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Il cibo per lo sport e l’attività fisica.

Così si esprimono molti “addetti ai lavori”: un linguaggio biochimico in cui si parla di molecole.

E noi, che non sappiamo di molecole?

 

 

 

VITAMINE, SALI MINERALI, ACQUA,
MAI SOTTOVALUTARE LA NUTRIZIONE.
Indicazioni alimentari a seconda
della disciplina sportiva prescelta e dello sforzo.
Consigli per contrastare la produzione di radicali liberi.

 Chi svolge un’attività fisica deve assumere ogni giorno il 55-60% di carboidrati, il 25-30% di grassi, tra il 12 e il 16% di proteine a seconda del peso corporeo e dell’intensità dello sport … un ruolo fondamentale spetta a frutta e verdura che devono fornire acqua, sali minerali e vitamine, tutti nutrienti necessari a contrastare la produzione di radicali liberi … chi si allena intensamente deve arrivare a otto porzioni di frutta e verdura invece di cinque con spuntini di metà mattina e pomeriggio … Consumare una tazza di mirtilli da 250% grammi al giorno, sia freschi che surgelati. … Se l’allenamento supera i 60 minuti bisogna integrare gli zuccheri per mantenere costante il livello di glicemia e basta mezza banana ogni mezz’ora fino all’inizio dell’allenamento. In alternativa 30 gr di fruttosio in mezzo litro d’acqua…

 

 

 

 

 

 

Titoli ed indicazioni dotte, da parte di un inserto Salute, uguale a tanti altri, di una qualsiasi settimana, di qualunque mese, sull’alimentazione raccomandata a chi pratica sport oppure fa regolare attività fisica.

Così si esprimono molti “addetti ai lavori”: un linguaggio biochimico in cui si parla di molecole. Ma cercare di capire il nostro cibo a partire dalle molecole è assolutamente incomprensibile a tutti noi, con l’eccezione delle sole categorie sopraelencate. E’ difficile, anzi impossibile adeguarsi a questo tipo di istruzioni, primo perché non le capiamo e non le sappiamo applicare, quindi toccherebbe pagare continuamente “qualcuno” che ce le spieghi (come fanno spesso in televisione); secondo non rispettano la specificità individuale; terzo, quando prepariamo da mangiare non possiamo stare continuamente con la bilancia e la matematica e non amiamo bollire proteine, né friggere omega3, né mettere in forno carboidrati: preferiamo cucinare carote e cipolle, fagioli e lenticchie, riso e orzo, e frumento.

Le banane sono frutti tropicali ed hanno un effetto, non contemplato dalle categorie ufficiali, simile allo zucchero (estremamente espansivo). La quantità di molecole del potassio della banana di cui abbiamo bisogno è estremamente collegata alla quantità di (ed al rapporto con il) sodio che consumiamo (per esempio con tanto o poco cibo animale), quindi le banane potrebbero avere un senso non per tutti ma per i grandi mangiatori di carne, per esempio (cibo estremamente contrattivo). Vitamine e minerali, inoltre, sono molto più presenti nelle verdure che nella frutta, la quale va a soddisfare più che altro l’esigenza legittima di sapore dolce che abbiamo tutti. E quell’ingente quantità di mirtilli, ma siamo davvero all’assurdo!  Dunque non serve aumentare la frutta, ma la verdura sì!

Il fruttosio sul piano energetico è nefasto come lo zucchero bianco. E’ zucchero della peggiore specie. Perché dunque non consigliare di mangiare molti cereali integrali in chicco, i cui zuccheri (al plurale), sono “nobili” e sprattutto a lento rilascio?

Torna l’altro fattoide, luogo comune, che fresco o surgelato il cibo eroga quantità soddisfacenti di nutrienti. Bene, e ciò che è più sottile, come la vitalità e l’integrità del prodotto fresco, dove lo mettiamo?

 

 

 

Un altro luogo comune difficile da sfatare è il fatto che l’alimentazione per lo sportivo debba essere per forza ricca di proteine animali. Martin Halsey, biologo e ex giocatore professionista di Basket ci aiuta a comprendere perché non sia vero!

 

 

 

 

 

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

2 Comments

  • Michele Nardella

    28 Settembre 2012 at 08:25

    Commento

    Sottoscrivo in pieno.
    Ciò che mi ha sempre sconcertato nella scienza nutrizionale tradizionale e nel modo di fare divulgazione è la mania di quantificare calorie e sostanze varie in relazione al fabbisogno medio giornaliero.
    Ma almeno ci si limitasse a indicare i quantitativi dei singoli alimenti, invece degli specifici nutrienti.
    Ma ve l’ immaginate una massaia di cultura media che ogni volta che fa spesa per la famiglia deve tener conto di quanto ferro è contenuto in questo e quello, quanta vitamina tal dei tali è presente, quante proteine (e se sono “nobili” o… bastarde), quanti carboidrati, quanti grassi (e se sono saturi o insaturi), e quanti omega 3 e omega 6 ci sono…
    Credo sia l’ esempio migliore di una scienza tanto astratta quanto inutile, ma nessuno sembra rendersi conto di simili ridicole assurdità.

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