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Se mangiate cibi raffinati non siete certo dei “raffinati”

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La parola raffinato, in italiano, può essere usata in due diverse accezioni. Può essere il participio passato di raffinare e riferirsi a sostanze che vengono sottoposte a procedimenti di raffinazione. Può usarsi anche, in senso figurato, come aggettivo per indicare qualcuno o qualcosa di fine, squisito.
I cibi raffinati che vi trovate sempre a tavola sono pane e pasta bianchi, zucchero raffinato, e riso brillato. Se mangiate tutti i giorni questa roba non siete certamente tipi raffinati! Ve lo assicuro. Non è solo la macrobiotica a mettervene in guardia, ma adesso anche la scienza. Ascoltate come la vede il dott. Berrino dell’Istuituto Tumori di Milano.

Il latte scremato, il burro, il caffè decaffeinato, la farina OO, sono alimenti parziali, frammentati. Non mi intratterrò qui a descrivervi la degradazione biochimica delle sostanze raffinate in termini di macro e micro nutrienti: è compito dei nutrizionisti ed io non lo sono (per fortuna!). Vi dico solo una cosa e, nel precisarla, faccio appello al vostro emisfero cerebrale destro, quello più intuitivo, analogico e poetico. Gli alimenti non raffinati, cioè quelli integrali, sono i più vicini ad una condizione, naturale, fresca e commestibile. Essi non ci forniscono solo “nutrimento” ma anche qualcosa che, ai nutrizionisti che vedete in televisione, sfugge. L’interezza! Preferendo questi ultimi portiamo, dentro di noi, anche l’energia dell’integrità.

 

Il riso bianco che mangiate (quando, e se, lo mangiate, invece della solita pastasciutta) proviene dal riso integrale, ma ha perso la pula, la gemma e il farinaccio attraverso un processo di sbiancatura che impoverisce il chicco sotto molteplici aspetti materiali e spirituali (che strano sentire parlare di spiritualità nel cibo, vero?): il chicco viene lucidato e trattato con talco e oli per dargli brillantezza.

Il pane bianco, un tempo era appannaggio – con i grissini – degli stupidi ricchi e i contadini, più furbi si mangiavano quello “nero” integrale. Adesso tutti cercano il pane bianco di plastica, perché è quello più comune, e tralasciano il pane integrale. Questo è diventato una rarità, quando è fatto bene con il chicco integrale, senza zucchero e cotto in forno a legna. Già, perché il pane integrale che, nella maggioranza dei casi, trovate sotto casa è fatto con farina bianca raffinatissima cui viene aggiunta la crusca scartata nei procedimenti di raffinazione. Che stupidaggine!

DISCLAIMER:

I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

 

9 Comments

  • marina

    22 Aprile 2013 at 16:16

    hai ragione Andrea, questo video di Berrino lo dovrebbero guardare tutti e poi rivedere prima di andare al supermercato..io h oancora tante cose da imparare. Grazie a te!

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  • aniyata

    8 Maggio 2013 at 14:46

    Io mi son sempre chiesta… perché??? Per caso tu sapresti spiegare perché siamo arrivati a questo? Anche da un punto di vista commerciale ed economico non sarebbe piú facile non raffinare i cereali?

    Ho vissuto a Berlino per vari anni e lí il pane é di natura integrale, solo i francesi e gli italiani si lamentano dell’assenza del “classico” pane bianco (tralasciando il fatto che comunque secondo me il pane non fa benissimo, per lo meno al mio corpo)…

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    • Andrea Biggio

      8 Maggio 2013 at 16:19

      eh eh eh…
      Prodotti chimici ed inquinanti si conservano quasi tutti nella parte grassa del chicco di cereale, quella che – insieme alla crusca ed altro, si elimina nella raffinazione. In tal modo il prodotto nel supermarket può conservarsi senza problemi di deperimento per molto tempo più. … e tanto altro ancora…

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  • rosaria

    7 Giugno 2015 at 09:27

    Sono sicura che la maggior parte degli umani nemmeno si pone delle domande sulla spiritualità del cibo, nemmeno io in parte lo facevo. Tutto è iniziato pochi mesi fa quando fu diagnosticata l’IRC ( insufficienza renale cronica)alla mia mamma, allora ho iniziato a studiare le proteine non nobili contenute nei carboidrati. Sono d’accordo sul concetto dell’integrità. L’uomo non accetta di essere un animale dotato di raziocinio e rifiuta la naturalità dell’essere. Non riusciamo a capire di dover difendere la natura da noi stessi.

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  • rosaria

    7 Giugno 2015 at 09:32

    Condivido a pieno la spiritualità del cibo noi siamo quello che mangiamo forse se riuscissimo a capire questo potremo vivere meglio e più a lungo…

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  • Alessio

    25 Gennaio 2016 at 16:36

    vi invito a collegarvi al sito infofarine.it
    Una sana e corretta informazione non guasta. Anche se potrebbe dispiacere al Dr Berrino ed ad altri gurù che intendono promuovere la loro originalità

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      28 Gennaio 2016 at 12:36

      Ho una certa difficoltà ad avvicinarmi a qualsiasi approccio umano che si autodefinisca “sano e corretto”. Tanto più che lo fanno tutti… eh eh eh
      Amo invece la processualitá e quindi i percorsi in cui tutto “non è ben chiaro” e cia sia quindi un work in progress che porti avanti un percorso senza traguardi certamente “sani e corretti”..
      Grazie comunque per la sua opinione espressa in questa sede…

      Rispondi

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