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Ma chi è che ha un fabbisogno di 2000 calorie al giorno?

 

Ma chi è che ha un fabbisogno di 2000 calorie al giorno? E qual’è la giusta proporzione di proteine?

Ci sarebbe da scrivere un libro solo su questo frammento universale di rassegna stampa (senza tempo: la data e il quotidiano non contano sono sempre gli stessi argomenti di Matrix Alimentare).

Limitiamoci ad alcune riflessioni.

Il primo evidente problema dell’articolo è quello di usare, per farsene portatore “insano”, il linguaggio dei nutrizionisti: astruse formule biochimiche che parlano di kcal, chilo calorie, grassi e carboidrati senza che nessuno di noi, a parte le multinazionali agro-alimentari, ci capisca niente di come si calcolino! Parlano di differenti fabbisogni giornalieri  per bambini, donne anziane e sedentarie, adolescenti femmine,donne o maschi adulti non sedentari, etc e per ognuna di queste categorie c’è una diversa quantità di kcal quotidiane. Ma voi conoscete qualcuno in carne e ossa che sa arrivare a queste conclusioni prima di mettersi a tavola, magari in una famiglia dove bisogna cucinare contemporaneamente per l’adolescente, il bambino, l’adulto sedentario, la donna anziana, etc.? Inoltre, lo sapete che, anche sulla quantità di calorie non c’è neanche unanimità nel mondo scientifico, quello di medici, nutrizionisti, dietologi e molti naturopati? Gli Istituti Nazionali della Nutrizione dei Paesi occidentali, non solo non si trovano d’accordo tra loro sulle quantità giornaliere ma addirittura cambiano opinione continuamente. L’OMS organizzazione mondiale della sanità non si trova d’accordo sulle quantità con i singoli istituti nazionali e, questi tra loro, divergono anche di parecchio. Non parliamo poi di quelli che si mettono a inventare diete.  A tale proposito voglio citare le parole di condanna di questo malcostume da parte di uno scienziato e filosofo come Rudolf Steiner, ideatore della Biodinamica, colui che con ottanta anni d’anticipo ha messo in guardia dai pericoli della mucca pazza. “Riguardo alla proteina negli ultimi tempi (ma da allora le cose non sono cambiate e si continua così, n.d.r.) la scienza ha subito una gran brutta figura. Infatti, ancora vent’anni fa s’insegnava ovunque che l’uomo, per rimanere sano, deve assumere ogni giorno almeno 120 gr. di proteine. Così l’intera alimentazione era stata organizzata in modo da prescrivere i cibi che si dovevano mangiare affinché entrasse nel corpo la quantità necessaria di proteine, appunto 120gr. Oggi la scienza ha del tutto abbandonato tale opinione. Oggi essa sa che mangiando tante proteine, non solo non si favorisce la propria salute, ma si aiuta direttamente la malattia, poiché la maggior parte delle proteine marcisce (acidità, n.d.r.) nell’intestino“.

 

Volete toccare con mano quanto dico su come i nutrizionisti (tranne  per fortuna poche eccezioni) e i loro colleghi medici, farmacisti, dietologi, si rivolgono alle persone per spiegare i principi base di una sana alimentazione? Bene, nell’articolo che cito in immagine, un medico così si esprime: “…faccio un esempio prendendo come riferimento un fabbisogno di circa 2000 calorie al giorno. Per dimagrire si può proporre un taglio di 200 calorie al giorno, eliminando dolci, patatine o salatini e alcolici, insieme ad altre 200 calorie consumate in una passeggiata a passo veloce di 30-40 minuti. 400 calorie al giorno si traducono, in dieci giorni, in 4000 calorie, circa mezzo chilo

 

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Vorrei chiedere:

  • Ma chi è che ha un fabbisogno di 2000 calorie al giorno? Io, tu, noi, voi, loro??? Con la storia del fabbisogno medio (come la storia del pollo: se il consumo di polli di ogni italiano è mediamente di un animale a testa, vuol dire davvero che ognuno ne mangia uno? O non piuttosto che la metà ne mangia due e la restante parte di popolazione non ne mangia proprio?), che è una statistica, nessuno comprenderà mai la propria posizione da solo, senza l’esperto! Dove lo si scopre di avere un tale o talaltro fabbisogno? E in cosa consiste? Bisogna pagare un medico per saperlo? E dopo averlo saputo come prosegue la mia vita quando mi trovo a fare la spesa e a tavola? Non è possibile conoscere tutti questi calcoli a menadito per poterli adattare a se stessi, al figlio piccolo, al nonno, al marito in malattia! Tutti i giorni? Perché qui si propongono 2000 calorie e altrove si formulano ipotesi maggiori o minori? Dov’è la misura giusta? Se non c’è allora che razza di scienza è la “Scienza della Nutrizione (quella – tra l’altro – che pochissimi medici studiano all’università)?

La verità è che questo linguaggio criptico, di carattere esclusivamente biochimico e aritmetico, è compreso solo dagli addetti ai lavori e lascia gli altri nella più totale ignoranza. Nessun essere umano ordinario in occidente si serve quotidianamente del calcolo delle calorie per mangiare e far mangiare la propria famiglia. Così noi siamo preda di mille diete diverse, che intervalliamo tra loro o con periodi di “stoltezza alimentare”. Ma le diete, che – come amo ripetere – sono prigioni da cui evadere al più presto, sono la più grande implicita ammissione del fatto che si mangia male, poi si fa la dieta, e quindi si torna a mangiare male (effetto yo-yo)!

…e, last but not least, per favore vogliamo considerare che c’è anche dell’altro (qualcosa di più sottile) oltre alla biochimica? Cioè vitalità, energia, spiritualità, non quantificabili “scientificamente”!

Scrive Vito Mancuso.

Non guardo con sfavore al progresso scientifico, dei cui benefici godo come essere umano e le cui acquisizioni teoretiche cerco di introdurre nella mia modalità di vedere il mondo (filosofia e teologia) e di coltivare la dimensione contemplativa della vita (spiritualità). Però diffido della scienza e della tecnologia quando manifestano un complesso di superiorità culminante in una sorte di gelosa autarchia che si può riassumere così: gli scienziati hanno il potere di intervenire sulla natura umana, l’umanità si deve fidare perché grazie a loro la vita sarà migliore.

…l’ottimismo scientista non era condiviso da Einstein, secondo il quale “coloro che più sanno sono i più pessimisti”. …. Non posso non vedere il pericolo di una “società nanoscientifica” che imponga a ogni individuo uno standard di salute fisica e mentale predefinito invadendolo sin da piccolo di microorganuli, uno standard in base a cui Michelangelo e Leopardi sarebbero stati sempre di buonumore, Nietzsche non sarebbe impazzito, Van Gogh non si sarebbe tagliato l’orecchio, Tolstoy sarebbe morto tra le linde lenzuola di casa, e tutti avrebbero fatto jogging ogni mattina dopo una colazione a base di cereali americani …

 

…e Rudolf Steiner: Proprio la scienza dello spirito ha la possibilità di conoscere questi fatti materiali. Le verità scientifiche, in fondo, sono così: si viene istruiti su ciò che è da considerarsi vero o falso a seconda dell’edizione scientifica che ci capita in mano, in tal modo non si può far luce sulle cose, tra cui gli alimenti, che entrano nel campo dello spirito.

 

 

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NON CONTANO SOLO LE QUANTITÀ DI CALORIE MA PURE LA LORO QUALITÀ ANIMALE O VEGETALE

 

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