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Il vero significato del Capodanno Cinese, Festa di Primavera

Carl Gustav Jung

… Per questo è così penoso vedere l’europeo rinunciare a se stesso e imitare in modo affettato l’Oriente. Egli invece avrebbe  possibilità di realizzazione molto maggiore se, restando fedele a se stesso, sviluppasse dalla propria indole e dalla propria natura tutto ciò che l’Oriente ha generato nel corso dei millenni. In generale e dal punto di vista inguaribilmente esteriore dell’intelletto, si direbbe che i valori tanto apprezzati dall’Oriente non siano per noi così desiderabili. Infatti il mero intelletto non è in grado di comprendere l’importanza pratica che per noi potrebbero assumere le idee orientali e perciò riesce a classificarle tra le curiosità filosofiche ed etnologiche. L’incomprensione giunge al punto tale che persino dotti sinologi non hanno inteso l’applicazione pratica dell’I Ching e considerano questo testo null’altro che che una raccolta di astruse formule magiche.

Carl Gustav Jung

In questi giorni si moltiplicano ovunque le iniziative per segnalare l’arrivo dell’anno nuovo. Nel calendario cinese, il capodanno  inizia con la Festa della Primavera (in cinese semplificato 春节; in cinese tradizionale 春節; in pinyin Chūnjié) anche chiamato Capodanno Lunare (in cinese semplificato 农历新年; in cinese tradizionale 農曆新年; in pinyin Nónglì xīnnián).

Quelle che giungono a noi occidentali, in questi giorni, sono pregevoli descrizioni storiche, etnologiche e filosofiche, il nucleo del cui significato spesso ci sfugge. Perché, anche qui, dovremmo festeggiare adesso la “loro” Festa della Primavera, con incontri, cene, libagioni, conferenze, articoli su giornali e web? Sicuramente, oltre ai significati culturali sopra menzionati e a conoscenze antropologiche, vi sono vere e sane spinte utili di fratellanza e di sana globalizzazione.

Ma c’è dell’altro! Personalmente, in casi della specie mi chiedo sempre se vi siano anche altre valenze da scorgere in questo accento culturale che qui da noi si pone su questi anniversari. Poiché amo e studio I Ching mi piace andare a vedere più a fondo in cerca di significati reconditi necessari a chi, dall’Occidente, guarda a tali ricorrenze solo con sguardo curioso folkloristico e culturale. In altri termini, mi chiedo quale sia la metafora da poter utilizzare nella comprensione dei fatti della vita.

Chi pratica I Ching non può non chiedersi perché la Festa della Primavera , in Cina, si festeggia nel bel mezzo dell’inverno.  Non ho mai trovato questa domanda nelle celebrazioni occidentali.  Invece ci si può fare la domanda e tentare una risposta.Innanzitutto, ricordando il nostro proverbio popolare “sotto la neve pane”. Il popolo cinese sta vicino all’agricoltore e meno al nomade e al pastore, come facciamo invece noi, così legati ai tanti pastori di gregge che abbondano non solo in campo religioso. Pertanto, l’immagine cinese più comune è quella in cui l’attività è già nelle radici, dove nascostamente si muove la crescita, ma ancora non è nei boccioli. I cinesi antichi nell’individuare le strategie da adottare, nelle situazioni grandi e piccole della vita erano più attenti ai germi, al seme, della situazione stessa.

Osservate, infatti, una semplice ghianda (frutto e seme al tempo stesso) e vedrete solo un piccolo e delizioso insieme di materia vegetale ma sapete bene che dietro le lucide pareti del suo involucro, nel grande mondo dell’invisibile agli occhi, esiste una potente spinta futura, quella della quercia! Se prendiamo un qualsiasi bulbo, ammasso informe di materia vegetale e lo piantiamo e annaffiamo per bene,  esso diventerà esattamente il narciso, per esempio, che è destinato a diventare – niente di più – perché dentro di sé ha disegno incorporato del suo futuro. Né diventerà un narciso migliore se lo si tira in modo da farlo sbucare dalla terra prima del tempo: diverrà quel bel fiore profumato nei tempi suoi per accordarsi a quel disegno interno al seme. Ebbene gli antichi cinesi dicevano che il futuro è sempre presente sotto forma di seme, perciò se so contrarre l’albero nel seme, so anche prevedere come l’albero si svilupperà dal seme. Se conosco il nucleo centrale della situazione sono dunque in grado di prevederne le conseguenze.

