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Ricetta bio vegan: primavera saltata in padella.

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primavera saltata in padella

I miei lettori sanno che “qui” non si trovano ricette da “masterchef”, ma al contrario belle soluzioni semplici sane e buonissime, spesso rapide, per essere in sintonia con l’ambiente, con la stagione e per tenerci più possibile alla larga dai cibi che ormai hanno viziato il palato creandoci tante dipendenze.
FAVE FRESCHE, CARCIOFO, FINOCCHIO,
CAROTA, CIPOLLOTTO, PREZZEMOLO, SALE

 

I miei lettori sanno che qui non si trovano ricette da “masterchef”, ma al contrario soluzioni semplici, spesso rapide, per essere in sintonia con l’ambiente, con la stagione e, last but not least, per tenerci più possibile alla larga dai cibi che ormai hanno viziato il palato creandoci tante dipendenze.

Le fave fresche (baccelli) ce le porta la primavera e allora mangiamocele con gusto anche se molti macrobiotici le tralasciano perché “troppo yin” e non equiparabili ai “veri” legumi, come azuki, soia, fagioli, ceci e lenticchie.

La preparazione della vostra primavera saltata in padella.

In poco olio evo fate rosolare un cipollato fresco, tagliato a rondelle sia nella parte bianca che in quella verde superiore. Aggiungete quindi una carota e un quarto di finocchio tagliati a cubetti. Fate rosolare ancora poco, ricordando che non state preparando uno stufato invernale ma verdure saltate a fiamma allegra. quindi aggiungete un carciofo pulito e tagliato a fettine sottili (in modo che si possano cuocere negli stessi tempi delle fave) e le fave. Sale marino q.b.. Il prezzemolo solo alla fine, quando avete spento il fuoco, amalgamando bene il tutto.
Ricordo che si tratta di uno stile  di cottura (saltare: andiamo verso la stagione calda) che richiede molta applicazione perché bisogna, continuamente o quasi, rigirare verdure e ortaggi nella padella finchè sono pronti e un poco al dente e più o meno croccanti secondo i gusti: il wok in ghisa, o qualcosa di simile, va benissimo.

 

 

 

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5 Comments

  • marina

    8 Maggio 2015 at 17:07

    Ci sono alimenti che non posso mangiare perchè, essendo stata operata di tumore al seno, mi sono stati ” vietati ” o almeno mangiati mooolto raramente. Non seguo corsi di cucina macro, leggo ricette e ne trasformo alcune da vegan in macro, cercando sempre di equilibrare le forze della natura. Non so se ci riesco, ma lo faccio con passione ed alcumi piatti inventati di sana pianta sono anche molto buoni. Ma quello che cerco di fare, nonostante i problemi della vita, è quello di far si che la macrobiotica diventi il mio modo di “essere pensante “; l’ho intrapresa da subito, da quando ho deciso di non fare le chemio e di curarmi così, naturalmente e spiritualmente. La ringrazio per i suoi bellissimi post, piacevoli da leggere e da guardare.

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    • Andrea Biggio

      10 Maggio 2015 at 17:36

      Grazie anche a te, cara M. per l’arricchimento che ha voluto portare tra noi. Spero tanto che possa utilizzare al meglio le scelte che ha fatto sul piano alimentare. Le condivido davvero.
      La passione che ci mette e la spiritualità che vi impegna, sono già di per sé un grande fattore evolutivo e di equilibrio, nella mia ottica. Ci aggiungerei anche un poco più di esperienza pratica, come corsi di cucina soggiorni e stages macrobiotici, per rafforzare e far uscire da una sfera riservata tutto quel che sta facendo. Ne sarà molto arricchita e si terrà aggiornata circa un percorso che non finisce mai… Tante care cose e mi scriva quando ne ha voglia…

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  • magda

    10 Maggio 2015 at 13:11

    Complimenti,trovo molto buona questa ricetta che ho eseguito cosi com’è scritta. poi ho provato con una piccola aggiunta personale qualche foglia di lattuga e fiori di zucchina aggiunti pochi attimi prima di spegnere il fuoco.sempre buonissima.

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  • magda

    10 Maggio 2015 at 13:14

    Complimenti,trovo molto buona questa ricetta che ho eseguito cosi com’è scritta. poi l’ho rifatta con una piccola aggiunta personale qualche foglia di lattuga e fiori di zucchina aggiunti pochi attimi prima di spegnere il fuoco.sempre buonissima.la mongio accompagnata a qualche cucchiaio di quinoa

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      10 Maggio 2015 at 17:24

      Grazie per avermi lasciato il commento sul blog e non su FB come fanno in tanti…
      Interessante la tua variante sulla quinoa… La provo…

      Rispondi

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