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I legumi, la carne dei poveri, per il benessere della pelle.

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La pelle, in quanto organo escretore, nelle 5 trasformazioni, oltre che alla fase “metallo”, è legata pure alla fase “acqua”.  Ricordare l’importanza dei legumi e della loro cottura per pelle, per reni e vescica. I legumi, che quando eravamo meno industrializzati chiamavamo la “carne dei poveri” per il loro alto apporto proteico, hanno un rapporto con i reni molto specifico (fagiolo e rene si somigliano): per la Medicina Tradizionale Cinese l’energia “acqua” di reni e vescica ci dà la spinta per affrontare le sfide della vita. L’accoppiata cereale+legume ci garantisce l’apporto di quegli otto amminoacidi essenziali che alcuni chiamano “proteine nobili” e reputano essere presenti solo nella carne. L’amminoacido assente nei legumi è la metionina, che è invece presente nei cereali. In particolare sono i legumi di colore più scuro quelli che recano un effetto maggiormente benefico per reni e vescica. E’ bene mangiarne 5-6 volte alla settimana, una porzione giornaliera (2-3 cucchiai abbondanti), per tenerci in forma e scattanti (questo non vale naturalmente per i grandi carnivori che popolano numerosi il suolo del nostro Paese, eh eh). Alcuni legumi sono più leggeri e digeribili di altri perché contengono meno olio, quindi sono più indicati nelle cure: lenticchie, azuki e ceci. La digeribilità dei legumi è legata alla struttura del loro amido: bisogna saperli trattare e cuocere bene. Lavare e ammollare: i fagioli secchi che superano l’anno di conservazione hanno bisogno di 8-10 ore di ammollo, mentre quelli più giovani anche di 4-5 ore. Per i ceci si può arrivare anche a 24 ore se invecchiati più di un anno. Aumentare i tempi necessari, significa farli fermentare. L’acqua di ammollo va eliminata se la digestione non è perfetta. Usare la schiumarola per togliere la schiuma che si forma durante la cottura. Questa deve rendere i legumi molto teneri per neutralizzare gli amidi indigesti. In pentola a pressione i legumi più piccoli hanno bisogno di 30-40 minuti e quelli più grandi e più vecchi (che spesso non diventeranno mai tenerissimi) fino ad un’ora e mezza: bisogna seguire le indicazioni in ricetta. Se proprio vi crea fastidio la digestione fate una precottura dei più grandi di 45 minuti la sera prima e lasciate in ammollo in quell’acqua. Usare sempre l’alga kombu sin dall’inizio della cottura per intenerirli e mineralizzarli maggiormente. Il sale e/o il tamari e/o il miso vanno aggiunti alla fine. Per aumentare la digeribilità si possono aggiungere erbe aromatiche e spezie in cottura: rosmarino, salvia, timo, cumino, senape, zenzero, etc.

In inverno, non ci si può permettere di fare a meno del Grano Saraceno. Anche la pelle ringrazierà! Il Grano Saraceno, un “quasi cereale” molto adatto ai climi freddi: non è un vero e proprio cereale perché rientra nella famiglia (come il rabarbaro) delle poligonacee e non delle graminacee. Viene chiamato grano per avere alcune cose in comune con le graminacee stesse. I semi (cioè i grani che noi mangiamo) sono molto duri ed hanno forma triangolare (triangolo = antico simbolo della luce), ma si cuociono in breve tempo, una ventina di minuti. Il grano saraceno possiede una meravigliosa caratteristica: quella che la sua produzione non può essere forzata ed aumentata con i fertilizzanti, i quali ne farebbero sviluppare le foglie a detrimento del seme facendo restare questo rachitico. Il suo chicco contiene molta lisina, uno degli amminoacidi essenziali, ne contiene più degli altri cereali. E’ un cibo primario se ci si vuole costruire o ricostruire una sana costituzione fisica e va sempre aggiunto agli altri cereali, soprattutto nei mesi freddi (grandi coltivazioni nella Russia centrale e paesi del nord) . La potenza del grano saraceno si manifesta soprattutto nella sua digeribilità, nella forza che trasmette e nell’enorme aiuto che porta all’intestino regolarizzandolo, eliminandone l’atonia, cacciando i vermi intestinali (con farina cruda e acqua). Aiuta quindi nelle costipazioni e anche nelle forme diarroiche in quanto aiuta le pareti dell’intestino che si sono o troppo espanse o troppo contratte a ritornare nelle dimensioni ordinarie. Per i macrobiotici, essendo legato all’energia dell’Acqua, che contrasta quella del fuoco, giova molto anche all’ipertensione sanguigna. –

 

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DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

 

6 Comments

  • catia cappella

    2 Febbraio 2014 at 10:47

    Grazie Andrea,come sempre i tuoi articoli sono molto esaustivi. Sono rimasta sorpresa del fatto che si possa interrompere la cottura, del legume, per poi riprenderla il giorno dopo. Mia madre mi ha sempre insegnato di toccarli solo con cucchiai di legno e mantenere sempre lo stesso bollore per far si che la cottura non si interrompa. Durante l’ ammollo, mi ha insegnato di unire 1cucchiaino di sale fino, 1cucchiaio di farina e 2 di olio d’ oliva per renderli più morbidi( sinceramente ho abbandonato questo sistema da quando ho appreso il tuo cioè di unire la kombu). Proverò il tuo metodo, quello della pre- cottura per ottenere una migliore digeribilità e anche per sfatare il ” fattoide” della cottura. Ancora grazie.

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  • Michela

    3 Febbraio 2014 at 16:58

    Ciao, grazie per questo post sui legumi; vorrei capire una cosa…se la quantità ideale è 5-6 volte a settimana, per gli altri pasti è sufficiente un piatto con cereali integrali e verdure?
    A volte dopo mangiato, soprattutto a pranzo, sento un senso di pesantezza a livello degli occhi, una specie di sonnolenza, mi capita anche se mangio cereali (il miglio ad esempio). Cosa può essere secondo te?
    Grazie!

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    • Andrea Biggio

      3 Febbraio 2014 at 23:04

      Sai, Michela, è quasi impossibile parlare di un modello alimentare, e dei suoi effetti, basandosi su poche parole scritte su un blog. Personalmente mangio legumi – nella misura del 15/20 % del piatto misto – più o meno tutti i giorni, se non mangio altre proteine, ma variando con le stagioni e con il resto. La quantità di cereali varia anch’essa donne, uomini, bambini, estate, inverno, salute, malattia, etc…

      Rispondi

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