio 2013 at 12:12

      …eh eh allora mi vuoi portare su un ulteriore passo di streep tease culturale….
      Sottoscrivo ogni parola che hai scritto sulla professione di avvocato. Personalmente, fresco di laurea in giurisprudenza, feci svariati concorsi ma non quello per procuratore. Ebbi sempre gratificanti vocazioni per andare all’orale di ogni concorso statale brillantemente… ma non ci andai mai. Studiamo per magistratura. E la cosa da ridere è che anche lì feci benissimo le prove scritte e su 180 ammessi (di 45000 concorrenti) mi classificai intorno al 60° posto. Ebbene il destino volle (o forse lo volli io… eh eh) che prima dell’orale entrai in banca e smisi di studiare restanti in banca, dove all’epoca (1975) pagavano molto meglio. Altro che ideali, allora! Ed infatti poco dopo aumentarono, quasi raddoppiandoli, gli stipendi da uditore giudiziario in su… ah ah ah. Ma tant’è!!!
      Anche tu, vedo, sei una “cercatrice”, come me (per questo mi affascinano i personaggi dei romanzi di Hermann Hesse, che incarnano tutti DER SUCHENDE il cercatore.
      L’alimentazione mi sembrava una barzelletta, mangiavo solo ciò che era buono in bocca …per pochi secondi. Solo dopo, molto molto dopo ne ho compreso l’importanza fondamentale e poi, ancora, ho capito che il cibo è importante ma non è tutto! Ci sono anche le emozioni e i sentimenti da mettere d’accordo con le nostre pulsioni e tanto altro ancora. E poi lo stile di vita…
      Insomma un gran .. casino… eh eh più ti spingi avanti nella conoscenza più ti rendi conto che è complessa, ma che alla fine sei tutto… tu!
      E finalmente arriva una base di partenza… dove mi trovo ora… anche se chi mi legge pensa che io abbia certezze e sia uno già arrivato… ma, arrivato dove?
      Ti faccio i miei più segreti complimenti per i tuoi dubbi, i tuoi tentennamenti, e tutto quanto ti sta facendo vivere, già ora, una vita piena che non ha bisogno di trovare nel domani qualcosa di meglio dell’oggi!

      Rispondi

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