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Tre ricette per la prima colazione, fissità/malattia o varianza/salute?


Fissità e malattia o varianza e salute?

Cosa mangiare e/o bere la mattina appena svegli?

E poi a mezza mattinata?

Questo è il dubbio esistenziale che, con più frequenza, mi viene manifestato e per il quale mi si chiedono pareri e suggerimenti. In genere tali dubbi e curiosità vengono soltanto da chi, con consapevolezza, ha cominciato a interrogarsi sul senso di fare colazione per tutta la vita con caffè, cappuccino e brioscia: la massima fissità riscontrabile nelle abitudini alimentari di noi italiani. Che bello che, da svariati anni, me ne sia liberato!!! Si tratta infatti di cibi che fanno davvero male e che, l’energia, la tolgono quando la loro assunzione è continua e non solamente saltuaria oppure occasionale. Male fanno, la mattina, anche tutti quei prodotti industriali da forno, secchi e pieni di grassi, specie se in buste comprate al supermarket.

 

Tempi-moderni

Bevete a colazione e non solo  tè bancha, tè verde, tè Mu, diversi tra loro e adatti ad ottenere effetti diversi.

Bene sarebbe portare delle novità come creme di cereali e puddings, e bevendo, quando se ne ha voglia caffè d’orzo e cappuccino protestante (come l’ho battezzato nel mio libro), cioè latte d’avena o di riso aggiunto al caffè d’orzo stesso.

Se per la prima colazione non si può fare a meno del prodotto da forno, comprese le fette biscottate, almeno preparatevi dei dolci in casa, senza burro, senza zucchero, senza latte vaccino, senza uova e, possibilmente, senza lievito.

La cosa migliore sono le creme di cereali, ottenute o dal chicco già cotto oppure dalla farina. Le amo moltissimo e le intervallo ai dolci da forno che preparo. Altre volte mi accontento di gallette con marmellata (senza zucchero) spalmata sopra. C’è chi ci mette pure uno strato di Tahin (è sempre un burro, ma di sesamo) sotto la marmellata.

La cosa originale e più salutare per la prima colazione sono i cereali in chicco rimasti dalla cena precedente, implementati la sera, prima di andare a letto: più sul salato (con verdure aggiunte) o più sul dolce secondo i gusti. Per esempio aggiungendo, a fantasia, alcune tra le seguenti opzioni: uva passa, granella di mandorle, pezzi di frutta secca o fresca, semi tostati, muesli, un cucchiaio di marmellata, fiocchi di mais o avena, un poco di latte di riso o avena, qualche cucchiaio di succo di mela, castagne secche già ammollate, e sempre una presina di sale. Aggiungendo infine acqua q.b. perché durante la notte gonfi e il giorno dopo si possa far cuocere una ventina di minuti e mangiare calda. Basta scegliere le composizioni più gradite. Evitate di dolcificare ulteriormente, sia pure con malto di cereali: già è sufficiente tutta questa varietà di bontà (se fate i capricci per il proprio dolce metteteci pure il malto…!!!).

Ricordate che una crema di cereali veloce si può fare direttamente con i fiocchi, se desiderate ottenerla rapidamente.

C’è molta gente che non usa fare la prima colazione: questa abitudine conferma che due pasti equilibrati al giorno sono sufficienti e che gallette di riso (al sesamo, come piacciono a me) possano fare al caso la mattina o il pomeriggio quando si ha un languorino.

Altri amanti della cucina naturale e macrobiotica spesso la mattina mangiano il resto delle zuppe e verdure della sera prima, anche la minestra di miso.

 

Tre ricette per la prima colazione,

fissità/malattia o varianza/salute?

 

PORRIDGE D’AVENA

Ingredienti: 1 tazza di fiocchi d’avena, 2 tazze d’acqua, 1 cucchiaio d’uva sultanina, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio di malto di riso o mais. Preparazione: Unire gli ingredienti tranne il malto e portare lentamente a ebollizione. Cuocere una decina di minuti fino a ottenere una bella crema, cui aggiungere alla fine il malto.

