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Friedrich Nietzsche: “Verosimiglianza, ma non verità; apparenza di libertà, ma non libertà: grazie a questi due frutti, l’albero della scienza non corre il pericolo di venire confuso con l’albero della vita”.

 

LA TEORIA.

 

LA TEORIA. Una lettrice del mio libro, bontà sua, mi ha inviato un  feed back da cui espungo i due concetti che mi interessano più di tutto. Il secondo (il primo e più importante concetto ve lo spiego dopo) è che il libro che ho scritto è riuscito ad entrare nella pratica e nel cambiamento di vita di qualcuno, senza restare lettera morta o pura teoria scientifica inapplicabile o addirittura letteratura gastronomica con elenchi di succose e splendide ricette senza nessun riferimento a criteri alimentari complessivamente accettabili. Il primo concetto,  dopo la lettera.

    • la mia zia  legge ONGARO… dunque…. sto spiluccando tra le pagine del suo libro…. dunque…. fenil tripti… chetocolamine.. nutrigenomica e altro incomprensibile, per concludere consiglia di mangiare riso integrale, mango, carne bianca, no zucchero… mah… boh… alla fine della settimana provo a cagliare il messaggio…

    •    eheheh …  da quando ho modificato la mia alimentazione (da 2-3 mesi) ho perso 4 kili, riconosco quando è fame o quando è disagio compensativo, non seguo più la mente quando dice “dai stasera fai presto e fatti un panino o un pz di pizza” e decido per tutt’altro (con immensa conseguente soddisfazione, emotiva)… mio caro!!!! è ANCHE merito tuo! ;-P

E adesso il primo concetto, quello che mi sta più a cuore. La scienza, e dunque con essa la scienza della nutrizione praticata da nutrizionisti, dietologi e medici (quando va bene…) sostiene che è dato solo ciò che è verificabile con i suoi mezzi e metodi. Il filosofo Karl Jaspers chiamava questa impostazione <superstizione scientifica>. Volete sapere come funziona? Eccone un  esempio: broccoli e cavoli , come tutte le crucifere, riducono i rischi di tumori al colon. Sono le parti verde scuro le più ricche di glucosinolati, sostanze che oltre a bloccare la formazione del cancro, provocano il suicidio programmato delle cellule, l’apoptosi. Nei cavoli cappuccio è presente anche il gefernato, già utilizzato in preparazioni farmaceutiche anti-ulcera gastrica e quindi in prospettiva anche protettore del tumore gastrico.

Si potrebbe dire che questa è la teoria del cavolo? Qui assistiamo ad una lezione di biochimica incomprensibile se non agli addetti ai lavori. Che fa il lettore di un articolo di giornale in cui vengono riportati tali concetti? Secondo voi, li potrà mai utilizzare per un qualche cambiamento?  Che cavolo mangerà dopo aver letto tutta questa erudizione scientifica? Gli sarà utile?

Non solo. L’altra incoerenza è che non si parla mai di cibo se non indirettamente, come denuncia Pollan, ma solo di componenti contenute nei vari alimenti. A farci bene sarebbero solo le componenti e non i cibi stessi. Non si parla di pomodoro, ma si dice che contiene il licopene che è un potente antiossidante efficace in caso di tumore alla prostata. Non si dice quali sono gli effetti del pomodoro inteso come sistema, come microcosmo, quando incontra il microcosmo che siamo noi passando per il lungo tubo che va dalla bocca all’ano!

Vediamo che diceva George Ohsawa a proposito dei pomodori: ne raccomandava un’astensione totale perché piante troppo espansive e raffreddanti, troppo veloci nella crescita e nella riproduzione, che si accoppiano – sulle nostre tavole – immancabilmente sempre con altri alimenti che fanno male come la carne e i latticini. Un legame tra le piante di pomodoro e la velocità di diffusione del cancro (teoria dell’analogia – emisfero cerebrale destro, intuitivo), sembra molto verosimile, anche se “scientificamente” non sottoponibile ad esperimenti probatori di laboratorio.

Rudolf Hauschka, allievo ed epigono di Rudolf Steiner, che tante donne conoscono anche per i suoi prodotti di cosmetica, sostiene che i pomodori (e con loro le patate) sono “doni dell’emisfero occidentale” che comparvero  nell’Età della Ragione, una nuova fase dello sviluppo della coscienza. Tali alimenti, infatti, secondo il grande studioso antroposofo, stimolano l’attività dell’intelletto, il pensiero astratto ed il materialismo, rafforzando un sentimento di egoistica auto soddisfazione. Un tale orientamento verso la vita dell’uomo supporta la nascita della scienza e della tecnologia occidentali ed è un’arma a doppio taglio. Il prezzo della conoscenza è una “temporanea deviazione verso una concezione materialista” che dovrebbe essere giunta al termine. Infatti, rileva Annemarie Colbin, molti esseri umani stanno già sostituendo pomodori e patate con cereali integrali (in chicco) proprio mentre passano da una  concezione materialistica dell’esistenza ad una più olistica e spirituale, pur conservando le informazioni e le capacità conquistate durante la fase materialista.

Per questo non mi convince completamente l’approccio scientifico-meccanicistico dei nutrizionisti, dei medici e degli scienziati, anche se dicono molte cose perfettamente condivisibili sull’alimentazione.

Leggete come possono differenziarsi le posizioni degli “scienziati” fino ad arrivare agli antipodi tra loro, in fatto di tumori e diete da adottare durante la chemioterapia!

 

A mio parere aveva ragione  Friedrich Nietzsche quando ammoniva:

“Verosimiglianza, ma non verità; apparenza di libertà, ma non libertà: grazie a questi due frutti, l’albero della scienza non corre il pericolo di venire confuso con l’albero della vita”.

DISCLAIMER:
I CONTENUTI PRESENTATI IN QUESTO BLOG NON INTENDONO COMPLETARE NE’ SOSTITUIRE, IL PARERE DEL VOSTRO TERAPEUTA (MEDICO-PSICOLOGO-DIETOLOGO-MEDICINE ALTERNATIVE-ETC.) CURANTE DI FIDUCIA.

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