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Tè Bancha, Kukicha il tè dei macrobiotici: bugiardino.

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Kukicha il tè dei macrobiotici

 

Come abbiamo visto nella prima parte, tra le differenti qualità, il bancha nella qualità in rametti e invecchiato tre anni, cioè il kukicha, è la bevanda per eccellenza, quella preferita dai macrobiotici, sia a tavola che a colazione, che durante la giornata. E’ il più yang rispetto agli altri tè, sia perché in rametti sia perché invecchiato, ed quello che contiene meno teina/caffeina (bassissime percentuali – per alcuni cede tutta la caffeina/teina) rispetto alle qualità diverse. Lasciato crescere per tre anni, infatti, perderebbe secondo i più tutta la teina che quindi resta nella pianta. Lo si può rendere più yang ancora,tostandolo.

Tè kukicha tostato: si pongono i rametti in una padellina e li si tosta a secco per un paio di minuti, a fiamma media. Ricordate che la TOSTATURA fa perdere al tè ogni eventuale residuo di teina/caffeina.

Sia l’hojicha che il kukicha possono essere fatti in una teiera (che sopporti la fiamma) o anche in una qualsiasi casseruola. Si preparano con una breve bollitura: un cucchiaio di rametti o foglie ed un litro di acqua (non troppo calcarea) messi a bollire per qualche minuto (5-10 m.). Sia le foglie che i rametti (ma di più i rametti) possono essere riutilizzati (quando si asciugano) usando la metà dell’acqua e bollendo molto di più. Sarebbe raccomandato non usare teiere e colini metallici che non gioverebbero al delicato aroma di questo principe tra i tè.

Il Sencha e l’Oolong si preparano invece attraverso una infusione, come i normali tè in commercio.

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Il kukicha è anche la base per molti rimedi (preparazioni curative, secondo la macrobiotica) ed è versatile se coniugato con altri gusti e aromi. Nel suo “bugiardino” è scritto che ha notevoli proprietà digestive, è molto rico in ferro e calcio, ha Vitamina A – CB3 (Niacina). Non avendo teina/caffeina può essere dato ai bambini (diversamente dalle foglie dell’Ojicha che ne contengono).

Rimedi (yanghizzanti):

  • Kukicha e Tamari. E’ un tè che dà immediatamente forza ed energia. Momenti di debolezza e spossatezza.Sintomi influenzali. Aiuta la concentrazione contro la dispersione mentale. Si tratta di aggiungere mezzo cucchiaino (oppure intero secondo le vostre esigenze) di Tamari al tè! Ma attenzione. L’operazione deve essere effettuata mettendo prima nella tazza vuota il tamari e poi versandoci sopra il tè bollente, e mescolando. Ancora più forte se i rametti sono stati tostati.
  • Kukicha del “giorno dopo”. Se avete esagerato con il cibo “disordinato” e/o “eccessivo” della sera precedente potrete aggiungere alla/e tazza/e del tè del giorno dopo, un pezzo di prugna humeboshi e qualche goccia (fino a un cucchiaino) di Tamari.
  • Kukicha allo zenzero: aggiungete succo di zenzero (ginger) fresco al tè quando fa freddo e siete impelagati in malattie da raffreddamento.

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Tè con aggiunta di gusti e aromi (più yin: bevande rinfrescanti, estive, dolci, rilassanti):

  • Kukicha e limone. Un poco di succo di limone fresco in una tazza di tè caldo.
  • Kukicha al succo di mela. Da bere caldo o freddo nelle proporzioni desiderate, secondo le esigenze (yin-yang)
  • Kukicha al malto di cereali. Si può aggiungere un cucchiaio di malto, preferibilmente di riso, alla tazza, calda o fredda.

 

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Se vi interessa il discorso sostanziale sul Té è proficuo frequentare anche i seguenti post:

 

LAST BUT NOT LEAST

RICETTA: Tè di riso tostato

La pelle è l’organo più esteso del corpo ed è l’analisi quotidiana, parlante in tempo reale, delle condizioni interne del sangue e degli altri organi. Essa è un organo di eliminazione (…i brufoli li chiamiamo comunemente sfoghi proprio per questo) oltre che grande baluardo del sistema immunitario ed è oltremodo facile da difendere.

 

DISCLAIMER:

I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

9 Comments

  • Giuseppe M.