COUS COUS ALLA FRUTTA SECCA

Ingredienti: 1 tazza di cous cous integrale (ottimo di kamut o farro), 2 tazze d’acqua (o una e mezza se preferite più denso),qualche prugna o albicocca secca, semi tostati di girasole q.b., i cucchiaino di malto di riso o mais, 1 pizzico di sale. Preparazione: Portare a bolloro l’acqua salata e versarci il cous cous, coprire e cuocere tre/cinque minuti a fiamma minima con spargifiamma. Aggiungere la frutta secca tagliata a pezzetti e cuocere altri 5 minuti. Lasciare quindi riposare un quarto d’ora coperto e servire aggiungendo i semi e il malto.

CREPES

Ingredienti: 1 tazza di farina di grano saraceno, 1 tazza di farina “0”, una presina di sale fino marino, 1 tazza di latte di riso alla vaniglia, 1 tazza di succo di mela, 1/4 di tazza di olio di mais (quello che serve per i dolci), 2 cucchiaini di cremortartaro (il lievito in polvere per dolci usato dai nostri nonni), creme o marmellate dolci da spalmare a piacere. Preparazione: mescolare le farine in una ampia scodella, con sale e lievito. In altra scodella versare il latte di riso, il succo di mela, l’olio di mais e frullarli. Unire quindi dopo i contenuti delle due scodelle fino ad ottenere una specie di pastella densa. Riscaldare una padella, possibilmente di ghisa (sono così quelle in cui si preparano le crêpes) , a fuoco medio e spennellare il fondo di olio. Versarvi sopra un mestolo di pastella (proporzionale alla padella) in modo che si formi uno strato sottile, farlo cuocere da ambo le parti fino a doratura, e fino al formarsi delle tipiche bollicine. Servitele calde spalmate di crema o marmellata, arrotolate a cilindro oppure piegate in quattro.

Buona prima colazione e…

8 Comments

  • Giacomo

    15 Dicembre 2010 at 10:04

    Ciao Andrea. Questo post è quasi provvidenziale visto che proprio in questi giorni sto cercando di scoprire nuovi modi di fare colazione. Allora mi son buttato e ho comprato il latte di mandorla, di miglio e d’avena e ho già iniziato con gli assaggi. Poi lo zucchero integrale, primo passo verso il malto, e un muesli di cereali. Ecco la domanda: questo latte che ho comprato è tutto UHT, e a quanto ho capito è come un succo di frutta industriale, cioè completamente morto… Non farà male come il succo…ma allora è poco più di acqua colorata… Che ne pensi? Bisognerebbe comprare solo quello fresco? Oppure addirittura farselo da solo?
    E te come ti regoli per la colazione?
    Attendo impaziente e ti ringrazio.
    Giacomo

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    • Andrea Biggio

      15 Dicembre 2010 at 20:53

      Certamente, come tutte le cose industriali, anche al latte di cereali in tetrapack va pagato un tributo (minore se è quello “fresco” che i negozi bio tengono nel frigo e che ha tempo di conservazione minore).
      Leggi qui:

      Il latte, se si può, bisogna mungerlo in casa:
      LATTE DI RISO
      – Ingredienti: un volume di riso bio integrale in chicco (per esempio una tazza) e 11 volumi di acqua + pizzichino di sale.
      – Preparazione: mettere il tutto in pentola a pressione e aspettare, con fiamma al minimo, una mezz’oretta dal fischio. Non riempitela troppo: il latte potrebbe gonfiare e fuoriuscire un poco. Quando è pronto aggiungete (facoltativo) un cucchiaio di malto di riso (o di mais). Se volete ottenere una bevanda che contenga più calcio del latte vaccino aggiungete, nella cottura, un cucchiaio di semi di sesamo! Una bomba di calcio e dolcezza favolosa. Altro che latte e formaggi che provocano osteoporosi…!

