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Intestino: …anche io ho problemi intestinali ma non so come risolverli …

 

 

Copia (2) di WC

Un gentile lettore di questo Blog mi ha scritto la seguente lettera,  quando il blog muoveva i primi passi.

Problemi intestinali?

 

aaaaaaaaaaaa-impariamo-a-guardare

 

Complimenti.

ciao, girando on line credo che il tuo sito sia l’unico apprezzabile, dal mio punto di vista.

parli di macro in maniera positiva e critica al contempo.

ho scoperto UPM da qualche tempo e sapevo anche io delle guerre tra i vari massimi esponenti di questa cucina o meglio cultura?!

da sempre sono stato sensibile all’alimentazione ma sono stato “iniziato” (stop zuccheri grano latte uova etc) da un omeopata, che però ha risolto solo parzialmente i miei problemi………

Mi raccomando aggiorna sempre il tuo sito!

PS: anche io ho problemi intestinali ma non so come risolverli (ho visto che tu suggerisci di mangiare le radici ((tra l’altro credo di essere yin)) ma non so bene come riuscire ad equilibrare i cibi!!)

PS2: scusami per la domanda tecnica ma il miso d’orzo comprato in UPM posso conservarlo a temperatura ambiente una volta aperto il barattolo?? e poi che quantità??

PS3: preciso ancora che ad oggi a casa cerco di mangiare riso integrale, carote, cipolle, aglio, farro, mais, kamut, malto, pochi legumi, pesce, carne selvatica e qualche volta pollo, tacchino o gallina del contadino), olio girasole, the bancha.

Grazie

r.

I-Hate-To-Cookbigfaceweb

Ciao R., grazie per l’apprezzamento di quanto vado dicendo sulla Macrobiotica, sulla quale per fortuna non c’è unanimità di vedute e per questo la materia è sempre viva e frizzante, per me che l’ho conosciuta, principalmente, come allievo di René Levy.

L’omeopata, che ti ha iniziato all’importanza del cibo per la salutogenesi, è una persona molto in gamba, ne sono certo, perché non si è limitato a curarti con i soli suoi strumenti ma ti ha anche suggerito la strada del cibo naturale come pharmacon (il cibo è medicina). Non poteva fare ancora di più: insegnarti persino a cucinare macrobioticamente. Quindi si è limitato a qualcosa che, purtroppo, è uno dei peggiori battesimi per chi voglia praticare e saperne di più, in questa che è una vera e propria cultura come dici tu. Non si cambia modello alimentare iniziando con divieti, attenzioni, warning, sacrifici e NO. L’accesso a questa dimensione altra del cibo deve avvenire attraverso tutte le cose gustose, salutari e piacevoli che esso può farti conoscere e introdurre nella quotidianità e che nessuno conosce. Solo queste novità apprezzabili, poi, con il tempo riusciranno a scalzare gradualmente (ma mai completamente, perché viviamo in questo mondo…) tutte le precedenti  tipiche abitudini alimentari ormai corrotte dalla velocità, dalla mancanza di tempo, e – infine – dall’innalzamento del cibo sempre e solo sull’altare del dio Gusto (il quale da solo non è certo il dio giusto!).

ayuno-mente

La prima volta che ne ho avuto bisogno, sono andato una decina di giorni a Cuisine et Santè, una scuola di cucina e di vita,un modello alimentare diverso ti cambierà appunto la vita e... l'intestino. Per dare una svolta hai bisogno di fare qualche giorno di full immersion in "quell'altro mondo" per praticare e poi trasferire nella tua cucina quanto appreso sul campo. In seguito anche io ho frequentato, e tuttora lo faccio con soddisfazione, UPM che è un validissimo punto di riferimento per chi voglia continuare nel percorso.

Quanto al miso, si può conservare bene anche fuori del frigo per svariati giorni (naturalmente parliamo di quello non pastorizzato, da preferire di gran lunga), soprattutto se non ne fai solo un consumo saltuario. Personalmente ne ho mangiato anche con le muffe bianche che aveva prodotto fuori dal frigo (in un paio di mesi) e che ho eliminato con il cucchiaino (ma c’è un mio caro amico che si mangia pure la muffa).

Quello che mangi a casa mi sembra equilibrato, ma come lo cucini e che accoppiamenti fai? Vatti a vedere, qui sulla Home del sito, “Come me la cucino a casa”: dovresti fare un poco così, come quando vai al ristorante macrobiotico. Per casa, comunque, aumenterei i legumi e lascerei perdere tutti i prodotti di origine animale (se ne mangiano già troppi nelle occasioni conviviali fuori di casa propria), tutti tranne il pesce per due o tre volte la settimana.

Guarda post che fanno anche al caso, sul miso e… il tuo intestino!
Per non parlare del toccasana: gli insalatini.

Last but not least:  Con un intestino in disordine è difficile sentirsi “centrati”, aumenta il riso integrale biologico in chicco, ben masticato …tantissime volte.

americas-kitchen-x
DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

2 Comments

  • Giacomo

    22 Febbraio 2011 at 17:49

    A proposito di miso e di zuppe; ho iniziato da poco ad usare le alghe, veramente meravigliose con tutta la loro ‘memoria marina’… Ho letto però che il loro abuso non va bene perché troppi sali minerali (come per es. iodio) possono provocare disfunzioni visto che l’organismo non elimina quelli in più.
    Come mi devo regolare? Mi daresti qualche dritta sulle quantità settimanali, in base al tipo di alga?
    Grazie e continua così!

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      22 Febbraio 2011 at 18:28

      Ciao Giacomo,
      la vita è nata dal mare ed il sale marino (quello italiano della zona di Trapani, zona vulcanica) è il solo che uso, perché dieci volte più ricco del salgemma estratto dalla terra. Così, affianco alle verdure di terra, ci metto sempre anche le verdure di mare (le alghe) perché pure queste, come il sale, contengono venti volte più minerali e oligoelementi di quelle di terra. Depurano e proteggono efficacemente da radiazioni e inquinamenti.
      Le usano tanto anche in Europa, sono stato in Bretagna e lì i negozi di alimentari ne sono regolarmente forniti.
      Cinque o sei volte la settimana uso due o tre centimetri di wakame ammollata e tagliata, nella minestra di miso. L’alga kombu è “obbligatoria” nella cottura di tutti i legumi. 5-6 centimetri in cottura, da togliere dopo che ha ben mineralizzato i legumi, con “simpatici” effetti di diminuzione di gas intestinale.
      Se ti piacciono le alghe puoi farne uso frequente. Pensa un poco al sushi e a quanti se ne consumano: sono avvolti nell’alga nori!
      Buon appetito!

      Rispondi

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