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La prugna umeboshi è quasi una panacea!

 

Caro Andrea,

ho bisogno di una tua opinione: vorrei consigliare a mia madre le prugne
umeboshi e la purea per i suoi disturbi di acidità di stomaco, reflussi
intestinali o semplicemente come aiuto nella digestione dopo cene abbondanti (
come faccio io quando esco con amici e mangio un pò di tutto…).

Lei però soffre di ipertensione e non vorrei che tutto il sale contenuto nelle
prugne o nella preparazione di esse possa farle male in qualche modo. Ti  è mai
capitato di approfondire l’argomento?

Attendo impaziente un tuo suggerimento e ti ringrazio anticipatamente per la
tua gentilezza.

C.

 

Cara C. il problema, a mio parere, è che tutto il sale contenuto nelle prugne umeboshi (come lo chiami tu…) si somma o non si somma ad  altro sale ed in che quantità? E poi quanta carne, insaccati e formaggi mangia tua madre?  Come al solito, la valutazione deve essere complessiva per capire quanto la sua acidità di stomaco dipenda da alimentazione sbagliata, sia per stomaco che per ipertensione. Questo panorama lo devi valutare tu e chi segue nelle cure tua madre. Quella “benedetta” prugna va bene per tutto, va presa con moderazione ed ha una sola controindicazione: chi ha problemi al duodeno la deve evitare. Essa equilibra il senso di disagio causato da un’alimentazione acidificante: cioò prevalentemente fatta di cibi ricchi di zuccheri semplici, proteine e grassi animali, dolci, eccesso di olio crudo, sughi e sughetti, etc..  Riesce anche a togliere il senso di stanchezza che spesso è legato a condizioni acide del sangue. Questi, e quelli che seguono, sono elementi che ho appreso dalla macrobiotica, dunque sono frutto di una visione molto particolare che deve essere studiata per essere sfruttata al meglio, e – soprattutto – essere il frutto di una libera scelta da parte di chi la pratica.

 

La prugna umeboshi.

Originaria della Cina, da circa 3000 anni, per le sue qualità medicamentose, viene in seguito conosciuta e valorizzata in Giappone da almeno 1500 anni. Le prugne giapponesi sono tonde, carnose e di gusto acidulo, mentre quelle di Cina e Tasiwan sono piccole e ovoidali, con grande nocciolo e pelle più spessa, con sapore lievemente amarognolo. L’albero Ume viene considerato  da quei popoli uno dei “tre amici del freddo” insieme a bambù e pino, perchè fiorisce in pieno febbraio nel periodo più freddo dell’anno, raggiungendo – nei suoi frutti – il massimo di dimensioni e succosità verso giugno. I frutti dell’albero Ume che effettivamente sono delle albicocche vengono raccolti quando sono ancora verdi quando il loro contenuto di acido citrico è al massimo; si tratta di un acido che favorisce l’assorbimento di minerali alcalinizzanti come Ferro, Calcio,; inoltre demolisce l’acido lattico presente nel sangue e nei tessuti dopo uno sforzo (così è usato da sportivi “che se ne intendono”!). Controindicata nel caso di ulcera al duodeno, per il resto produce effetti straordinari per la sua azione antibiotica in caso di problemi intestinali ed è un disintossicante che favorisce l’attività di fegato e reni. Aiuta anche per le ulcere di stomaco, anemia, cattiva circolazione del sangue, debolezza etc..

Dalla prugna si ricavano una sorta di aceto benefico per condire, Acidulato o Agro di Umeboshi, ed una Purea di Umeboshi, saporita crema per preparare ottime salse.

 

 

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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