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Latte e Miele secondo Rudolf Steiner.

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IL LATTE E IL MIELE! NO GRAZIE!

 

Ecco il breve carteggio (le sottolineature sono le mie), cui desidero dare risposta sul blog, intercorso con una lettrice interessata al tema del latte nell’alimentazione, come trattato da Rudolf Steiner.

 

Salve, oggi per caso su internet ho trovato questo suo articolo
http://www.comecucinarelanostravita.it/come-mangiano-i-seguaci-del-pensiero-di-rudolf-steiner/ e mi permetto di girarle quanto ho trovato, sempre per caso tanto per dire, qualche giorno fa in uno dei numeri della rivista antroposofica on-line che forse anche lei conosce, “L’Archetipo”:

“In una conferenza del 17 dicembre 1908, Rudolf Steiner dice: «Se l’uomo giunto a tarda età si nutre principalmente o esclusivamente di latte,sarà in grado di sviluppare in sé particolari forze del suo corpo eterico, forze che agiscono in senso terapeutico sulle persone che lo circondano. Guaritori che agiscono in senso terapeutico sulle altre persone trovano un particolare aiuto nell’alimentazione esclusivamente lattea». E il 21 marzo 1913 dice ancora: «Il latte è qualcosa di specificamente terrestre. Sugli altri pianeti viene prodotto da parte degli esseri viventi qualcosa di completamente diverso dal latte terrestre. Gli esseri viventi di ogni singolo pianeta hanno il loro proprio latte….Tutto ciò che viene apportato grazie all’alimentazione lattea all’organismo umano, lo prepara a diventare una creatura umana terrestre, lo collega con le condizioni della Terra, senza però incatenarlo alla Terra stessa. Il latte rende l’uomo un cittadino terrestre, ma non gli impedisce di restare cittadino di tutto il sistema solare”.

La cosa mi ha sorpresa e interessata!
Arrisentirci. S.B.

 

Grazie gentilissima S. B.
La sua mail è una opportunità per me. Appena posso le rispondo (in forma anonima) sul blog, dove – se lo vorrà – potremo continuare la “chiacchierata”.
A presto

 

Con molto piacere, grazie.
Io le ho scritto in privato poichè il mio intervento poteva sembrare polemico e quindi ho preferito non scriverlo nel blog pubblico, invece, come speravo, lei l’ha preso come spunto per un approfondimento. Grazie. A presto allora, intanto io continuo a leggere altri articoli interessanti di “comecucinarelanostravita”. S.B.

 

IL LATTE E IL MIELE! MAH!

 

 

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IL LATTE: LETTERA DI S.PAOLO AGLI EBREI (5:13):

…ORA, CHI SI NUTRE ANCORA DI LATTE È IGNARO DELLA DOTTRINA DELLA GIUSTIZIA,

PERCHÉ È ANCORA UN BAMBINO!

 

 

 

Potrei semplicisticamente risponderle che il latte  di cui hanno bisogno gli essere viventi è proprio quello materno: di capra per le capre, di mucca per i vitelli, di mammella umana per noi. Potrei anche aggiungere, muovendo dalle stesse espressioni da lei usate e citate, che il latte – secondo il pensiero strineranno e non solo – serve per incarnarsi (forze di costruzione) e che, dunque, nella seconda metà della vita, quando nasce l’esigenza di escarnarsi (forze di demolizione) il latte non va più bene, e ci vuole altro. Secondo Hauschka, il latte (materno,n.d.r.) prepara il corpo ad albergare l’anima e lo spirito. Porta l’essere umano sulla terra e gli fa percepire l’unità con il genere umano.  La mia personale posizione,  da eretico, sul latte (e tanto altro ancora) l’ho già espressa in precedenza. Trovo che latte (quello che “storicamente” si trova oggi in vendita) e derivati facciano male (come sostengono e dimostrano i miei insegnanti), e quindi vadano relegati, soprattutto i derivati che sono buonissimi, alla infrequenza, all’occasionalità, alla periodicità, alla trasgressività e ai momenti non ordinari e continui di “voglia”.  Penso che ai bambini gli vada dato perché crescano e poggino i piedi su questa Terra. René Levy mi disse una volta che, nel suo centro macrobiotico il latte non aveva diritto di cittadinanza tranne che per il caso di anoressia; quando arrivavano da lui donne anoressiche in cerca di una strada alimentare egli le invitava ad iniziare con il bere latte di mucca.

 

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Ma nella lettera della lettrice sembra che ciò che le interessi sia la posizione di Rudolf Steiner sul latte stesso (quello che “storicamente” nella sua epoca poteva più a buon titolo chiamarsi Latte, con la L maiuscola). Per tal motivo, di seguito porterò semplicemente qualche argomento perché un tale discorso possa arricchirsi di argomenti, i quali possano aiutarci in un orientamento personale più consapevole.

Premetto, un tantino maliziosamente, che – nella mia davvero ridotta (e quindi relativa) esperienza con antroposofi e biodinamici – quando si tratta di cibo, spesso quanto si dice e/o si scrive è diverso da ciò che si pratica; e inoltre, che frequentemente si citano estrapolazioni di quanto detto da R.Steiner, soltanto per giustificare – in punto teorico – ciò che fa comodo o piace mangiare… eh eh eh… ma alla fine:  esperienza in cucina e in corsi di cucina ZERO! – A tale proposito mi piace qui citare, analogicamente, da una conferenza di Steiner (vedi pagina 216 di Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura – Ed.Antroposofica Milano): …per il lodevole senso di tolleranza usato in questa circostanza è stato concesso a un certo numero di persone che vi avevano interesse, pur non essendo agricoltori, di seguire il corso stesso. E’ bene che queste persone si ricordino della famosa opera lirica in cui un personaggio si applica un lucchetto sulla bocca, e non cadano nel difetto generale degli antroposofi di propagare subito tutto in più vaste cerchie, perché ci ha spesso recato molto danno che le cose si siano diffuse attraverso persone che non parlavano di qualcosa per uno stimolo che si possa chiamare oggettivo, ma soltanto ne riferivano in qualche modo.