      Rispondi
  • Jane

    23 Ottobre 2012 at 14:44

    Finalmente un bellissimo blog con tutte le spiegazioni alle mie tante domande!!! Mi stupisco anche di me stessa, perché da quando seguo la macrobiotica, scandaglio internet come una disperata, e ci sono arrivata solo ora. Complimenti davvero!!
    Anche io ho spesso difficoltà a pensare la colazione adeguata alle mie esigenze, finalmente sono arrivata ad un compromesso: gallette integrali e marmellata senza zucchero, fatta da me, con la frutta che parla da sola e gelificante naturale, oppure il riso integrale soffiato. Latte di riso o vari tè macro.
    L’unica cosa che mi lascia perplessa sono i cereali in fiocchi (integrali, bio etc.), spesso, specialmente dalla gravidanza in poi, mi danno una sorta di acidità, tutti, specialmente l’avena, e non riesco a trovare un’alternativa, quindi li ho abbandonati… È una cosa soggettiva o c’è una spiegazione più concreta?
    Grazie mille!!!

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    • Andrea Biggio

      23 Ottobre 2012 at 20:31

      Beh, grazie davvero a te! Sei molto gentile ad offrirmi un feed back a quello che scrivo. La macrobiotica, per me, è una direzione più che una destinazione!
      Le colazioni sono infinite. prossimamente ci ritorno, visto l’interesse che manifestate, anche su FB, per l’argomento. Quanto ai cereali proverei il miglio, l’unico alcalinizzante: lo trovo davvero buonissimo e lo suo con più volumi di acqua per farne una cremina che arricchisco con le cose che descrivi come piacevoli per te.

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  • Michela

    20 Agosto 2014 at 16:06

    Vorrei chiederle un approfondimento sulla colazione con i cereali in chicco; ho provato, seguendo i suoi consigli, a fare colazione con del farro decorticato già cotto lasciato in ammollo tutta la notte con dell’acqua e poi fatto bollire il mattino seguente; mi è rimasto un po’ gommoso…forse non è il cereale più adatto…quale si presta maggiormente per questa ricetta? Come consiglia di fare la crema di cereali? Pentola a pressione o no? Meglio frullarla o passarla con il passaverdure? Un’ultima domanda…ha qualche ricettina per una merenda/colazione per chi vuole evitare gli estremi e stare più possibile “al centro”, per cambiare dalla frutta cotta e la crema di cous cous? Grazie per l’attenzione

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    • Andrea Biggio

      27 Agosto 2014 at 18:20

      Gentile Michela,
      le competenze di cui si dovrebbe impadronire riguardano i cereali, le loro differenze e gli stili di cottura, sia del chicco che del fiocco. Tanti cereali vanno bene, oltre al riso, il miglio e l’avena. La crema di cereali è fatta in maniera diversa dalle singole scuole di cucina. Per la crema di cerali vale il discorso di sopra: le necessita un corso di cucina mirato a queste preparazioni. Per le colazioni, alcune mie ricette sono postate nel blog; altre ne posterò in seguito: l’importante è variare!

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  • Michela

    29 Agosto 2014 at 15:48

    Grazie, un corso ben fatto è proprio quello che sto cercando. Ne ho fatti alcuni, ma con punti di vista diversi e io, da apprendista, non riesco ancora a tirare fuori una personale visione d’insieme…

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    • Andrea Biggio

      31 Agosto 2014 at 12:09

      E’ proprio una visione d’assieme, ben assimilata, il centro del cambiamento. Nella mia personale esperienza questa non puà essere acquisita semplicemente frequentando dei corsi di cucina mirati . E’ necessaria una full immersion nelle radici macrobiotiche per poi addentrarsi nell’albero complesso e semplice al tempo stesso, che noi vorremo coltivare. Una valida full immersion iniziale no può essere inferiore ai 10 giorni, tempo minimo ed utile perché il plasma del sangue (il cosiddetto terreno) possa ricambiarsi totalmente.

      Rispondi

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