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Pazienza e tenacia. Solstizio d’inverno. Rudolf Steiner e I Ching.

 

 

Chi vuole precedere si smarrisce e perde la strada; chi segue, con pazienza e tenacia, trova una direzione durevole…

Il solstizio d’inverno, 21 dicembre, la giornata più corta dell’anno. L’oscurità giunge al suo massimo e la natura ci sembra al minimo della sua attività, ma in effetti l’energia viene conservata e concentrata nella terra. “Sotto la neve pane” recita un antico proverbio popolare: il ciclo vitale è perfettamente funzionante. Mai come in questo periodo dell’anno troviamo tanta varietà di verdure di stagione. E’ l’inizio delle feste più care a molti popoli: feste come il Natale, Capodanno, Epifania e Carnevale, che rappresentano nella stagione invernale un punto simbolico di svolta (dopo il 21 dicembre le giornate ricominceranno ad allungarsi), non soltanto nella tradizione cristiana (nascita del Cristo) ma anche negli usi delle preesistenti festività pagane e degli antichi riti della rinascita. Subito dopo il solstizio, il 22 dicembre il Sole entra in Capricorno per restarvi fino al 20 gennaio. Il Capricorno è un segno di Terra, femminile, è il più profondo di tutto lo zodiaco, è cardinale perché legato alla notte più lunga dell’anno, momento a partire dal quale la luce torna a crescere e pochi giorni dopo inizia un nuovo anno, una nuova vita… Una “nuova luce” ci collega maggiormente alla spiritualità ed alla vita interiore.

 

L’esagramma del mese: Lo Slancio Ricettivo

 10 – dicembre/gennaio – “Chi vuole precedere si smarrisce e perde la strada; chi segue, con pazienza e tenacia, trova una direzione durevole

Nella sequenza del Calendario, dopo il 23, L’Usura, Lo Sgretolamento, è il tempo dell’esagramma n°2 Kun, Slancio Ricettivo: le linee yang dei mesi precedenti sono state completamente scacciate verso l’alto da quelle yin cresciute dal basso.

 坤

坤 Kun è un ideogramma che viene usato per indicare: la terra, intesa come superficie del globo terrestre; femmina, femminino, virtù femminili; risposta alla chiamata; luna, moglie, madre.

E’ la donna, la femmina. E’ il suolo che nutre. La disponibilità. La souplesse. Il riposo. L’interiorizzazione. La fedeltà. La protezione. La pazienza.

E’ rappresentata la piena forza Yin, tipica della terra capace di sostenere tutte le forme di vita. Non si tratta di qualcosa semplicemente femminile, negativa e passiva, come oggi si tende comunemente a credere e considerare. Questa energia yin è, al contrario, “attivazione” di qualità tipiche della donna: di accettazione, di relazione, di disponibilità, di cooperazione, di comprensione, di ascolto. E’ un’energia vasta, feconda, paziente e tollerante. Ci sono tutte le capacità di nutrire, sostenere, adeguarsi. C’è una funzione di completamento. E’ disponibilità, è consentire, è adattabilità alle circostanze, tutte caratteristiche femminili tipiche.

Perciò è detto, a chi intende intraprendere qualcosa: “Chi vuole precedere si smarrisce e perde la strada; chi segue, con pazienza e tenacia, trova una direzione durevole”. Ci sono momenti nei quali siamo tentati inconsciamente di prendere le cose di petto, di prendere iniziative, di essere “tutto yang”, di agire “sul” mondo senza aprirci a lui: ciò produce un blocco. La soluzione può trovarsi nel saper essere “yin”, nel permettere al movimento del mondo di portarci, appunto … di seguirlo!

Malintesi occidentali, incoraggiati anche da una certa parte della storia cinese che ha relegato la donna ed il femminile in posizioni di inferiorità e subordinazione all’uomo, tendono ad associare valori di positività allo yang (e al maschile) e negatività allo yin (e al femminile). In tal modo la società contemporanea ha purtroppo favorito costantemente ciò che è yang a scapito di ciò che è yin e, di conseguenza tra le altre cose, la conoscenza razionale e scientifica (più maschile e razionale – emisfero sinistro) rispetto a quella intuitiva ed emotiva (più femminile e poetica – emisfero destro). Ma nella mente umana, come nel cosmo, il razionale e l’intuitivo, lo yang e lo yin, il maschile ed il femminile, sono forze complementari in cui una delle due può essere più o meno prevalente rispetto all’altra, ma mai sola. Per i cinesi gli opposti non si escludono a vicenda ma si implicano ed ognuno è il segreto dell’altro.

