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Omega 3, acidi grassi che fanno bene! Oppure no?

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Fanno bene, anzi no! la grande querelle sugli omega 3 e altri acidi grassi

Da protagonisti assoluti, quasi miracolosi, per il benessere dell’ individuo, gli omega 3, i grassi che derivano dai pesci, da qualche tempo sono sospettati di essere elementi di dubbia efficacia. Addirittura pericolosi per la salute degli uomini ma non delle donne.

Quindi… eh eh eh … studi “scientifici” recenti hanno messo in dubbio l’assoluta santificazione, creata da altri studi “scientifici” sugli omega 3, di cui  i nutrizionisti si riempiono la bocca (e la vogliono riempire a noi…eh eh)!

La scienza non solo non riesce a vedere il cibo nella sua integralità, in quanto carote, fagioli, riso, pasta,cavoli, ma solo nelle sue componenti biochimiche, ma addirittura poi, quando “scopre qualcosa” come la indiscussa “bontà” degli omega 3, non è neanche d’accordo con se stessa! Un poco come la storia dei neutrini, della velocità della luce e di Einstein, vi ricordate?

 

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Rudolf Steiner, che sapeva essere molto spiritoso ed ironico, già scriveva (quasi 100 anni addietro): Se al giorno d’oggi la Scienza è così poco reale, ciò avviene perché essa in realtà si è sviluppata escludendo da sé la vera natura umana. In ambito accademico si diviene sempre Libero Docente, poi Professore Straordinario e in seguito Professore Ordinario. Gli studenti in genere dicono “Un Professore Ordinario non sa niente di straordinario e un Professore Straordinario non sa niente di ordinario. Gli studenti avvertono ciò, signori miei. E così continua il solito tran tran.  …  Le persone mi domandano: E’ meglio non bere alcol o è meglio berne? E’ meglio essere vegetariano o è meglio mangiare carne?  Di solito non dico mai ad una persona se essa debba smettere di bere alcol e se debba mangiare vegetali o carne, faccio notare, faccio invece notare gli effetti dell’alcol, le presento semplicemente in che modo esso agisce sull’organismo, poi essa può decidere di berlo o meno. E lo stesso faccio con chi mi pone la questione del mangiare vegetali o carne. Ad essi dico: La carne produce in voi questo effetto, i vegetali quest’altro”. La conseguenza di ciò è che le persone hanno la possibilità di decidere da loro.

 

La Scienza della Nutrizione non è  interessata ad usare il macroscopio ed a portare un focus per vedere nel cibo anche il fattore spirituale, energetico, invisibile agli occhi dell’analisi biochimica che guida la conoscenza di nutrizionisti, dietologi, medici, dietisti, con le dovute eccezioni. Ad essi non interessa portare un focus, parallelo a quello scientifico, sull’origine spirituale del cibo, ma ne vede solo la compagine materiale. Questa visione parziale del cibo produce mostri, mostri di materialismo, come quando si continua ad affermare che “noi siamo quello che mangiamo“, lanciata per primo dal filosofo principe del materialismo Feuerbach.. Provate a chiedere a chi scrive e divulga questi fattoidi, cosa voglia dire l’espressione stessa. Fatevela spiegare con esempi pratici. Sentirete facilmente risposte farfuglianti.

 

 

 L’approccio scientifico-riduzionista alla nutrizione sa prendere in considerazione solo i componenti biochimici del cibo e non sa vedere altri fattori , intangibili e sottili, quali la qualità vegetale-animale dell’alimento, la sua forma, il colore, l’aroma, il gusto, la struttura, la direzione di crescita, il clima o la stagione d’origine, tutte qualità che restano estranee per giudicare dell’adeguatezza di ciò che mettiamo nel piatto.La mente orientale invece, con il suo approccio sistemico, attribuisce molta importanza a tutti questi fattori ed al ruolo che essi svolgono nel loro contesto, nelle loro proporzioni e nei rapporti reciproci così come la Natura li ha originati.La più eclatante incongruenza della Scienza (della Nutrizione) è che non si parla di cibo se non indirettamente, come denuncia Pollan, ma solo di componenti contenute nei vari alimenti. Così a farci bene o male sarebbero solo le componenti e non i cibi stessi. Non si parla di pomodoro, ma si dice che contiene il licopene che è un potente antiossidante efficace in caso di tumore alla prostata. Non si dice quali sono gli effetti del pomodoro inteso come sistema, come microcosmo, quando incontra il microcosmo che siamo noi passando per il lungo tubo che va dalla bocca all’ano!
homer

 

4 Comments

  • Barbara

    2 Luglio 2014 at 15:24

    Come ti dicevo su FB ho appena finito di leggere il libro “Tous gros demain” di Pierre Weill, nel libro l’approccio è scientifico, spiega nel dettaglio tutto quello che succede a livello microscopico, ed è la parte meno interessante, ma ma ma… per una mente poco aperta ad altre visioni, ci sono comunque delle scoperte da fare… Per esempio l’autore si rifiuta di spiegare al lettore dove trovare questi omega3, ma spiega bene i meccanismi che hanno fatto vacillare l’equilibrio omega6/omega3 nella dieta moderna (analizzando per esempio certi cibi industriali come i biscotti etc.), un capitolo molto interessante è quello dove bacchetta i medici che consigliano ai malati di mangiare cibi come il salmone, spiegando che oramai anche gli animali sono allevati con il cibo sbagliato e quindi non hanno più il giusto equilibrio 3/6, a partire dalle uova, fino al latte delle mucche, ci racconta dell’importanza dei semi di lino nell’alimentazione animale che non vengono più forniti come si faceva tradizionalmente… Insomma un approccio “classico” ma che fornisce spunti di riflessione interessanti, personalmente non consumo carne e pesce, ma avevo trascurato negli ultimi mesi certi cibi che di solito usavo (semi e olio di canapa, olio di lino, avocado) e ora ci ho “ripensato”, anche perché diciamocelo: sono buoni! 🙂

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    • Andrea Biggio

      2 Luglio 2014 at 21:57

      Ciao cara Barbara,
      grazie per questo contributo. In effetti, constatare delle aperture verso queste riflessioni da parte della scienza ufficiale lascia speranze! Non conosco Weill.
      …che belle insalate piene di avocado, d’estate: mi piace molto. Mia moglie lo usa anche per spalmarlo sul pane al posto del burro…

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  • Barbara

    3 Luglio 2014 at 15:26

    L’avocado è buonissimo, anche noi lo mangiamo regolarmente, di solito metà a testa, lo apriamo in due e nel cavo ci mettiamo un po’ di tamari e un po’ di olio di canapa… mi fa quasi arrabbiare quando apri la bocca per dire “avocado” e subito ce n’è uno che salta fuori “Eh sì, ma è grasso”, grrrrr… 🙂 vecchi cliché duri a morire… tra l’altro l’avocado è uno di quei cibi che ti dicono da soli quando smettere di mangiarne talmente da soddisfazione. 😉

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    • Andrea Biggio

      4 Luglio 2014 at 10:49

      …quelli che dicono che è un grasso e quindi lo evitano sono per lo più mangiatori tremendi di grassi animali. È vero che è un grasso ma si tratta di sceglierli i grassi da usare. Il macrobiotico batte invece maggiormente sul fatto che è un frutto tropicale estremamente yin e quindi da mangiare non continuamente…ma con l’estremo yin personalmente ho ancora un rapporto fatto di tentazioni e trasgressioni …

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