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Trappola Vegan?

L’intento di questo blog è quello di costituire una voce fuori dal coro e dal conformismo. Non pretende di avere ragione sulle tesi che avanza ma solo di ricordare che esistono altre visioni del mondo… dell’alimentazione… e non solo. Altro fondamentale intento del blog è quello di non dare – per quanto possibile e nella misura in cui ci riesce – consigli, ma di spingere il lettore a coniugare una consapevole autoformazione personale, per mezzo di libri, documentazione, articoli specialistici, con una formazione realizzata attraverso corsi pratici di cucina, presso esperti e studiosi, non solo tradizionali.

Non chiedere mai consigli, mentre stai scoprendo il mondo, altrimenti non è più il tuo mondo, ma quello di chi ti ha consigliato. Sarebbe bene stare attenti a non diventare “eterodiretti” o “ortoressici” come sono molti macrobiotici o vegan o vegetariani o che…

 

 

 

Come e cosa scegliere, se si desidera perseguire una direzione alimentare diversa da quella che si pratica? Bisogna, in primo luogo, chiarirsi circa la scelta dell’alimento principale di base a cui rivolgersi quotidianamente e che si giudica fondamentale, cioè la sostanza (metriale e spirituale) principale – quanti/qualitativamente – che desideriamo portare nel piatto con maggiore frequenza (per esempio: cereale integrale bio in chicco…). Bisogna, in secondo luogo, decidere altre due cose: quali sono gli altri alimenti che fungono da accompagnatori abituali del fondamentale, cioè le sostanze più accessorie ed in quantità più moderate (per esempio legumi e verdure), ed infine, quali sono gli alimenti che assumono un ruolo marginale tale che li faccia consumare solo saltuariamente, periodicamente oppure occasionalmente (tutto il resto…)!

 

Vegetariani e vegani vanno, nella stragrande maggioranza dei casi, per esclusione. Escludono per diverse e valide ragioni certi prodotti animali o tutti e mangiano tutto il resto preoccupandosi solo si sostituire bene le proteine della carne e altre carenze che, secondo il nutrizionismo, potrebbero crearsi. L’idea macrobiotica, invece (e ciò a mio parere è notevole) non parte da un principio di esclusione ma di inclusione. Essa guarda ai cereali integrali bio in chicco come al centro dell’alimentazione insieme a legumi e verdure e tutto il resto ruota intorno a tali scelte basilari. In altri termini, mentre il manifesto vegan definisce bene ciò che non si deve mangiare, il manifesto macrobiotico definisce con cura ciò che è bene e salutare mangiare.

Il vegetariano ed il vegan, inoltre, curano l’alimentazione basandosi per lo più sulla scienza della nutrizione. Ma la concezione olistica dello zen macrobiotico e della scuola steineriana (Goethe –Steiner – Hauschka ) sanno che c’è qualche altra cosa di più sottile a cui dare retta! Vi sono fattori meno tangibili che hanno plasmato il cibo, per vedere i quali non è sufficiente il microscopio ma ci vuole anche il macroscopio!!!

 

Ecco alcuni esempi di quanto sostanzialmente venga poco considerato, per valutare gli effetti sulla salute del cibo, da chi esclude carne e altri prodotti di origine animale: il contesto del cibo, la sua origine, il suo ambiente, le sue proprietà raffreddanti-riscaldanti o espansive-contrattive o acidificanti-alcalinizzanti etc., le sue analogie, la direzione di crescita, la consistenza e l’acquosità, la stagionalità, il colore,i ritorni sulle diverse parti dell’organismo, sullo stato d’animo, e così via…. tutte cose sconosciute alla gran parte dei nutrizionisti e dei medici… oltre che alle altre categorie…

 

 

 

 

Per far ben comprendere al mondo vegan e vegetariano si è svolto il 29 luglio dell’anno scorso, ad Amsterdam la European Macrobiotics Conference, con il suo programma di una quarantina di corsi di cucina vegan. Vegetariani e vegani sono circa il 7% della popolazione del nostro Paese e raggiungono lo straordinario numero di oltre 7.000.000 di persone. E’ importante che essi si affidino anche ai principi della macrobiotica per ben sostituire la carne, senza pensare soltanto al dio gusto, alle proteine, ai carboidrati, etc, e senza limitarsi esclusivamente a medici nutrizionisti che sanno vedere del cibo solo le sue componenti biochimiche, snobbando il lato energetico, invisibile e sottile del mangiare.

 

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ESSERE VEGAN TI SALVA DALLO ZUCCHERO?

ESSERE VEGAN TI SALVA DAI SURGELATI?

ESSERE VEGAN TI PROTEGGE DAI CIBI RAFFINATI?

ESSERE VEGAN COME TI PONE DI FRONTE ALLA VITAMINA B12?

ESSERE VEGAN TI SALVA DALLE SOLANACEE?

ESSERE VEGAN TI FA MANGIARE AL RITMO DELLE STAGIONI?

ESSERE VEGAN TI SALVA DALLE MARGARINE CHE SOSTITUISCONO IL BURRO?

