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Spaghetti alle vongole fujute secondo Eduardo.

 

Spaghetti alle vongole fujute

Se la ricorda ancora, Liliana Cavani, quella volta a pranzo a casa di Eduardo De Filippo: «Eravamo un gruppo di amici, tra cui Lucia Bosè. La tavola imbandita e arriva un bel piatto di pasta fumante: spaghetti alle vongole fujute. Le vongole non c’erano, al loro posto dei frammenti di cipolla rossa che conferivano alla ricetta povera un sapore straordinario. Oltreché un grande autore, era pure un grande cuoco».

…ma come… cipolla rossa? Qualcuno ne sa qualcosa?

vongole

Una portata composta da soli tre ingredienti che sembrano incastrarsi alla perfezione e sono: olio, prezzemolo e pomodorino. I pomodorini indicati sono i Piennolo ma vanno bene anche i piccadilly o i mini San Marzano. Si narra che la prima combinazione degli spaghetti con questi tre freschi prodotti risalga a una leggenda raccontata dal celebre drammaturgo Eduardo de Filippo. Egli racconta, infatti, che fosse solito a fine dei suoi spettacoli, andare a cenare con la sorella Titina e il fratello Peppino. Ma in una sera del 1947, la stanchezza era tanto grande da suggerire a Eduardo di tornare direttamente a casa. Sulla via del ritorno, però, la fame tornò a farsi sentire così mentre camminava, cominciò a pensare una ricetta veloce da mettere in pratica. Però, nella dispensa gli ingredienti erano pochi. Ma il “genio” di Eduardo si dimostrò perspicace anche tra i fornelli. Così con solo spaghetti, pomodorini e aglio creò un piatto così prelibato e gustoso, che il giorno dopo, appena rincontrata Titina, affermò di aver sentito, quello che lui era solito definire come “il sapore del mare”.

Piennolo del Vesuvio

Piennolo del Vesuvio

 

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