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Primavera:il Fegato comanda le funzioni muscolari e da la possibilità di andare e venire liberamente, il più lontano possibile, nella coscienza e nell’inconscio, nell’immaginario, nel sonno e nei sogni.

 

Il Fegato non sopporta le limitazioni, vuole sentirsi libero di “andare e venire”. Questa è la sua funzione, andare e venire liberamente, agevolmente, con souplesse, in libertà, senza ostacoli, il più lontano possibile, fino all’estremità delle branche e delle radici. Andare e venire permette di veder chiaro e lontano, proprio come fa il generale degli eserciti che vincono le battaglie prima ancora di averle combattute. Andare e venire consente di stabilire un “piano”, di erigere le difese; di stoccare e costituire riserve; di eliminare rifiuti, di drenare ed epurare; di appianare e regolare il Qi (il soffio, l’energia vitale), il sangue, i liquidi, le emozioni e i sentimenti.

Andare e venire implica movimento: il Fegato comanda le funzioni muscolari e da la possibilità di andare e venire liberamente, il più lontano possibile, nella coscienza e nell’inconscio, nell’immaginario, nel sonno e nei sogni.

 

Il Fegato (Legno) è indissociabile dal Polmone (Metallo), così come lo sono “le andate e le venute e le entrate e le uscite”, “le primavere e gli autunni”. Il Fegato è l’oriente, l’est, la primavera che esprime l’individualità (ipseità) del vivente, la continuità tra visibile e invisibile. Il Polmone (Metallo), l’autunno, l’ovest, l’occidente, implica, invece, la discontinuità e l’alterità. La Medicina Tradizionale Cinese -MTC porta su questa coppia di organi due sguardi sulla vita, come le linee Yang, continue, e Yin, discontinue, del Yi Jing (I Ching): Dr. Jean-Marc Kespi, L’HOMME ET SES SYMBOLES (ed. Albin Michel).

Kespi spiega come l’insieme Legno-Metallo sottolinei l’ipseità (non l’altro da sé) e l’alterità (l’altro da sé), la continuità e la discontinuità inerenti a tutti gli esseri, meccanismi e fenomeni della vita. Al Legno, all’est, all’oriente, alla primavera è legato un significato di continuità tra l’invisibile del nord ed il visibile esuberante del sud, la sorgente originale invernale, al nord, legata all’Acqua, ed il fiammeggiare del Fuoco, in estate ed al sud, tra il luogo da dove si viene e quello dove si va, tra il fondo della valle e la sommità della montagna. Qui vi è una ipseità (nessun altro che). In questa continuità, sostenuta dalla energia primaverile che spinge alla crescita, è importante andare e venire liberamente, con facilità e souplesse, dalle regioni le più profonde alle estremità le più lontane, per mezzo del Qi, del Sangue, dei muscoli, della vista, dell’immaginario. Questa continuità-ipseità definisce bene tutte le corrispondenze del Legno. Al Metallo, a l’ovest, all’occidente, all’autunno (stagione in cui il Cielo si ritira), è riferita invece una rottura, una discontinuità tra fenomeni classificati a sud e fenomeni del nord; c’è una discesa nel mondo dei corpi, incarnazione del Qi, e dunque un limite che esclude. Il Cielo si è ritirato, cadono le foglie e i frutti, l’autunno è così anche la stagione della raccolta.

 

I meccanismi afferenti a Legno e Metallo ci ricordano che noi siamo allo stesso tempo “altro” e “non altro” in una continuità e discontinuità.

 

2 Comments

    • Andrea Biggio

      13 Aprile 2017 at 15:25

      Caro Rocco, abbi pazienza ma il tuo commento me lo ero perso.
      Per la cistifellea, la sorellina del fegato, vale quanto abbiamo visto per suo fratello.
      Più nel dettaglio non saprei dirti…

      Rispondi

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