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Rudolf Steiner. La Primavera come stagione e come simbolo.

 

 

Le cose di per sé non rappresentano nulla, se non nella successione con cui si riferiscono l’una all’altra. Rudolf Steiner

 

L’equinozio di Primavera (quest’anno 2012, il 20 marzo) capita in piena Quaresima per ricordarci che è salutare alleggerirsi gradualmente sotto molti aspetti: non solo con gli abiti per incontrare temperature più miti, ma anche con il cibo per abbandonare lentamente quello più pesante e riscaldante che ci ha aiutato d’inverno a mantenerci in equilibrio con il freddo esterno.

Nella teoria delle 5 trasformazioni, ad ogni stagione corrispondono organi del corpo maggiormente impegnati proprio in quella stagione. Ciascuno degli organi yang possiede un complementare organo yin.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese e la Macrobiotica, a primavera sono particolarmente attivi fegato e cistifellea, e quindi anche più fragili. L’energia albero-legno (Fegato/Vescicola biliare) come la chiamano i cinesi è tipica della primavera, esprime armonia, disponibilità e pazienza. E’ una potente metafora della crescita continua (di ogni crescita che si verifichi nella Natura), predilige alcune tipologie di cibi: cereali come orzo, frumento, farro, avena, verdure a foglia verde, il sapore acido (aceto, limone, agro di umeboshi), le cotture leggere e rinfrescanti.

 

I Ching (Yi Jing). Nella sequenza del Calendario, dopo il 19 L’Avvicinamento, riferito ai primi inizi del risveglio primaverile, viene l’esagramma 11 Tài La Prosperità, La Pace, Il Pervadere, esagramma cardinale che viene riferito al periodo intorno all’equinozio – da aequus, uguale, e nox, notte – di Primavera; infatti, alle date dei due equinozi, di Primavera il 21 marzo e di Autunno il 23 settembre, il giorno e la notte sono uguali in tutti i luoghi della Terra. E’ importante ricordare che, per i cinesi, la stagione primaverile è già cominciata con il giorno del capodanno cinese. Nella tradizione di quel popolo e di quella terra, infatti, gli equinozi e i solstizi non rappresentano l’inizio ma il centro delle stagioni, il loro culmine.

Lo Yi Jing (I Ching), l’antico Libro dei Mutamenti, dedica al processo di pacificazione l’esagramma n° 11, La Pace, denominato anche: Prospérité. Advance. Il Pervadere. In questa figura del Libro, viene descritto un momento fecondo, il  più ricco di possibilità di espansione e comunicazione in tutte le direzioni. Si tratta di un processo di comunicazione ed attrazione reciproca con l’altro da sé. Cielo e Terra si compenetrano, Yin e Yang sono in equilibrio e quindi comunicano, favorendo la fioritura di tutto ciò che cresce e indicando un potenziale di espansione felice che dona sicurezza a tutti. Esprime l’armonia di fare la cosa giusta, di fare in modo che accada e di far sì che possa durare. Indica che tutto è ben impostato sul piano dell’energia.

 

 

In Primavera l’essere umano sperimenta il germogliare ed il rinascere. Fasi importanti della nostra vita sulla terra, ma che non devono farci dimenticare quanto ci dice Rudolf Steiner sul succedersi delle stagioni. “Il corso dell’anno davanti all’anima, quale cammino attraverso gli elementi, terra, aria, acqua, fuoco, e le trasformazioni con cui queste forze primordiali si rendono attive e vengono vissute in diverse forme sia nell’Essere Umano che nella Natura e nel Cosmo. “Quando l’uomo guarda il mondo con il suo occhio fisico osserva i fenomeni, il succedersi delle stagioni, il regno animale, il regno vegetale, il regno minerale. Ma dietro a questa atmosfera illuminata dal Sole vi è un altro mondo accessibile in modo superiore che va oltre la stessa vita che si svolge “storicamente” sulla terra. Il corso dell’anno deve essere considerato innanzitutto esteriormente come avveniva sin dall’antichità, in modo istintivo, con feste e riti pagani. Questo corso dell’anno presenta un altro aspetto che inizia nel grembo della terra, primavera, estate, autunno, inverno, e segue le leggi dei movimenti dei pianeti, della formazione delle stelle fisse e così via. L’uomo per sentirsi arricchito, deve partecipare con la sua esperienza interiore a questo secondo aspetto, più simbolico, del corso dell’anno. Quindi non deve fermarsi alla sperimentazione dei processi fisici-eterici del proprio corpo in modo inconscio, ma essere consapevole di ciò che vive nelle intemperie, nel vento, nelle forze germinative, nella fecondità delle forze terrestri, nella luminosità delle forze solari. Ciò al fine di educare il suo cuore e la sua anima a partecipare agli avvenimenti esterni del corso dell’anno, del corso della giornata sentendo in tutto questo anche come si sperimenta il corso della giornata nell’essere svegli all’alba, pronti al lavoro al mattino, nel sentire più tardi gli stimoli della fame, nell’essere stanchi alla sera; sentendo quindi i processi interiori, l’azione e la vita interiore delle materie e delle forze entro la propria pelle; preparare l’anima a diventare davvero recettiva e sensibile per ciò che vive e trama nel corso dell’anno. Oggi l’uomo crede di partecipare alla vita della natura solo quando sperimenta il germogliare, il fiorire, il crescere, il fruttificare, ma noi per fare bene ciò, dobbiamo saper partecipare anche al decadere, all’appassire, al paralizzarsi e al morire di ogni vita quando l’estate declina e sopravviene l’autunno, con il volgersi della coscienza verso sé.”

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