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Crauti, insalatini e salamoia, facciamoceli noi per l’intestino e per centrarci.

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Ciao! Potrei avere gentilmente una procedura dettagliata per la preparazione dei crauti e/o di tutti gli altri vegetali che possono fermentare?! Grazie 1000.

B.

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Cara B. non solo vuoi la “procedura” per creare gli insalatini/crauti/salamoia, ma la vuoi pure “dettagliata”… ah ah ah. Grazie per la fiducia! Dunque mi stai, in effetti, chiedendo di scrivere un libro sui PIKLES (sugli insalatini)! Ci proverò presto. Intanto, prima di iniziarlo, ti dico qui quale è stato il mio primo passo, il più semplice, per cominciare ad usare questo cibo gustosissimo e dall’alto valore salutare soprattutto per il sistema digerente: il cavolo cappuccio/verza pressato (crauti per antonomasia). Concluderò segnalando una serie di link al mio sito sull’ampia panoramica di organi e funzioni cui giovano gli insalatini.

Nel video di uno dei miei più bravi insegnanti, Martin Halsey, puoi vedere – tra le altre cose – la meccanica di un pressaverdure, che si compra nei negozi bio e nei market orientali. Ne potrai fare a meno se userai dei contenitori che possano recepire – dopo l’inserimento delle verdure – un piatto con un bel peso sopra per pressare, come facevano le nostre nonne (o bisnonne?).

Ricetta:

  • un bel cavolo verza o cappuccio
  • per un kg di cavolo un cucchiaio raso (circa) di sale marino biologico

Procedimento:

Tagliare finemente (come nella foto sopra, trovata in internet) con apposito coltello tagliaverdure “caddie” il cavolo e, in una ciotola, mescolarlo ed amalgamare il sale in maniera uniforme (meglio con le mani). Versare tutto nel pressaverdure , assaggiando prima per vedere se ha un giusto saporino salato; eventualmente aggiustare con altro sale o con altro cavolo. Avvitare il coperchio al massimo, schiacciando la verdura stessa. Il sale farà uscire, nelle ore seguenti, l’acqua dalla verdura fino a coprirla. Se non accadrà vuol dire che bisogna aggiungerne ancora un poco (di sale…).

Il pressaverdure pieno andrà conservato al buio e lontano dal caldo.

In casa mia dopo tre (minimo) quattro giorni lo apriamo, riempiamo un boccale avendo cura di coprire la verdura con il suo liquido e lo mettiamo in frigo, dove va avanti per giorni e giorni (ma solitamente non mi dura molto perché ne mangio una cucchiaiata quasi ad ogni pasto, con l’aggiunta di qualche goccia di limone. C’è chi li tiene fino a dieci quindici giorni a pressare. Farai delle prove e scoprirai cosa preferisci.

Se sei avvezza all’uso dell’acidulato di umeboshi, potrai usarlo al posto del sale 3 o 4 o più cucchiai: è meglio, e la fermentazione è più agevole.

Per fare una salamoia veloce con anche altre verdure come carote, cipolle, zucca, radici, etc. potrai usare un volume di tamari (salsa di soia) e due parti di acqua. Mettere quindi in barattolo di vetro e consumare anche dopo tre o quattro ore.

Naturalmente l’argomento è molto più articolato e dettagliato… ma rimandiamo a quando scriverò il libro…. eh eh eh

Gli insalatini fermentati fanno bene:

  1. alla CANDIDA
  2.  al fabbisogno di VITAMINA C
  3. al fabbisogno di VITAMINA B 12
  4. a FEGATO e CISTIFELLEA e in PRIMAVERA
  5. al GONFIORE DI PANCIA
  6. ai BAMBINI da una certa età…
  7. alla FLORA BATTERICA
  8. E, INFINE, A…

100 anni

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

8 Comments

  • Barbara

    29 Gennaio 2015 at 08:17

    Dovrò riprovarci, le prima due volte mi hanno fatto la muffa. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato. Eppure mi piacciono tanto, quando vado al ristorante ci sono sempre nel piatto. Li vorrei anche a casa!

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      29 Gennaio 2015 at 13:14

      Che intendi per muffa? Quell’odore acre di fermentazione, le bollicine, la schiumata?
      Il mio bisnonno quando si feriva andava in cantina, prendeva muffa e ragnatele (da dove proviene la penicillina?) e li spalmava sopra il taglio: lo curava.
      Paradossi e parte! E’ molto facile che quella “cosa” cui dai il nome di muffa siano gli effetti di una fermentazione prolungata oltre i quattro cinque giorni. Noi – a casa – la scartiamo (come facciamo con i barattoli di tante cose quando dentro di forma la moffetta bianca: qui a Firenze si dice “la scateniamo”): se è troppo forte li laviamo e poi li mettiamo in barattolo. Comunque: puoi mettere più sale, più me, fargli fare più acqua (della loro) mentre sono nel contenitore in modo che restino sommersi. Oppure lasciali solo tre giorni. Se sono verdure o ortaggi leggerissimi come per esempio il cavolo cinese bastano anche poche ore, o anche una sola: dipende. Sperimenta e non buttarli la prossima volta. “Scattivali”, mettici un goccio di limone e maiali … saranno sicuramente buonissimi.

      Rispondi
  • Barbara

    30 Gennaio 2015 at 18:57

    Ok, ci riproverò, sì la muffa era proprio una muffa bianco-grigia vellutata, ma si è formata l’indomani, non avevo lasciato tanti giorni a fermentare. Forse perché qui fa molto caldo? Riproverò, mi istighi.

    Rispondi
  • maria

    13 Febbraio 2018 at 12:11

    Ciao Andrea, ho trovato una ricetta diversa per gli insalatini che prevede di metterli in salamoia con acidulato di umeboshi e acqua per circa tre giorni e togliere la salamoia pressandoli prima di mangiarli. va bene lo stesso? la salamoia nel caso si può riutilizzare o farci qualco’saltro?

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      14 Febbraio 2018 at 08:33

      Ciao Maria,
      non conosco questa procedura, neanche in termini di effetti sull’intestino e di forza.
      La salamoia di quelli pressati (come li faccio io), alcuni se la bevono ma in casa preferiamo conservarla in frigo da aggiungere alla seguente “produzione” per coprirla completamente quando la poniamo nel barattolo per conservarla.

      Rispondi
  • tognon davide

    4 Dicembre 2018 at 19:55

    Dopo il rilascio dell’acqua, il pressaverdure va allentato?
    Se li lascio sotto pressione ‘partono’ solo quelli in superficie.
    Grazie,
    Davide

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      6 Dicembre 2018 at 14:41

      …dopo il rilascio del liquido non lo allentiamo: né ho mai ricevuto indicazioni per farlo nelle scuole che mi hanno formato. Quando apriamo li raccogliamo e li conserviamo in frigo in un boccale con tutto il liquido (che molti poi bevono – anche noi in casa ogni tanto lo facciamo).
      Non ho compreso cosa significhi “partono”, ma spero di aver dato elementi utili.

      Rispondi

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