ESSERE VEGAN TI SPINGE OPPURE NO VERSO I CEREALI INTEGRALI IN CHICCO?

ESSERE VEGAN TI CONSENTE DI ACCEDERE AL CONCETTO MASCHILE-FEMMINILE NEL CIBO?

ed infine, ma soprattutto

ESSERE VEGAN TI AIUTA AD UTILIZZARE L’IDEA CHE “MEDICINA E CIBO HANNO LA STESSA ORIGINE

 

 

 

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Vegan: Come Scegliere

Se Si Desidera Una Direzione Alimentare Diversa?

 

 

DISCLAIMER:

I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-NUTRIZIONISTA-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

10 Comments

  • Andrea Biggio

    24 Luglio 2015 at 08:14

    Vorrei lasciare un mio commento su quanto afferma il dott.Berrino, quando invita il popolo vegan a mangiare almeno qualche “uovo di gallina felice”. A mio parere si tratta di un invito ad approdare ai principi della macrobiotica, alla maniera in cui lo fece Ohsawa nel suo “Lo Zen Macrobiotico”, quando tra le altre ricette e rimedi inserisce pure preparazioni con uova.
    http://www.comecucinarelanostravita.it/ogni-malattia-deve-essere-guarita-in-dieci-giorni/
    Tante ricette con uova inserisce pure sua moglie Lima Ohsawa nel suo libro introvabile (ma che per fortuna possiedo) “La Cucina Giapponese” 1997 Casa Editrice MEB.
    Quanto al cosa intenda il dott. Berrino, con uova di gallina felice, credo che si riferisca a uova gallate di galline che razzolano.

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    • Michele Nardella

      24 Luglio 2015 at 12:57

      Caro Andrea,
      sarà superfluo, ma ti devo dire che la penso come te al 100%.
      Da tempo stavo pensando di scrivere un post su questo scottante tema, ma mi sono sempre trattenuto per evitare di dovermi scontrare coi soliti fanatici che non ragionano (la mia esperienza purtroppo insegna).
      Essere vegani o vegetariani significa solo seguire un’ ideologia, non essendo nè necessario nè sufficiente per assicurare un vero stato di salute duraturo.

      Rispondi
      • Andrea Biggio

        24 Luglio 2015 at 13:07

        ah ah, grande Michele!
        Sai cosa mi sento di aggiungere? Che molti degli altri che hanno una visione, dell’alimentazione e di “altro”, come la nostra, tutte le cose che ho elencato sopra le segnalano al popolo vegan ma con il contagocce.
        Oggi ne dicono una, domani ne dicono un’altra, etc.
        Ma credo appunto che si debba offrire una visione d’assieme del problema, con al centro il nucleo che mentre il manifesto vegan definisce bene ciò che non si deve mangiare, il manifesto macrobiotico definisce con cura ciò che è bene e salutare mangiare, e – aggiungere – anche davvero gustoso!.

        Rispondi
  • Andrea Biggio

    24 Luglio 2015 at 13:18

    Visto che ci sono, vorrei aggiungere un altro personale commento.
    Diffido tantissimo di chi presenta le ricette agli altri come macrobiotiche e vegan al contempo ( e magari pure bio, per “acchiappare” più pubblico!
    Se un ricetta è macrobiotica non può essere al contempo anche vegan, perché – se anche non vi sono prodotti di origine animale in tale ricetta, si deve valutare se in essa sia vivo il modello alimentare che”include o quello che “esclude”: la differenza è abissale.
    E qui prescindo dal fatto che il macrobiotico contempla pesce e molluschi nel suo modello alimentare mentre il vegan no.
    Ripeto: se una ricetta viene presentata sia come vegan che come macrobiotica, a mio parere la ragione risiede nel marketing. Si sta facendo un’operazione commerciale per acchiappare pi “fruitori” possibile, con colpa o con dolo? E’ impossibile, almeno secondo la mia piccola e limitata esperienza, che le due concezioni possano coincidere, neanche quando manchino in quel piatto prodotti di origine animale!

    Rispondi
  • Manuela

    26 Luglio 2015 at 15:05

    Noto nei vs commenti e anche quelli in precedenti post un certo astio contro i vegan e non ne capisco il perché . Ritengo che nessuno abbia la ragione assoluta ed ognuno debba cucirsi il proprio stile di vita da solo…….informandosi…….leggendo……studiando etc. È’ vero che vegan non vuol dire assolutamente salute ma è anche vero che ognuno deve prendere il lato buono e mischiarlo con altri. Io non mangio prodotti di origine animale e contemporaneamente seguo le direttive del Dr. Berlino ma non sono nemmeno seguace della macrobiotica. Come me , ci sono tante persone …….etichettate vegan che solo rinunciando a prodotti di orine animale, senza tanta filosofia hanno risolto grandi e piccoli problemi. Per quanto mi riguarda ho risolto il reflusso gastrico, la rinite cronica (mi avevano detto che risolvevo solo con l’operazione), problemi ginecologici, emorroidi, problemi estetici, ansia etc. Non mi sembra poco in un anno. Saluti

