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Il virus dell’influenza torna ogni anno sempre più cattivo, ma presto ci sarà il vaccino che dura tutta la vita.

Ogni anno, in questo periodo gli avvertimenti degli “addetti ai lavori” si moltiplicano: la stagione influenzale attesa è più complessa delle precedenti. Secondo i microbiologi tornerà, soprattutto, un qualche famigerato ceppo virale pandemico.

Quindi bisognerà – sempre secondo gli addetti ai lavori – vaccinarsi, e i vaccini sono – all’uopo – disponibili: bisogna che “la popolazione venga convinta a sottoporsi alla profilassi”, che sarebbe la migliore prevenzione possibile.

Il vaccino – ci ricordano ancora i “soliti” addetti ai lavori – è uno strumento utilissimo per ridurre mortalità e complicanze dovute all’influenza. Bisogna, secondo queste informazioni diffuse attraverso i mass media, evitare la pandemia da influenza A che ha causato 575 mila morti (l’80% riguarderebbe gli ultra 65enni).

 

In particolare, leggiamo comunemente – di solito – quanto segue.

Il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione agli over 65 e a chi, per malattie preesistenti, rischia di andare incontro a complicazioni. Elenca poi gli accorgimenti per limitare il contagio, soprattutto lavarsi le mani e, aggiungono i più precisi,  in maniera non frettolosa perché è necessario strofinare bene con acqua e sapone per non meno di un minuto ( disinfettanti a base di alcol sarebbero da usare soltanto se manca l’acqua, perché meno validi dell’acqua stessa, un potentissimo solvente. E poi.. fazzoletti monouso …mascherina in ambienti affollati … stare a casa finchè non si è guariti completamente … evitare gli sbalzi di temperatura … in casa tenere 20-22 gradi costanti, con umidità al 50% …

E’ – comunque – opinione comune agli “addetti ai lavori” che per la PREVENZIONE  solo il vaccino sia efficace … eppure è sotto l’occhio di tutti quello che spesso succede con i vaccini in generale.
Ecco un’altra informativa utile tra le tante: ll virus influenzale è molto contagioso e si diffonde da persona a persona, per via diretta tramite goccioline infette o indiretta tramite oggetti contaminati da secrezioni provenienti dal naso e dalla bocca. Il virus si trova sia nella saliva che nel muco e può penetrare nell’organismo attraverso le mucose (bocca, occhi e naso). 

Un soggetto è contagioso dal momento in cui è stato contagiato fino a 3-4 giorni successivi alla comparsa dei primi sintomi (che si manifestano di solito dopo un periodo di incubazione di 1-4 giorni), questo significa che il virus può anche essere trasmesso da persone apparentemente sane. Si diffonde molto facilmente negli ambienti affollati. 
Alcune semplici regole comportamentali possono aiutare a non infettarsi, tenendo presente che il virus viene trasmesso soprattutto dal contatto con le mani delle persone infette o direttamente da inalazione a seguito di uno starnuto o di un colpo di tosse di un malato. Quindi, poiché il virus può trasmettersi anche durante una banale conversazione con un soggetto infetto, è meglio evitare di avere stretti contatti con le persone ammalate ed è buona regola lavarsi spesso le mani. 
E’ anche importante assicurarsi che negli ambienti chiusi l’aria non sia mai troppo secca, perché questo irriterebbe le vie respiratorie rendendole più vulnerabili agli agenti patogeni. Il fumo di sigaretta attivo o passivo è anche esso un irritante delle vie aeree e pertanto aumenta il rischio di prendere l’influenza.  L’unico strumento di prevenzione efficace (dicono loro, n.d.r.) resta comunque il vaccino.

Infine, per fortuna, c’è anche qualcuno che si chiede quantum di allopatia e quantum di omeopatia … e qualcun’altro che incoraggia riposo e “molte coccole”,  cose queste che a mio parere sono un “nutrimento” con cui tutti amiamo cucinare la nostra vita.

 

 

 

 

 

Vorrei aggiungere qualche considerazione personale sulla necessità di aumentare le precauzioni di prevenzione, guardando pure nella direzione del cibo che mettiamo sulle nostre tavole. Prima di procedere premetto un elemento di etimologia.

Lo sapete che cosa realmente vuol dire “prendere l’influenza”? Vuol dire semplicemente “farsi influenzare”. Cosa succede nella vita adulta di tutti noi, quando dobbiamo prendere decisioni o fare scelte materiali o intellettuali?  Esistono persone che si fanno influenzare dall’orientamento e dai consigli degli altri, ne sono cioè molto permeabili, e persone, autonome, in grado di autodeterminarsi che sono impermeabili ai condizionamenti altrui e quindi non si fanno influenzare dagli altri nelle proprie idee, ne tengono conto se vogliono ma per farne il frutto di personali sintesi e scelte.

Con il virus succede la stessa cosa, a mio parere di “non esperto”. Ci sono persone che si fanno influenzare dall’attacco e persone che non risentono minimamente la sua aggressione. Perché? Il ragionamento è semplice, ne converrete! E’ il terreno delle une o delle altre, quello che è diverso, è la loro vitalità, la loro salute psico-fisica, quella che decide tra i “deboli” influenzabili e i “forti” non influenzabili. Pensate davvero che il virus colga a caso? Siamo noi a costruire le nostre difese contro virus, batteri, influenze. Così come c’è una difesa di rafforzamento psichico, che agisce contro contenuti che si insinuano interiormente avvertiti come pericolosi e quindi impediti; allo stesso modo, c’è anche una difesa fisica e materiale, costituita dal nostro “terreno”, diretta contro nemici esterni, chiamati agenti, virus, veleni.

Quando diciamo che il tale virus o il tale batterio causa delle tali afflizioni, non facciamo altro che ammettere che il nostro “terreno” è più mal ridotto rispetto a quello di altri neppur minimamente toccati da simili problemi, anche se ci vivono accanto e toccano e respirano i nostri stessi elementi. Noi cerchiamo sempre fuori di noi le nostre colpe, perchè non abbiamo il coraggiodi prenderci le nostre responsabilità (respons-ability).

Bisogna svegliarsi e capire che una delle più efficaci prevenzioni – affianco a quelle di cui alle avvertenze specialistiche (anche se sui vaccini ho le mie perplessità di cittadino –  si ottiene con l’alimentazione, con un cibo più sano di quello che ordinariamente viene consumato oggi: così si costruisce un terreno più forte. Altrimenti i medici riempiranno le bocche aperte e imploranti dei “malati” di sulfamidici e antibiotici, di sciroppi e pasticche, di vitamina C e complessi vit.B, nei migliori dei casi, e riscuoteranno il loro onorario per passare – loro sì – delle laute feste di fine anno. Ma, a proposito, lo sapete che i medici dell’antica Cina venivano pagati solo quando il cliente era in salute e la “paga” veniva sospesa appena interveniva la malattia? Oggi la maggioranza degli addetti ai lavori crede che la prevenzione dell’influenza si faccia soprattutto (o forse “solo”?) con i vaccini e, così, il muco (soprattutto nei bambini) con i suoi annessi e connessi potrebbe continuare a farla da padrone nei corpi di chi mangia male.

 

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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