Questa visione del mondo, se la adotto (… e quando ci riesco) mi offre precise possibilità sul da farsi nei fatti della vita. L’ intelligenza strategica della Cina poggia sul concetto della processualità, del Tao, che è la VIA e non la VIA CHE CONDUCE A, ma la VIA ATTRAVERSO CUI SI PASSA, la via della trasformazione, del cambiamento, dei processi, della germinazione delle piante (che il contadino conosce bene nella processualità delle stagioni).

L’idea è quella che il potenziale a me favorevole della situazione e i suoi fattori (per me)  portanti, siano lasciati crescere. In questo modo il momento strategico non è quello finale della lotta frontale e della battaglia, ma quello iniziale. Lo stratega, come l’Arte della Guerra di Sun Tsu ha ben appreso dall’I Ching, è, quindi, colui che sa intuire il momento in cui una certa evoluzione è già iniziata ma è ancora nascosta  e dunque non ancora visibile agli occhi dell’avversario, degli altri.

Il pensiero cinese insegna a essere sensibili al passaggio dall’invisibile al visibile. Quando un processo è iniziato, è bene che sia favorito senza forzarlo, ma  anche senza starlo semplicemente a guardare (wu wuei er bu wu wei), non c’è che da aspettare che si dispieghi completamente. Il seme nella terra vuole solo germogliare. Se mi concentro invece solo sui germogli che verranno (l’obiettivo dell’azione in Occidente) li forzo inevitabilmente. La crescita delle piante è nel seme, nella situazione che ci occupa, la quale sola non chiede altro che di spuntare.

I Ching è uno strumento di assoluto valore nell’aiuto che ci fornisce nel decrittare il disegno nascosto nei semi, nei germi della situazione che ci occupa e pre-occupa. Per questo i cinesi racchiudono la Festa della Primavera nel bel mezzo della stagione invernale. Festeggiano qualcosa che esiste già, anche se invisibile a occhio nudo.

Ecco pertanto, in conclusione, qual’è per me la miglior maniera di salutare il Capodanno Cinese, cioè la sua Festa di Primavera: comprendere  la metafora che nella vita dobbiamo portare  attenzione consapevole ai germi (vedi il Commentario I Ching: Il Grande Trattato) che si celano nelle situazioni per poterci regolare successivamente allo scopo di trarre vantaggio dalla situazione stessa e trasformarla in favorevole per noi.

Buona Festa di Primavera per la vostra vita!

4 Comments

  • Teresa Kozak

    9 Febbraio 2011 at 15:54

    complimenti,
    anch’io m’ero domandato perchè questa festa cadeva in inverno e la risposta l’ho scovata nelle loro tradizioni: cacciare con gran rumore il vecchio anno per far strada al nuovo. Questo nuovo è ancora da venire, come l’hai spegato con le tue parole chiare e semplici. Teresa

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    • Andrea Biggio

      9 Febbraio 2011 at 16:26

      Ciao Teresa, grazie. In effetti mi affascina molto questo strumento del pensiero cinese antico: andare a cercare il germe nelle situazioni della vita, per comprendere il loro evolversi e regolarsi di conseguenza. In questo, I Ching è magistrale, come sappiamo. Chiamami prima del 24 prossimo, perché faccio un salto a Milano e possiamo farci la solita chiacchierata intorno al Libro.

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  • Carlotta

    16 Febbraio 2011 at 16:29

    Ciao Teresa avevo bisogno di sapere che significato hanno i vari cibi cinesi nella loro vita.
    Ad esempio perchè preparano determinati menu per una determinata festività.
    Se puoi fammi sapere grazie.

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  • Teresa Kozak

    19 Febbraio 2011 at 12:33

    @ Carlotta:
    a capodanno si mangiano delle tagliatelle o degli spaghetti perchè sono lunghi e mangiandone tanti si presuppone che la vita s’allunghi di conseguenza. Per lo stesso motivo si mangiano anche il pesce. Sempre a capodanno si mangiano anche delle caramelle appiccicatissime che legano i denti – questo perchè la parola non fuoresca dalla bocca…. non sono certa del significato.
    Ho di recente acquisito un carissimo amico cinese con il quale ci scambiamo usanze locali, dicerie strane e abitudini legati a certi eventi. In loro vive ancora il ricordo delle feste trascorse in famiglia dando lustro alle tradizioni. Se riuscirò a raccoglierne delle altre, le metterò qui.

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