Quando siamo bambini, noi stimoliamo dalla testa le forze plastiche mediante il latte che succhiamo; se in età più tarda noi abbiamo bisogno di forze formatrici, allora dobbiamo mangiare del miele. Steiner a Dornach, il 10 novembre 1923.

Al contrario del latte, al quale è affidato il compito di aprire gli occhi al neonato, affinché egli si accorga di essere approdato sulla terra, il miele – ci spiega il Dr. Hauschhka – è un alimento che deve sorreggere l’Uomo nella sua “smaterializzazione”: deve aiutarlo, cioè a distaccarsi dalle cose terrene, dagli affetti, dalle ambizioni, e facilitargli una serena dipartita, allorché egli sarà giunto al termine della sua giornata terrena e si avvicinerà l’ora del ritorno all’Universo. Angela Cattro – Natura Nutrice Universale.

So we find milk to be a help in incarnating properly and thus a suitable food during the first half of our lives. Honey is an important food for older people, at the time of life when man’s natural endowment of restorative ego forces is about exhausted. Rudolf Hauschka – Nutrition, A Holistic Approach.

Il latte è di tutt’altra specie rispetto alla carne o ad altri prodotti animali, in quanto manifesta più debolmente di tutti il processo animale espresso dal corpo astrale. Il latte è solo per metà un prodotto animale, non ha in sé la forza astrale della natura umana ed animale ed è uno dei generi voluttuari più squisiti. E’ appropriato per coloro i quali vogliono rinunciare completamente alla carne ma non hanno la forza di compiere tutto ciò di cui hanno bisogno servendosi esclusivamente del corpo astrale interiore. Steiner a Monaco, 8 gennaio 1909.

Cristo compare durante l’epoca della quarta sottorazza ed indica il pane e il vino dicendo: “Questo è il mio corpo, questo il  mio sangue”. Con ciò voleva creare il passaggio dall’alimentazione animale a quella vegetale, verso qualcosa di più elevato. Steiner a Berlino, 4 novembre 1905.

Rudolf Steiner mise in guardia dal fatto che mediante un consumo troppo elevato di proteine nella prima infanzia viene predisposta la comparsa della sclerosi. A suo avviso anche le proteine del latte possono provocare questa malattia tipica del nostro tempo. Ma qui non si tratta solo di un problema di quantità, ma anche di qualità (governare e foraggiare le mucche). Udo Renzenbrink – Alimentazione e Scienza Spirituale.

TUTTO HA ORIGINE A PARTIRE DA INTUIZIONI PROFONDE. QUANDO TROVIAMO PRESSO GLI ANTICHI ORIENTALI OGNI SORTA DI NORME RIGUARDANTI Ciò CHE BISOGNA MANGIARE, CI RENDIAMO CONTO CHE IN REALTà Più CHE DI PRECETTI SI TRATTA DI DESCRIZIONI, QUALI AD ESEMPIO: NON PRETENDERE CHE DELLE SOSTANZE ABBIANO UN EFFETTO DIVERSO DA QUELLO DOVUTO. Steiner a Berlino, il 4 novembre 1905.

L’ultima frase della prima mail della lettrice, a mio personalissimo parere, andrebbe resa più aderente al pensiero espresso da Steiner se, dopo la parola latte ci fosse anche la parola materno! Così come me la propone mi appare fallace. Così, tale frase conclusiva andrebbe meglio (considerato tutto il testo precedente e successivo da cui è stata estrapolata): Il latte materno rende l’uomo un cittadino terrestre, ma non gli impedisce di restare cittadino di tutto il sistema solare!

Ogni estrapolazione che – anche in questo blog le propongo – è, proprio perciò, limitata ma può servire per approfondire un discorso molto complesso, così come vissuto da tanti diversi punti di vista esegetici del pensiero steineriano. Ricordo che una volta una persona mi chiese qualcosa di analogo a quanto la lettrice sembra chiedere: latte sì o latte no? Poi mi confessò che voleva assolutamente trovare in Steiner una base teorica forte che la potesse giustificare nell’enorme e continua ingestione di latticini e altri derivati del latte, eh eh. In risposta, le raccontai come Rudolf Steiner si comportava – egli vegetariano – quando si recava al ristorante con tutti i suoi allievi. Non esitava a chiedere carne per lui stesso per lasciare la libertà ad ognuno di ordinare anche la carne stessa. Steiner infatti sosteneva che non tutti e non immediatamente possono passare da una alimentazione carnea ad una vegetale. E comunque, a mio personale parere, non voleva fornire formule e dogmi o, nel caso del cibo, indicazioni ortoressiche.

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Vorrei adesso concludere, con alcune domande più generali, prescindendo dalle posizioni steineriane e /o pseudosteineriane trattate sinora.

Che succede se gli esseri umani bevono il latte di un altro animale?

Che succede se quel latte, come succede oggi quasi dappertutto, se quel latte arriva sugli scaffali dei negozi dopo diversi processi che gli cambiano lo stato naturale?

La composizione chimica del latte di mucca, capra, pecora, etc., è la stessa del latte materno ? Ha la stessa qualità umana, lo stesso campo energetico?

Dia una occhiata anche a questo video

dell’oncologo Franco Berrino…

se le restano ancora dubbi sul ruolo del latte…

 

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