    18 Marzo 2015 at 12:37

    Salve, perchè nel kukicha e tamari bisogna mettere prima il tamari e poi il te caldo sopra? Finora abbiamo sempre fatto il contrario, cosa cambia? Grazie

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      18 Marzo 2015 at 23:03

      E’ lo sho-ban, un rimedio macrobiotico molto usato. La base è il tamari. E’ il tamari che rivifica e allontana la stanchezza e la mancanza di forze e energie. Se qualcuno è addirittura così sfinito o sta per svenire, lo si può aiutare mettendogli qualche goccia di tamari sulla lingua; anziché dargli acqua – come fanno tutti – per ottenere l’effetto opposto! Se ci sono problemi digestivi o di nausea, gli si può aggiungere zenzero.
      Il rimedio sho-ban, l’ho appreso così come l’ho riportato qui nel post. Non mi sono state fornite spiegazioni, ma la raccomandazione – ripetuta sempre – di fare proprio così: sul fondo della tazza il tamari e sopra del tè molto caldo per meglio sorbirlo.
      Tante volte mi sono chiesto anche io perché, ma la risposta o le risposte sono sorte sin da subito sul piano dell’intuizione e della sensazione. Ed è così che cerco di rispondere, anche alla tua domanda bellissima, che rivela che non sei un abitatore casuale di questo pianeta.
      In effetti credo davvero che la cosa sarebbe differente se si “condisse” il tè con il tamari. Si prenderebbe così del tè al tamari (come lo si prende al limone, al latte, allo zucchero, etc,). Le differenze sembrano consistenti, ai miei occhi, anche se di esse non stiamo a ragionare scientificamente ma piuttosto su altri piani.
      Grazie per avermi portato nel post, con la tua domanda, ancora più addentro a questa affascinante materia che credo affascini tutti e due!

      Rispondi
      • Giuseppe M.

        19 Marzo 2015 at 09:48

        Si, questi argomenti mi affascinano molto, in famiglia li pratichiamo da tanto tempo, da eretici anche noi, e le semplici (una volta comprese) regole della macrobiotica permettono davvero di vivere in salute e risolvere tanti problemi comuni. Proveremo a mettere il te caldo sulla tamari e capire se cambia qualcosa, la cosa migliore è provare. Ti ringrazio per condividere le tue conoscenze accrescendo le mie.

        Rispondi
        • Andrea Biggio

          19 Marzo 2015 at 11:07

          …ne sono contento. Sai cosa mi è anche venuto in mente dopo la risposta al tuo commento? Che comunque se prendo il tamari “dinamizzato” (per così dire dal tè caldo), anziché il tè caldo al tamari ho la chiara idea di prendere del tamari più che del tè!
          Comunque grazie a te per il feed back interessantissimo.

          Rispondi
  • mauro

    20 Marzo 2015 at 17:13

    articolo molto interessante, non conoscevo la differenza tra hojicha e kukicha.
    ormai è anni che bevo tè verde regolarmente al posto dell’acqua, ne preparo un litro alla volta ed ho sempre la caraffa a portata di mano.
    utilizzo un bollitore elettrico e porto la temperatura dell’acqua ad 80 gradi (avevo letto che per il tè verde è meglio non arrivare a bollitura) e quindi lascio in infusione per 15 minuti.
    una cosa non mi è chiara sulla preparazione: quando dici che ci vuole una breve bollitura, intendi che il tè viene messo nell’acqua appena arriva ad ebollizione oppure lo si mette fin da subito nell’acqua fredda?

    Rispondi
    • Andrea Biggio

      20 Marzo 2015 at 19:35

      Anche a me piace molto il tè verde (alludi al Sencha vero?) e lo preferisco per la primavera-estate: lo stimolante è più utile in primavera, stagione del verde ( la mattina aiuta anche il fegato). Con il bollitore elettrico porti dentro di te anche un poco di “elettricità” e ci sono situazioni di “addormentamento” in cui ciò può essere utile: ma non sempre; preferisco il gas. Le foglie del tè verde le tratti con infusione ed anche io; quanto alla temperatura dell’acqua non ho mai calcolato i gradi, in tali casi… poi sul gas…
      Quanto alla preparazione, abbi un momento di pazienza perché c’è un altro post già scritto e programmato per i prossimi giorni in cui tratto il tema… mi hai preceduto sul tempo…. eh eh eh

      Rispondi
  • Luca

    9 Ottobre 2016 at 23:11

    è un articolo pieno di imprecisioni ed errori. Studi qualcosa di più di wikipedia prima di scrivere un articolo che ha l’ambizione di essere un “bugiardino”.

    Rispondi

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