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      26 Luglio 2015 at 15:37

      La pensiamo in modo molto simile, infatti lei, come me,sente il bisogno di studiare e informarsi.
      non provo astio per i vegan né per altri e lo scrivo chiaramente più volte nel post e nel blog. Dove e come percepisce qualcosa del genere? La premessa del post mi sembra chiara: esistono tanti modi di vedere le cose ed il mio è uno dei tanti. La invito accoratamente a rileggersi il post. Mi spieghi meglio perché si sente così criticata! Oltretutto – da quanto mi scrive – lei mi sembra far parte della schiera vegan che accanto a ciò che esclude ha costruito un modello alimentare … Vedo che cita Berrino… Dunque dove vede l’astio?
      …se poi leggesse qualcosa d’altro nel blog, farse potrebbe ricredersi. Non sono un macrobiotico, l’ha visto il punto interrogativo dopo la parola MACROBIOTICA, in cima alla testata?

      Rispondi
  • Barbara

    21 Agosto 2015 at 10:15

    …e pensare che ci siamo incontrati proprio quando ero vegana… Più leggo le tue pubblicazioni, il tuo magnifico libro, i tuoi commenti e più ritrovo le mie idee.
    Non sono più vegana, ad un certo punto ho deciso di diplomarmi chef di cucina e ho anche conosciuto una signora che ospita delle galline da compagnia e quando ha troppe uova me le regala, ho anche ricominciato a mangiare le vongole, una due volte al mese, a seconda della stagione e della reperibilità, ma il motivo più importante è che non ce la facevo più a considerarmi vegana.
    Non mi riconosco in un movimento formato da tante, troppe, persone che agiscono in maniera non in linea con ciò che penso. Qui in Francia, ma anche in Italia, visto l’ambiente in cui ha avuto evoluzione il mio periodo vegan di sei anni, le persone diventano vegan ma non cambiano veramente: continuano a non avere senso critico, ad abboccare a quello che leggono o imparano per sentito dire (dalla parrucchiera o dal nuovo personaggio con un po’ di carisma di recente “conversione”), mangiano ricercando finti formaggio, imitazione di carne e affettati, integrano la B12 chimicamente, insomma fanno esattamente come gli “onnivori” che non vogliono più essere. Ognuno può fare quelle che crede, a volte può essere divertente farsi un’imitazione del formaggio o della cotoletta a casa, o uscire al ristorante vegano e mangiarsela, ma troppo spesso noto che diventa uno stile alimentare di sostituzione: i legumi mi fanno male all’intestino, non posso, il riso integrale sta troppo a cuocere, non ho tempo, non mi piace etc.
    Infine: eliminare prodotti di origine animale per risolvere problemi di salute non è essere vegan, vuol dire solo mangiare vegetaliano, strettamente vegetariano o 100% vegetariano che dir si voglia, come me lo ricordano spesso alcune persone vegan in non perfetta salute: chi è Vegan lo fa per gli animali, a volte anche fregandosene della propria salute, e neanche questo lo condivido.

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      24 Agosto 2015 at 13:00

      Addirittura, in questo post la tua stupenda testimonianza. Il fulcro del tuo commento che non viene colto da moltissimi vegan è proprio: …. a volte può essere divertente farsi un’imitazione del formaggio o della cotoletta a casa, o uscire al ristorante vegano e mangiarsela, ma troppo spesso noto che …
      E’ proprio così. Con quel … a volte… (che ci riesce) accede ad una modalità di consapevolezza e libertà che manca a tutti coloro che sostituito il seitan alla carne e il tufo al formaggio credono che il gioco sia fatto… e sono tanti (per fortuna non tutti!)…
      Che goduria le uova gallate di galline che razzolano.
      Quanto al mio libro, grazie ancora perché dopo qualche anno me ne rinnovi l’apprezzamento e quindi… la sua attualità… Purtroppo la casa editrice attualmente non riesce ad esaudire le richieste, anche se non tante, esistenti. Spero prima o poi di incappare in altro editore per farne una rinnovata edizione.

      Rispondi
  • Matteo

    13 Aprile 2017 at 13:41

    Caro Andrea, ti seguo dai tempi del tuo blog su myspace! Complimenti per le notizie che dai è per la tua preparazione.
    Volevo chiederti, in base a questo ultimo articolo come si fa a mettere al centro il cereale integrale? Dal punto di vista pratico dico, cosa metto banalmente in tavola alla sera? Capisco il principio inclusivo, ma ..puoi farmi degli esempi? Io normalmente metto di base insalata e legumi ma non saprei né trovare né cucinare una base di cereale integrale, q parte il riso. Puoi chiarirmi questo punto? Inoltre volevo chiederti è corretto dal tuo punto di vista, regolarsi durante il fine settimana x poi sgarrare nel weekend un pochino (carne, pizza alcolici, sempre con moderazione ovvio)
    grazie

    Rispondi

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