Pertanto ciò che è yin o yang non è né bello né brutto, né positivo né negativo, perché il focus va spostato piuttosto sull’espressione di un equilibrio/squilibrio dinamico di queste due forze primordiali e sempre complementari tra loro. Infatti, quando i cinesi antichi distinguevano lo Yin/Yang come negativo/positivo, constatavano soltanto delle qualità complementari inscindibili e sempre compresenti e prevalenti in diverso modo l’una sull’altra, nonché leggi naturali (legge delle polarità e legge d’analogia) presenti in ogni fenomeno, ma non esprimevano mai giudizi di valore su tali forze elementari.

 

Le Stagioni in Antroposofia: Inverno.

Il corso dell’anno davanti all’anima, quale cammino attraverso gli elementi, terra, aria, acqua, fuoco, e le trasformazioni con cui queste forze primordiali si rendono attive e vengono vissute in diverse forme nell’Essere Umano, così come nella Natura e nel Cosmo.

 

“LE COSE DI PER SÉ NON RAPPRESENTANO NULLA, SE NON NELLA SUCCESSIONE CON CUI SI RIFERISCONO L’UNA ALL’ALTRA”: RUDOLF STEINER

 L’inverno è la stagione di Gabriele. E’ importante vivere le stagioni in modo non solo esterno ma anche animico affinché, come scrive Rudolf Steiner, l’uomo partecipi interiormente allo svolgersi del corso dell’anno. In questo periodo che segue il solstizio d’inverno siamo passati dall’autunno all’inverno, da Michele a Gabriele: è finita la fase di crescita esteriore ed è iniziata la fase di crescita interiore che porterà in primavera alla rinascita. L’autunno è stata la stagione di Michele: il calore dell’estate, elemento primigenio della nostra evoluzione, inizia il viaggio di ritorno all’interno della terra, per permettere al seme caduto nel suo seno di mantenersi durante l’inverno allo scopo di rigenerare nuovamente in primavera. E’ in autunno che Michele ha cominciato la sua discesa affinché le sue forze arrivino poi a compenetrare completamente la terra nella stagione primaverile, quella del rifiorire. Mentre il ciclo avviato dalla primavera (Raffaele) è “dalla vita alla morte” (è un tempo in cui siamo tutti proiettati fuori di noi, all’esterno), il ciclo che è cominciato con Michele, in autunno, è “dalla morte alla vita” (ritorniamo dentro, su noi stessi e nella nostra interiorità, per poi rinascere “a nuova vita”). E l’inverno appartiene a questa polarità, è la stagione di Gabriele, l’Arcangelo del Natale “che tesse nelle nubi invernali e nella bianca veste di neve”, e che è preposto a portare nell’uomo (successivamente, durante l’estate che arriverà) tutte le forze della nutrizione. L’importanza di Gabriele è, dunque, basilare perché presiede alle forze del nutrimento, dalle quali poi si sviluppano le forze del risanamento (Raffaele), quindi le forze spirituali del pensiero (Uriele) e, infine, le forze di movimento (Michele). L’alimentazione è la base perché l’intero ciclo prenda avvio! Steiner sottolinea ripetutamente che bisogna riconoscere l’importanza propulsiva ed iniziatrice delle forze di Gabriele (nutrizione) e che quindi “occorre volgere lo sguardo alla trasformazione che le sostanze esteriori subiscono nel sistema nutritivo” perché “le forze nutritive metamorfosate sono forze risanatrici”. “Chi comprende bene la nutrizione comprende l’inizio del risanamento!” conclude Steiner. Il dottor Ehrenfried Pfeiffer, a Dornach, una volta chiese a Rudolf Steiner: “Perché nell’epoca attuale le persone sono incapaci di evolversi e di agire in accordo con tutto quanto hanno imparato e con ciò che sembrano conoscere?”. Steiner rispose: “Questo è un problema di alimentazione…”.

 

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