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Quelli che il calcio…

 

 

Una mia cara amica, di vecchia data, mi ha raccontato stamattina di essersi fratturata per la quarta volta negli ultimi anni (ne ha circa una sessantina) una costola. Oltre che doloroso è anche tanto fastidioso. Me ne dispiace proprio. La chiamerò Maria, in questo post, per tutelarne l’anonimato.

Nei miei anni di studio e di pratica ho appreso alcune cose importanti, conosciute della macrobiotica, sul problema dell’assunzione di calcio tramite il cibo e, di conseguenza, sull’osteoporosi.

Prima però vorrei ribadire un concetto a me molto caro, perché ne ho fatto esperienza diretta, che ho espresso dettagliatamente nel mio libro. Non sono d’accordo con quei macrobiotici che reputano che sia sufficiente affrontare la malattia solo con il cambio d’alimentazione; non sono d’accordo con medici e farmacisti che credono che tutto si possa risolvere con farmaci e chirurgie; non sono d’accordo con la “scuola psicosomatica” che conosce la realtà solo attraverso l’approccio psicologico e la parola. Anche l’omeopatia e la fitoterapia, quando si ergono maestosi nel campo della cura dei malanni umani, non mi convincono quando non si fanno implementare da altre strade.

 

In Cina, e alludo all’antichità spesso dimenticata da quel popolo, non esiste il dualismo – tutto occidentale – del “nutrire il corpo” e “nutrire l’anima-spirito”. Essi conoscono come concetto di nutrimento solo due ideogrammi, yang sheng, che significano “nutrire la vita”. La vita si nutre con le emozioni, le parole, i sentimenti, il cibo e tanto altro ancora: insomma alimentazione e stile di vita. Mangiare e alimentarsi bene assume, nella vita, un ruolo principale e primario, e più d’intervento immediato. Se sto male in qualsiasi modo, la prima cosa che devo fare è mettere in discussione la mia alimentazione e cambiarla. Quindi posso rivolgermi anche all’omeopata, al fitoterapista, allo psicologo, all’astrologo (di quelli buoni però!), all’agopuntore e così via, se necessario anche al farmaco e alla chirurgia, in extremis.

Dunque se soffro di osteoporosi, il cui probabile significato psicosomatico può essere quello dell’autosvalutazione, mi chiederò immediatamente che cosa può spingermi a svalutarmi e cosa potrei fare per migliorare la mia autostima. In secondo luogo mi chiederei cosa non va nella mia alimentazione, soprattutto se mi porto appresso – caricando le mie ossa di un surplus di lavoro – svariati chili di troppo. L’unica cosa che non farei per non assassinarmi – per come mi vivo personalmente la cosa – è quella di andare da un medico o un nutrizionista o dietologo, di quelli che ti consigliano di mangiare più formaggio e latticini per assumere più calcio per le ossa e ti imbottiscono di farmaci e/o di ore su piattaforme vibranti.

 

Quelli che il calcio…

La quasi totalità di medici e dietologi non sa, per ignoranza e arroganza, ciò che alcuni più illuminati di loro stanno, da qualche anno, cominciando a scoprire. Una delle principali cause dell’osteoporosi è l’assunzione di latte, latticini e formaggio. Sempre più studi scientifici (vedi rivista Le Scienze, novembre 2007, Il Paradosso Alimentare) accertano che la causa principale della carenza di calcio è il consumo attuale di proteine, il cui eccesso porta ad una consistente perdita di calcio anche nel caso in cui la fonte delle proteine stesse ne sia davvero ricca, come è proprio il caso di latte e derivati. Le proteine sono, in effetti, aminoacidi, che quando sono in eccesso (e lo sono se mangiate tutti i giorni prodotti di origine animale e cibi raffinati) vanno ad erodere le nostre riserve di calcio. Solo il 30% della popolazione mondiale consuma latte vaccino come regolare fonte alimentare; ed è proprio in questa fascia di popolazione che l’osteoporosi sta dilagando. L’elevato contenuto di calcio, associato ad un’alta quantità di acido ossalico dà origine a legami che inibiscono il processo di assimilazione di calcio da parte delle ossa.

Lo stesso depauperamento delle ossa si verifica con l’uso di cibi raffinati che acidificano, come lo zucchero, il pomodoro, il pane bianco, la pasta non integrale, il riso bianco, e soprattutto, ciò che il dott. Berrino definisce il peggior veleno che noi si possa sorbire al giorno d’oggi, la FARINA BIANCA “00”!

All’amica risanata

Esistono fonti di calcio facilmente assimilabili, cara Maria, che costituiscono una validissima alternativa al latte e derivati, che devi quindi considerare come cibi unicamente di carattere voluttuario (cioè quelle cose buone che quasi sempre fanno malissimo). Le alternative si chiamano: broccoli, coste e spinaci, cavolo, cime di rapa, prezzemolo, mandorle, noci, semi di sesamo e di girasole, zuppe di pesce e pesce azzurro, legumi con particolare riferimento a soia e derivati (rigorosamente bio). Sappi che se bevi tè bancha invece dell’acqua, freddo in estate e caldo in inverno, assumerai tanto più calcio (equilibrato) di quanto tu non ne possa trovare nel latte!

Un consiglio, infine, perché con te – dato l’affetto – me lo posso permettere: sarai indulgente nel riceverlo. In casi come il tuo è bene fare immediatamente un cambio radicale di ambiente. L’ambiente che ci circonda, a cui è difficile non conformarsi con le abitudini alimentari e gli usi consolidati che caratterizzano la nostra vita, non è tuo alleato con tutte le sollecitazioni cui ti sottopone. Prenditi 10 giorni e, anche se sei impedita dal dolore, vai a C&S e dai tempo al sangue di cambiare totalmente (il plasma cambia in 10 giorni appunto) per cambiare e mutare il “terreno” sotto i piedi della tua osteoporosi.

Darai subito una svolta e imparerai a cucinare cose gustose che non fanno male e ti sono più adatte. Tornerai più forte  a tutti i livelli e darai un grande aiuto anche a quelli “sani” che vivono con te, i quali poi ti ringrazieranno nel tempo.

Ricorda, in ultimo, che ciò che conta non è la destinazione ma la direzione. Tutto è processo nella vita ed è la diversa direzione della processualità che ti salverà da fastidi più pesanti. Con affetto. Andrea

Rubens

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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