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Rosacea: amici e nemici per la pelle

 

L’ordine di spiegazione della malattia ha cominciato a darci ragione solo del COME l’alterazione della salute si è prodotta, senza più comprendere il PERCHÉ si sia prodotta…

 

Subject: (acne) rosacea

Caro Andrea,
ho appena letto l’interessante articolo sulla candida e vorrei tanto
chiedere un suo commento simile a proposito della rosacea. Un problema che
la “”scienza”” non sa spiegare e quindi bolla come irrisolvibile. A mio
avviso semplicemente la “”Scienza”” non indaga perché e cosa accade nel
corpo che poi fa la rosacea…ma mi interessa il suo intervento per poter
agire in maniera corretta e risolvere questo problema.
GRAZIE MILLE
B.

 

Eh eh eh, la scienza e i medici, che bel rebus. Ecco cosa scrive, in grande consonanza con la sua idea Umberto Galimberti: ...E’ cioè accaduto che l’ordine di spiegazione della malattia ha cominciato a darci ragione solo del COME l’alterazione della salute si è prodotta, senza più comprendere il PERCHÉ si sia prodotta, dove il perché è da intendersi non come riferimento ad una CAUSA ma ad un SENSO. I SIGNIFICATI non interessano più i medici, i quali pensano ormai solo ad accertare i FATTI, preferendo alla più difficile e ardua COMPRENSIONE la semplice SPIEGAZIONE di essi (de relato: Umberto Galimberti. La Casa di Psiche ed. Feltrinelli).

 

Potrei sinteticamente rispondere alla lettrice che in Macrobiotica come in Omeopatia (e anche in altri sistemi di idee e pratiche), di fronte al disturbo, si cerca innanzitutto di lavorare per ricreare l’equilibrio perduto dalla persona considerata nella sua interezza. Poi in un secondo momento si guarda alla malattia per reperirne più direttamente una causa e un senso. Così, in Macrobiotica si offre un diverso (dall’ordinario) modello alimentare (cereali integrali, verdure e legumi) da abbracciare per stare complessivamente meglio, cambiare il terreno e ottenere risultati apprezzabili già nei primi dieci giorni.

 

pesce morto

Quanto ad Acne-Rosacea, posso solo fornire elementi circa la visione della Macrobiotica quando prende in considerazione disturbi e malattie della pelle.

In sintesi potrei rispondere alla lettera che – a mio parere di non esperto – la macrobiotica ha un approccio in qualche modo simile all’omeopatia. Di fronte al disturbo di cerca di riportare in equilibrio la persona e, solo in un secondo momento si usa il singolo disturbo o malattia per trovarne una causa ed un senso. Potrei concludere che un modello alimentare diverso (cereali integrali in chicco, legumi e verdure) da quello usato da chi ha il disturbo potrebbe offrire benefici immediati sotto molti aspetti… già nei primi dieci giorni.

Il ragionamento che ci hanno abituato a fare di fronte ad ogni malattia o disturbo è: quali sono i farmaci o gli interventi medici o le diete specifiche per “combatterli”?. La macrobiotica pensa invece che un certo disturbo sia frutto di uno squilibrio più ampio nell’energia della persona. La prima preoccupazione della macrobiotica è quella di cambiare subito il “terreno” sul quale la nascita della malattia ha fatto facilmente presa. Per cambiare il “nostro terreno”, dunque, è importante – tra gli altri cambiamenti necessari – introdurre un modello alimentare diverso e più sano e non affidarsi ad una qualche dieta: le diete – che non sono modelli alimentari – sono prigioni da cui evadere al più presto! Cambiare alimentazione – invece – produce un nuovo terreno, sul quale la malattia ha molta meno presa. Così la vede la macrobiotica, con una battuta paradossale che a me piace molto: è quello che non mangi che ti fa guarire!

Il corpo umano ha le sue modalità naturali per eliminare i propri rifiuti e le scorie accumulate; principalmente: reni e vescica con l’urina, intestino crasso con le feci, polmoni con la respirazione, pelle (che i cinesi chiamano “il terzo rene”), con i suoi “sfoghi” di ogni tipo, con il sudore, la forfora tra i capelli, etc. Potremmo chiamare questi organi volgarmente “discariche”???

