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Pane bianco, pane integrale, crackers, pasta, prodotti da forno.

 

 

 

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IL PANE QUESTO SCONOSCIUTO

 

Due notizie interessanti in una: i mass media, e segnatamente un autorevole quotidiano del Paese, cominciano ad occuparsi con una certa competenza di sfatare alcuni luoghi comuni dell’alimentazione, questa volta riguardanti pasta e pane che noi italiani idolatriamo troppo e dei quali abbiamo già scritto. E lo fa, citando due scienziati, tra i pochissimi oggi esistenti in occidente, che hanno compreso il problema della eccessiva presenza nella nostra nutrizione dei prodotti raffinati: Michel Pollan e Franco Berrino, che in questo blog sono di casa sin dalla nascita.

 

Di seguito riporto un estratto della notizia.

 

La maggior parte degli elementi venduti come integrali in realtà non lo sono. E certamente non sono salutari. Da anni la legge permette questi prodotti ingannevoli e, per giunta, più costosi di altriUno dei fondamenti della prevenzione alimentare dalle “malattie del benessere”, secondo molti nutrizionisti, consiste nell’evitare gli alimenti raffinati industrialmente, soprattutto quelli fatti con farina 00. Come scrive Michael Pollan, questa farina è il primo alimento industriale della storia. …

“Quel finto pane integrale è il peggio del peggio” commenta Franco Berrino, uno dei pochi medici che ha approfondito il rapporto fra alimentazione e tumori. “È doppiamente dannoso, in quanto provoca l’indice glicemico alto della farina raffinata e l’effetto dannoso della troppa crusca, che è quello di ridurre l’assorbimento del ferro e del calcio. La farina 00 ha avuto successo, nonostante non sia buona e non sappia di niente, perché si conserva indefinitamente: nessuna farfallina sarebbe così stupida da andare a deporre le uova in una farina 00, non potrebbe vivere senza nutrienti. Mentre una farina integrale è più “golosa” ma dopo alcuni mesi è rancida. …

 

 

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Adesso, vorrei allargare il discorso, non tanto per far comprendere ai lettori che  – anche quando i medici e i nutrizionisti, con la loro visione esclusivamente biochimica del cibo, dicono cose giuste ed utili – essi invero tralasciano sempre il grande tema dell’energia e della vitalità del cibo.

Vediamo, dunque, cosa si può aggiungere al suddetto discorso, sacrosanto, del pane e dei prodotti da forno in genere. Gli alimenti possiedono una loro vitalità, loro forze, che ci vengono trasmesse quando li mangiamo e che permangono anche dopo che tale cibo si è smaterializzato nel corpo. Ci sono forze (tra le altre) espansive-rinfrescanti e, all’opposto, contrattive-riscaldanti.

 

Il pane è una combinazione sia della vitalità-energia del cereale e dei suoi nutrienti (proteine, carboidrati, etc), sia dal tipo di energia impressa all’alimento dallo “stile di cottura“, il forno nel nostro caso. I prodotti da forno, tutti indistintamente, sono secchi e tendono a creare condizioni di contrazione nel corpo o a rendere parossistico uno stato di contrazione preesistente. La cottura al forno, da una parte, ed il cibo crudo, dall’altra parte, sono i due estremi di un ventaglio di possibilità di cottura del cibo, che vanno variati ed alternati proprio come si fa con i cibi in quanto tali.

Per capire come funziona questa cosa che vi sto dicendo, mi servirò di un paradosso (Umberto Eco sostiene giustamente che il paradosso è veicolo di verità). Provate a mangiare (personalmente l’ho fatto per ben comprenderne la dinamica) per qualche giorno  solo pane, del migliore, il più sano integrale e biologico che ci sia in circolazione, magari fatto in casa da voi stessi e senza lievito ma con pasta madre. Potrete bere solo acqua a volontà (c’è stata molta gente che è andata avanti a pane e acqua per diversi motivi, nella storia dell’umanità) e basta. Dunque pane, energia contrattava-yang, ed acqua, energia espansiva-yin.

La caratteristica delle due energie polari è che la prima permane a lungo nel corpo e nel suo profondo (yang), mentre la seconda viene presto dispersa (yin).  L’eccesso di cibi yang (come sono quelli animali) tendono a permanere nel corpo in profondità, creare accumuli, indurimenti, stagnazioni ed altro ancora. I cibi possono essere yang sia per loro natura che per lo stile di cottura con il quale sono preparati, per es. forno e grill.

Conclusione: non esageriamo con il pane (frumento) tre volte al giorno e sostituiamolo con altri tipi di cerali che potremo cuocere noi stessi, non solo al forno, ma anche in pentola. Tutto qui.

 

 

Ci sono anche altri cereali, oltre al frumento! Sappiatelo!

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4 Comments

    • Andrea Biggio

      15 Febbraio 2012 at 08:23

      Ciao Rocco, non sono per un’alimentazione fatta di divieti, no, ma, però, etc. Dunque è con il nuovo che si possono accumulare, pratiche in cucina e teoriche con libri e corsi, una serie di conoscenze che, una volta acquisite, scalzano lentamente le vecchie abitudini. In questo modo, se mi preparo una serie di pasti in cui per esempio ho il tortino di miglio come cereale oppure un buon riso alle verdurine, in quell’occasione il pane è ridondante.
      Io ho il pane in casa, ma lo tengo in frigo perché mi duri una quindicina di giorni (quello buono, naturalmente): ogni tanto, poiché piace molto anche a me, ho l’occasione di mangiarlo con piacere. Variare e scoprire…

      Rispondi
  • Arale

    4 Giugno 2014 at 23:11

    Ho sentito parlare (ma non ho ancora mai assaggiato) del pane cinese cotto a vapore.
    Va bene, è sempre a base di farina, ma la cottura così distante dal caldo secco del forno potrebbe renderlo meno ‘squilibrato’ dal punto di vista energetico?

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      8 Giugno 2014 at 13:34

      E’ proprio come dici tu! L’energia del forno è molto pesante (yang) e non bisogna esagerare: pane, biscotti, crakers. Nuoce – se troppa – al fegato, che predilige foglie verdi ed energia più lieve! Il pane cotto a vapore -anche pur sempre di farina – almeno non ha questo inconveniente.
      Appena posso faccio un post più articolato, con riferimento a questo tuo commento.

      Rispondi

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