Contatti

Accesso

Ricetta. Riso integrale al limone zenzero e sesamo nero.

PRIMA UNA DELIZIOSA ETIMOLOGIA

Il riso integrale in chicco è una meraviglia, in tutti i sensi. Il riso è un fatto estetico per me. Che si intende con il termine “estetico” usato in questo caso? Vediamone prima l’etimologia, anzi la genealogia, perché – come sosteneva Nietzsche – il significato delle parole non è solo quello che abitualmente si assegna loro nelle varie epoche: è piuttosto un rintracciare la loro origine nelle condizioni, nelle emozioni, nei bisogni che le hanno fatte nascere.  La parola in oggetto, dunque, è fortemente radicata in un “boccheggiare” (vera traduzione del verbo greco aistho) cioè in quel soprassalto di sorpresa, nel respiro inalato e trattenuto al tempo stesso per la meraviglia: rapida inspirazione e poi sospensione del fiato per il terrore o per la meraviglia. Con il riso appunto … una meraviglia.

 

 

Riso integrale in chicco bio.

Fatta questa piccola digressione, che chi vuole subito la ricetta può saltare a piè pari, ecco a voi un’idea semplice, gustosa e molto salutare per mangiare il riso integrale in chicco bio.

Gli ingredienti sono segnalati senza quantità e dosi da farmacista, perché chiunque sappia cucinare, osservando la foto che ho scattato, ne stabilirà agevolmente le proporzioni per uso quotidiano.

 

  1. Riso integrale in chicco bio. Meglio biodinamico, se volete avere il massimo in termini di salute e di gusto. Lo preparo più frequentemente in pentola a pressione, anche d’estate, per dargli più forza. In tal modo il chicco resta più costituente e si deforma meno, la pellicola esterna non si rompe ed è più gustoso perché si gonfia meno di acqua. E’ più gustoso, digeribile e assimilabile. Il rapporto nei volumi di riso e acqua è di 1 a 2 (oppure, secondo molti 1 a 1 e 1/2)  e la cottura si calcola in 50 minuti (da 45 estate a 60 inverno, secondo stagioni e altre esigenze) a partire dal fischio. Chi non vuole usarla ne farà a meno con gli stessi tempi e le stesse proporzioni. Esistono molte qualità di riso, alcune più yin (grana lunga e più bianco e chiaro) ed altre più yang (grana corta e tonda e riso più scuro). Le differenze climatiche incideranno sulle scelte che chi cucina sa interpretare. Il modo migliore per mettere al fuoco il riso è quello di inserirlo con l’acqua nella pentola portando ad ebollizione  senza il coperchio, aggiungendo poi il sale prima di chiudere e mettere su fuoco minimo (meglio con spargifiamma).
  2. Sale integrale marino, bio. Ricordatevi sempre di inserire una congrua dose di sale nel riso, come ovunque.
  3. Prezzemolo, come se piovesse. E’ bello, è buono, e fa bene per gli altissimi contenuti di ferro.
  4. Zenzero (ginger) radice fresca. Due o tre centimetri della parte larga (o tre quattro di quella stretta) grattugiati: raccoglietene poltiglia e succo che ne fuoriesce e riponetelo in una tazzina.
  5. Limone bio. Il succo di mezzo agrume spremuto ed aggiunto nella tazzina dove c’è lo zenzero.
  6. Semi di sesamo nero, tostati. Questa qualità di sesamo è più saporita e pregiata delle altre. Costa anche di più. Personalmente ne tosto sempre una certa quantità da tenere a portata di mano, anche a tavola per aggiungerlo dove mi piace. Rappresenta  per gli occhi un bel tocco di colore. Attenzione per la tostatura in padella perché i grani non cominciano a scoppiettare come accade nella qualità chiara ed il profumo di tostatura è meno intenso. Ma che sapore!!! Comunque bastano pochissimi minuti controllandone, a tostatura avviata, la consistenza di un chicco rompendolo tra il mignolo e il pollice  (operazione cara ai macrobiotici…). L’apporto di calcio, da parte del sesamo, è infinitamente superiore a quello del latte e dei suoi derivati.
  7. Olio evo, q.b. meglio per questo piatto se avete in casa l’olio di sesamo bio.
  8. Cipolla gialla/dorata. La preferita in macrobiotica. Tagliatela a cubetti, quadratini, come volete, e saltatela in un cucchiaio di olio evo, aggiungendo sale.
  9. Zucchina. Le mangio solo d’estate, perché d’inverno preferisco le zucche vere e proprie. Tagliata a cubetti e fatta saltare a parte come la cipolla per un tempo minore, deve restare colorata e ben al dente.
  10. Carota. Immancabile e presente nel 90% dei miei piatti in casa. Stesso procedimento: saltatela a parte e tagliata a cubettini.
  11. Peperone rosso bio. Lo so che è una solanacea (come patate, pomodori e melanzane), ma ne mangio pochissimi e soltanto nella stagione caldissima. L’eccezione però conferma la regola. Quantità minime, ma gustose… Saltatelo più a lungo, deve risultare ben cotto.
  12. Ceci. Vanno tenuti a bagno, prima di cuocerli, per non meno di 15-20 ore: sono durissimi (yang). Per prepararli: 1 tazza di ceci, 10 cm di alga kombu ammollata e tagliata in quadrati, 4 tazze d’acqua, 1 cucchiaino raso di sale o (meglio) 2 di  tamari (salsa di soia). Mettete i ceci, l’acqua e le kombu in pentola a pressione e cuocete 1 ora e mezza, poi aprite e salate, richiudete e continuate per altra mezz’ora.

N.B. Se non volete cuocere le verdure una alla volta, potete anche metterle insieme, seguendo quest’ordine: cipolla, peperone, carota, zucchina. Ma non sarà la stessa cosa, ovviamente… anche sul piano del gusto. Così, allo stesso modo, potete usare i ceci cotti che avevate oppure comprati in scatola e barattolo o preparati dal fornaio sotto casa (come si usa qui a Firenze).

La preparazione del piatto finale è semplice. Si uniscono le verdure in una padella (non serve olio, che è già presente nelle verdure saltate) e vi si aggiunge il riso cotto ed il prezzemolo, facendo saltare e girando continuamente il tutto per pochissimi minuti a fiamma molto vivace. Un momento prima di spegnere si aggiunge il liquido della tazzina per farlo assorbire ed il sesamo. E' pronto da servire.

 

 

 

4 Comments

  • Barbara

    26 Giugno 2013 at 08:36

    Questa ricetta è proprio bella e buona, la farò quando qui farà un po’ più caldo, le varie tecniche di tostatura, cottura, “saltatura” etc. sono le stesse che uso io, quindi andrò rapida! 🙂

    Rispondi
  • Michela

    2 Maggio 2016 at 13:50

    Caspita che piatto!! Direi non proprio per il pranzo del lunedì..però..di sesamo tostato ne tengo sempre anch io..radice di zenzero anch essa presente..pentola a pressione non più nuova talmente la uso..Rimane la cottura delle verdure!!Proverò nel week end! Grazieee;)

    Rispondi

Lascia un commento

*

code

Aggiungi immagine (JPEG only)


Notice: Undefined index: images in /web/htdocs/www.comecucinarelanostravita.it/home/wp-content/plugins/comment-image/plugin.php on line 173
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com