La pelle è l’organo più esteso del corpo e rappresenta l’analisi quotidiana, parlante in tempo reale, delle condizioni interne del sangue e degli altri organi. Essa è un organo di eliminazione (…i brufoli li chiamiamo comunemente sfoghi proprio per questo) oltre che grande baluardo del sistema immunitario ed è oltremodo facile da difendere. Infatti, l’alimentazione è uno degli elementi fondamentali con cui fabbricare una pelle sana. I nemici giurati di questo organo meraviglioso sono tanti.

hotdog

Quali sono gli alimenti che non sono affatto “amici per la pelle”?Lo zucchero, bianco, di canna, raffinato ed integrale. E’ il nemico pubblico n°1 della pelle. In una lattina di bibita se ne trovano 11 cucchiaini: lo sapevate? Provoca eruzioni cutanee e prurito per il fatto di trasformarsi in grasso ed accumularsi sotto la pelle. Grassi saturi. Cioè tutti i tipi di carne rossa e bianca, latte e derivati (formaggi, latticini, burro, panna, etc.), uova. Questa “roba” buona ma pesante rende la pelle più dura ed aumenta il grasso sotto-pelle. Cibi secchi e duri. In primis i prodotti da forno come craker, biscotti, grissini, taralli, etc. Non ci credete? Provate – se potete – ad esaminare la pelle morbida e delicata delle donne orientali: in Oriente il forno è (anzi era…) quasi sconosciuto.

Per i problemi di pelle, e per l’eliminazione delle cause, le cose da fare giudicate opportune dalla macrobiotica sono di indagare cibo e alimentazione e – secondo altre scuole – valutare la presenza di basi psicosomatiche. L’Acne giovanile, per esempio, è diffusa tra i giovanissimi che – si pensa da alcuni – si svalutano esteticamente, e non si accettano, sia per colpa di valutazioni inopportune di loro coetanei che di delusioni dei genitori circa il sesso e l’estetica dei figli. Quindi, se ne potrebbe paradossalmente dedurre che non sono i brufoli a minare l’autostima, ma sono piuttosto – essi stessi – frutto di bassa autostima.

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Il Grano Saraceno: grandissimo amico della pelle!

Se teniamo alla nostra pelle (in tutti i sensi eh eh eh) non ci si può permettere di fare a meno del Grano Saraceno. La pelle ringrazierà! Il Grano Saraceno, un “quasi cereale” molto adatto ai climi freddi: non è un vero e proprio cereale perché rientra nella famiglia (come il rabarbaro) delle poligonacee e non delle graminacee. Viene chiamato grano per avere alcune cose in comune con le graminacee stesse. I semi (cioè i grani che noi mangiamo) sono molto duri ed hanno forma triangolare (triangolo = antico simbolo della luce), ma si cuociono in breve tempo, una ventina di minuti. Il grano saraceno possiede una meravigliosa caratteristica: quella che la sua produzione non può essere forzata ed aumentata con i fertilizzanti, i quali ne farebbero sviluppare le foglie a detrimento del seme facendo restare questo rachitico. Il suo chicco contiene molta lisina, uno degli amminoacidi essenziali, ne contiene più degli altri cereali. E’ un cibo primario se ci si vuole costruire o ricostruire una sana costituzione fisica e va sempre aggiunto agli altri cereali, soprattutto nei mesi freddi (grandi coltivazioni nella Russia centrale e paesi del nord) . La potenza del grano saraceno si manifesta soprattutto nella sua digeribilità, nella forza che trasmette e nell’enorme aiuto che porta all’intestino regolarizzandolo, eliminandone l’atonia, cacciando i vermi intestinali (con farina cruda e acqua). Aiuta quindi nelle costipazioni e anche nelle forme diarroiche in quanto aiuta le pareti dell’intestino che si sono o troppo espanse o troppo contratte a ritornare nelle dimensioni ordinarie. Per i macrobiotici, essendo legato all’energia dell’Acqua, che contrasta quella del fuoco, giova molto anche all’ipertensione sanguigna.

 

 

DISCLAIMER:

I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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