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Il digiuno non è inedia, ma nutrimento.

 

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Digiuno o inedia? L’inedia, il non mangiare involontario, è cosa diversa dal digiuno, che è un’astensione consapevole e ragionata dal cibo. La prima è spesso dovuta a cause esterne come guerre, siccità, povertà e poche volte frutto di una scelta, per esempio quando qualche vecchio si lascia deliberatamente morire. Per questo credo che il digiuno non consista in un’astensione radicale dal cibo, anzi. Bisogna mangiare durante il digiuno, anche se ciò può apparirvi un ossimoro. Succede anche negli “scioperi della fame”.

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La mia esperienza personale.

Il mio ultimo digiuno, qualche mese fa, è durato cinque giorni. Avrei potuto ridurlo anche a tre. Non credo che si debbano comunque superare i sette giorni. Mi serviva per alleggerire il fegato che protestava in qualche modo. Me  lo sono organizzato così. Ho variato soprattutto la qualità del cibo lasciandone pressoché invariata la quantità in modo da non avvertire i morsi della fame. Cioè.  Mi cuocevo il riso in chicco integrale biologico , ad assorbimento (senza gettar via l’acqua di cottura) in pentola a pressione, con una buona presa di sale, poi vi spiego perché. Ne ho mangiato un cucchiaio abbondante, masticandolo bene, ogni ora (spesso con un poco di gomasio). Non mi sono mai seduto a tavola. Una volta al giorno ho mangiato una minestra di miso. Non avevo bisogno di bere granché ma se avevo sete: un poco di tè bancha (caldo o freddo). Mi sono sentito benissimo, compresa la strana sensazione di non sedermi a tavola per tanti giorni di seguito.  Mi sono sentito molto leggero e, col passare dei giorni, la mente è divenuta sempre più lucida e la memoria più fresca. I disturbi per i quali avevo intrapreso il “digiuno” hanno cominciato a regredire e nel giro di altri 15 giorni stavo di nuovo in buon equilibrio.

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I digiuni si fanno per disintossicarsi, per rinnovarsi, per detossinarsi, per dare respiro al corpo, per pratiche e motivi religiosi, perché semplicemente si è mangiato molto e si salta il pasto successivo. Per alternare in modo più equilibrato il gioco delle polarità vuoto-pieno. Poiché non siamo né Gesù, né Maometto, né Buddha non possiamo fare – a mio parere – digiuni assoluti né brevi né prolungati. Bisogna mangiare durante il digiuno, in questo sono d’accordo con la teoria macrobiotica del digiuno cerealicolo. Poiché, però, il cereale è lievemente acidificante, ad esso si associano miso, gomasio, tamari, alghe, sale. Non credo ai digiuni a base d’acqua, o succhi, o altre monodiete del genere. Il cereale è completo in sé di proteine, grassi e carboidrati, oltre che di minerali e vitamine. Va, dunque, solo alcalinizzato un poco, per centrarlo maggiormente.

 

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Spesso all’inizio dei digiuni, come pure quando si interrompono drasticamente andazzi alimentari dannosi, lo smaltimento delle tossine può far insorgere mali di testa, di pancia, di stomaco: si tratta della “liberazione” del corpo.

  • Digiunate solo quando ne siete convinti e sentite che giova al corpo/mente, mai per dovere.

  • Smettete se lo credete anche dopo poche ore, se la cosa non fa per voi.

  • Riprendendo l’alimentazione solita, dopo, fatelo con gradualità.

  • Il clima caldo o freddo incide sulle scelte del digiuno in termini di stili di cottura,  liquidi, cereali, frutta e verdure.

  • Non andate oltre i 7 giorni.

  • Un digiuno ben fatto ha straordinari poteri terapeutici.

  • Ricordate che il recupero dei chili perduti, dopo diete rigide o digiuni effettuati quando l’alimentazione principale è sbagliata, è immediato e impressionante e subito richiama anche altri chili in più, per un magnifico effetto yo-yo, altrimenti detto “a fisarmonica”.

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Il digiuno è, generalmente, il risultato di un desiderio di conseguire uno stato di purezza nel corpo e nella mente, anche se spesso viene associato a rituali espiatori, rituali iniziatici, o a forme di penitenza.

I digiuni possono essere anche metaforicamente intesi: per esempio: essere a digiuno sessuale. Non sono questi i casi che qui ci occupano, né tanto meno quelli da Dante Alighieri riferiti al conte Ugolino: più che 'l dolor, poté 'l digiuno.

 

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DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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